SALARIO MINIMO/ Pelanda: ecco cosa c’è dietro la proposta di Obama

Per CARLO PELANDA, la proposta di Obama mira ottenere un facile consenso in vista delle elezioni di Mid Term e ad alzare il prezzo con i Repubblicani sul dibattito sul tetto del debito

29.01.2014 - int. Carlo Pelanda
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Barack Obama (Infophoto)

Il presidente Usa Barack Obama nel corso del discorso sullo stato dell’Unione di ieri ha lanciato la proposta di alzare il salario minimo, a partire dai dipendenti federali, vincolandolo all’inflazione. La proposta di Obama è di aumentare il salario minimo federale dai 7,25 ai 10,10 dollari l’ora. Un comunicato stampa della Casa bianca diffuso poche ore prima che fosse pronunciato il discorso ha reso noto che “il presidente sta usando tutta la sua autorità esecutiva per guidare con l’esempio, e continuerà a lavorare con il Congresso per tutti gli americani e approvare il progetto di legge”. Ilsussidiario.net ha intervistato Carlo Pelanda, professore di Politica ed economia internazionale all’Università della Georgia.

Qual è il significato dell’aumento del salario minimo dei lavoratori proposto da Obama?

Si tratta di un progetto di legge che in America non passerà mai. Obama la propone perché sta incominciando una battaglia politica sulla questione del deficit di bilancio. Trovandosi ormai al secondo mandato, il suo obiettivo è quello di assumere una configurazione più di sinistra, per soddisfare il suo elettorato e il Partito Democratico, e dimostrare che i Repubblicani che hanno la maggioranza alla Camera bassa sono degli affamatori di popolo. Insomma, è un banale trucchetto politico.

Perché Obama ha deciso di scavalcare il Congresso?

Anche questa è una tattica politica. Occorre tenere conto del fatto che questo è un anno elettorale importante, ci sono le elezioni di Mid Term e Obama è già entrato in campagna elettorale. È possibile che ci sarà un accordo di partito sul tema del salario minimo. Obama alza il prezzo per pagare di meno il compromesso che sarà costretto a fare sul tetto del debito con i Repubblicani, che controllano uno dei due rami del Parlamento. A marzo-aprile sarà necessario chiudere il negoziato sul tetto del debito ammesso negli Stati Uniti. La vera questione è quanto deficit si debba consentire. I Repubblicani non intendono aggiungere un solo dollaro in più di debito, mentre Obama intende farne di più.

Qual è la strategia della Casa Bianca per raggiungere i suoi obiettivi?

Obama alza il prezzo, dichiarando che in quanto sinistra pretende di più. In vista delle elezioni di Mid Term, visti i collegi in cui si sviluppano le elezioni, per poter vincere meglio alcuni seggi Obama ha deciso che bisogna andare un po’ più a sinistra. È quindi un puro fatto di politica interna.

 

Quali ricadute può avere la proposta di Obama a livello geoeconomico, rispetto alla tendenza a comprimere i salari per aumentare la produttività?

I salari non sono compressi ai fini dell’aumento della produttività. La proposta di Obama non ha alcun rilievo geoeconomico, sono solo trucchetti politici e linguaggi da campagna elettorale. La Germania si sta orientando verso una forma di assistenzialismo più forte perché fa parte del contratto siglato tra Cdu e Spd. Alla fine può essere un modo per aumentare i consumi interni della Germania.

 

Quali sono le differenze rispetto alla proposta di Obama?

Obama non ha fatto questa proposta pensando alle conseguenze geopolitiche. Non escludo che in Italia qualcuno coglierà la palla al balzo, per proporre di introdurre lo stesso provvedimento anche da noi. I Repubblicani però non consentiranno mai a Obama di introdurre un provvedimento di questo tipo. Tutto ciò non avrà quindi un impatto né sul dollaro, né sul futuro dell’economia americana.

 

(Pietro Vernizzi)

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