SPILLO/ Moneta e politica, l’errore che ha reso l’Europa “serva” della finanza

- Giovanni Passali

L’aver fatto la moneta unica prima di un’unione politica e fiscale, dice GIOVANNI PASSALI, è un piano voluto per costruire un’Europa vittima dei poteri finanziari

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Questa volta occorre occuparci anche di politica. Purtroppo è inevitabile, soprattutto dall’inizio di questa crisi, poiché la latitanza della politica ha lasciato tanto spazio ad altri poteri, soprattutto finanziari. E così ci tocca commentare quanto sta accadendo in Ucraina. Perché il fatto notevole è che dal presidente della Commissione Ue Juncker è arrivato l’augurio che in Ucraina si adotti un modello già adottato in Germania in occasione dell’unificazione. Allora i posti chiave del potere vennero presi da esponenti della Germania Ovest per condurre al meglio le privatizzazioni necessarie al rilancio dell’economia. Questa era la spiegazione, ma il risultato fu il saccheggio dei beni di Stato da parte di speculatori della Germania Ovest, senza alcun beneficio reale per la popolazione.

Quella di Juncker poteva sembrare un’ingerenza eccessiva nei confronti di uno Stato sovrano, ma il presidente ucraino Poroshenko ha prontamente colto il suggerimento: ha nominato tre ministri stranieri, selezionati dalla Renaissance Foundation dello speculatore George Soros, che ha speso 80 mila dollari per incaricare le ditte americane Pedersen & Partners e Korn Ferry di selezionare i candidati adatti a tali compiti.

Così Natalia Jaresko, nata e cresciuta negli Usa da immigrati ucraini e proprietaria del fondo d’investimento Horizon Capital, è stata nominata ministro delle Finanze. Avendo lavorato a lungo per il Dipartimento di Stato Usa, sembra il personaggio giusto per promuovere gli interessi stranieri.

Al ministero dello Sviluppo economico e del Commercio è andato il lituano Aivaras Abramovicus, banchiere d’affari e gestore del fondo d’investimento East Capital. Al ministero della Sanità è andato il georgiano (ma formatosi negli Usa) Alexander Kvitashvili. Alcuni commentatori hanno affermato che da questa tornata di nomine la grande sconfitta è l’Europa. Come dargli torto? Poroshenko sembra intenzionato a fare di tutto per scatenare una guerra con la Russia: questo rientra nei nostri interessi?

Quello che invece occorre chiedersi è quale Europa è stata e continua a essere sconfitta (o politicamente e finanziariamente serva degli interessi americani). Perché questa non è l’Europa originaria, quella pensata e voluta nel primo dopoguerra da De Gasperi, Schuman e Adenauer, noti per essere definiti come padri dell’Europa. Questa Europa che oggi ha preso il potere (dal Trattato di Maastricht in poi) è l’Europa federalista ideata dal massonico centro di influenza Royal Institute of International Affairs (Riia), la cui emanazione in Italia è l’Istituto affari internazionali (Iai), fondato nel 1965 su iniziativa di Altiero Spinelli.

E non è un caso se lo Iai partecipa al Council of Councils, iniziativa del Council on Foreign Relations (Cfr) dove il citato Soros è uno degli esponenti principali. E non è neppure un caso se la Rai, per sostenere questi interessi, ha aperto un sito internet dedicato (europa.rai.it) e iniziato la pubblicazione di una serie di video pubblicitari per sostenere questa Europa e questa idea di Europa (di fatto asservita a interessi americani).

Proprio il primo di questi video, tra l’altro diffuso sulle reti Rai nel bel mezzo della campagna elettorale delle ultime elezioni europee, ha la faccia tosta di nominare il solo Altiero Spinelli tra i padri dell’Europa, dimenticandosi totalmente di tutti gli altri, a partire da De Gasperi, che dell’Europa avevano una concezione totalmente diversa. Doveva essere un’Europa della solidarietà e della cooperazione, hanno fatto invece un’Europa della finanza e guerrafondaia, promotrice di colpi di stato (Siria e Ucraina), fino a finanziare e armare gruppi terroristi (i tagliagole hanno operato sia in Siria che in Ucraina).

Anche per questo ho scritto il testo per un video che facesse il verso a quello della Rai, cercando di smontare le principali menzogne contenute in quel video. L’amico Fabio, esperto di montaggio audio e video, si è poi adoperato per assemblare il tutto e il risultato è visibile qui. Un video che inizia ad avere un buon numero di visitatori (diffondetelo se potete, magari viene lo stimolo a proseguire per contrastare gli altri video della Rai sul tema).

Sono d’accordo con il titolo, “Di Europa si deve parlare”. Perché dobbiamo sapere tutti che tipo di Europa hanno costruito e iniziare a riflettere su quale Europa invece vorremmo. L’aver fatto la moneta unica prima di un’unione politica e fiscale non è stato un errore, ma precisamente il piano voluto per costruire un’Europa vittima dei poteri finanziari. Per questo abbiamo una moneta unica ma non abbiamo una banca centrale che sia prestatore di ultima istanza (caso unico al mondo).

Ma non l’hanno ancora vinta. E sono convinto che non l’avranno vinta. Dobbiamo ricostruire le istituzioni che vogliamo, al servizio del bene comune, iniziando a ricostruire le comunità locali.

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