CASO MPS/ Perché il Governo non fa come l’Olanda?

- Mauro Bottarelli

Italia e Olanda hanno preso due strade diverse per affrontare i problemi relativi alle difficoltà di una delle loro banche: Mps e SNS Reaal NV. Il commento di MAURO BOTTARELLI

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Foto: InfoPhoto

Paese che vai, usanza che trovi. Mai come oggi questo proverbio calza a pennello per descrivere il diverso approccio che due governi facenti parte dell’Ue hanno verso le questioni inerenti il settore bancario. Cosa sia stato deciso di fare per Mps è noto a tutti: una nazionalizzazione differita e mascherata a carico di tutti i contribuenti, con lo Stato che, volente o nolente, si troverà proprietario dell’82% dei titoli Mps, stante l’impossibilità già odierna dell’istituto di ripagare il prestito. In Olanda, invece, Stato con rating AAA, hanno deciso di usare sì i soldi dei contribuenti per salvare la banca SNS Reaal NV, ma nazionalizzandola, ovvero piazzando uomini del governo a controllo dei conti per rimettere in sesto l’istituto, schiantato da perdite per 1,8 miliardi di euro su prestiti immobiliari, ma anche facendo emergere molto chiaramente eventuali responsabilità.

D’altronde, che le banche europee siano tutt’altro che sane, nonostante il diluvio di soldi a costo zero della Bce, lo dimostra proprio il risultato del primo giorno utile per ripagare parte del prestito Ltro, occorso una settimana fa: erano attesi circa 200 miliardi di rimborsi, invece hanno ridato i soldi all’Eurotower solo 27 banche europee per un totale di 3,5 miliardi di euro. Ops, forse qualcosa traballa ancora. Ed ecco, allora, che il ministro delle Finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem, tra l’altro capo dell’Eurogruppo, ha preso in mano la situazione: «Ho valutato tutte le alternative messe sul tavolo dal management e da tutte le parti coinvolte nella vicenda e siccome non ne ho trovato alcuna di accettabile, ho deciso di usare lo strumento di ultima istanza, ovvero la nazionalizzazione».

La quale costerà sì ai contribuenti 3,7 miliardi di euro – poco meno di quanto ci costerà Mps – «ma servirà per stabilizzare il gruppo», tanto più che l’unità property-finance verrà separata dal resto del gruppo. La nazionalizzazione include tutte le azioni emesse, le securities di capitale core Tier 1 e i bonds subordinati: di più, le azioni sono state immediatamente sospese alla Borsa di Amsterdam, dove giovedì erano trattate a 84 centesimi, portando il valore totale dell’istituto a 242 milioni di euro. Il tutto, avendo perso il 57% di valore dallo scorso anno.

Lo Stato inietterà 2,2 miliardi di capitale in SNS Reaal, opererà un write down da 800 milioni sul primo pacchetto di aiuto e utilizzerà 700 milioni per riattivare il portafoglio immobiliare. E non stiamo parlando di un banchetta ma della più piccola delle quattro banche che la Banca centrale olandese ritiene “importanti a livello di sistema”, avendo 32,5 miliari di euro di depositi alla fine del terzo trimestre 2012. Insomma, too big to fail. Ma quella è l’Olanda.

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