MINI-PATRIMONIALE 2014/ Imposta di bollo sui conti titoli bancari e postali: quanto bisogna pagare

- int. Enrico Zanetti

La mini-patrimoniale per il risparmio aumenta nel 2014: l’imposta di bollo sale infatti al 2 per mille. Con ENRICO ZANETTI vediamo com’è cambiata la tassa dopo la legge di stabilità

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Con l’approvazione della legge di stabilità, anche la mini-patrimoniale subisce un aggravio. Sì, perché in Italia, una tassa del genere già esiste da tempo. Si chiama imposta di bollo e agisce sul patrimonio degli italiani, erodendone i risparmi. Nelle sue nuove vesti, passerà dall’1,5 al 2 per mille sui depositi titoli bancari e postali mentre, a beneficio dei piccoli e dei piccolissimi risparmiatori, viene eliminato l’importo minimo di 34,20 euro. Abbiamo analizzato nel dettaglio il nuovo tributo con Enrico Zanetti, deputato di Scelta Civica e vicepresidente della Commissione finanze. 

Aumento delle aliquote– «Dal 2014, aumenta l’aliquota applicabile alla giacenze che passa dall’1,5 al 2 per mille».

Imposta fissa – «Il bollo da 34,20 euro, previsto in precedenza come importo minimo a prescindere dall’imponibile, viene eliminato. A tutti, si applicherà l’aliquota del 2 per mille. Questa misura introduce un principio di equità, facendo pagare a chi ha dei depositi di entità bassa importi maggiormente connotati dal principio della proporzionalità. Fino a 17mila euro, infatti, l’applicazione dell’aliquota del 2 per mille determinerà un gettito inferiore ai 34,20 euro».

La ratio dell’intervento – «Sul fronte del ribasso, attraverso la rimozione della soglia minima, si è voluto eliminare una stortura che rendeva iniqua l’imposta. Per quanto riguarda l’incremento, si è voluto recuperare, in maniera facile, ulteriore gettito; si tratta a tutti gli effetti di una mini-patrimoniale, peraltro di importo tutt’altro che ridotto. Si ricorderà, infatti, quanto scalpore fece l’operazione straordinaria dell’allora presidente del Consiglio, Giuliano Amato, che nel 1992 impose un prelievo forzoso sui conti correnti italiani. A quei tempi, l’aliquota applicata fu del 6 per mille. Ma si trattò di una misura una tantum. Qui, invece, il 2 per mille sarà applicato ogni anno».  

Estensione – «Per simmetria con l’imposta di bollo sulle attività finanziarie in Italia, si è elevato fino al 2 per mille anche l’IVAFE (l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero) per le persone giuridiche. In caso contrario, l’intervento sarebbe stato privo di efficacia».

Nessuna progressività – «Si è deciso di applicare un’aliquota proporzionale secca uguale per tutti, ritenendo che introdurre aliquote maggiori al crescere del deposito non sarebbe accettabile, considerando il peso già di per sé elevatissimo dell’imposizione fiscale».  

No Tax area – «Viene confermata, per i depositi inferiori ai 5mila, l’esclusione da forme di tassazione».

Persone giuridiche – «Si è deciso di aumentare la soglia massima dell’imposta dovuta da persone non fisiche da 4.500 a 14.000 euro. Questo è stato fatto per consentire l’abolizione della tassa di 34,20 euro per le persone fisiche». 

 

(Paolo Nessi)

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