SPILLO/ Perché Equitalia non aiuta lo Stato contro il debito pubblico?

- Paolo Ferrari

In questa lettera, PAOLO FERRARI segnala due casi in cui Equitalia non sembra voler procedere al recupero di crediti importanti. Se ciò avvenisse in tutta Italia sarebbe preoccupante

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La sede di Equitalia (Infophoto)

Caro direttore,

Si sente spesso parlare delle iniziative di Equitalia relative al recupero dei crediti e di cittadini esasperati da tali attività. In proposito, per personali esperienze professionali, mi sono peraltro sorti seri dubbi in ordine a tale reale volontà di recupero. Cito due episodi, a me direttamente noti, di cui se del caso potrò fornire diretta documentazione.

Primo caso: Equitalia è creditore nei confronti di un soggetto per una cifra importante e ha iscritto sull’immobile di proprietà del medesimo un’ipoteca di rilevante importo. Il medesimo soggetto ha anche un debito verso un privato di un modesto importo e per l’ammontare di 2.922 euro. Avendo il modesto creditore anche personali difficoltà economiche ha proposto a Equitalia, che è il creditore maggiore, munito di privilegio ipotecario, di procedere direttamente nell’esecuzione immobiliare per il pignoramento del bene, con quindi anticipo delle spese di procedura, che comunque verrebbero sicuramente recuperate in prededuzione. Questo consentirebbe a Equitalia di recuperare l’ingente somma a suo credito per cui ha iscritto l’ipoteca.

Equitalia non ha accettato la proposta pretendendo che sia il piccolo creditore privato, privo di garanzia ipotecaria, a dar corso alla procedura. Conseguentemente il piccolo creditore che non può sobbarcarsi le sia pur modeste spese di qualche migliaio di euro per recuperare il suo modesto credito, e che, forse, stante la garanzia ipotecaria di Equitalia, non recupererebbe nemmeno, non ha dato più corso alla procedura e il debitore pertanto ha sì un bene ipotecato, ma che resta nella sua disponibilità e non vi è alcuna procedura di recupero del credito.

Secondo caso: Un modestissimo creditore per poche centinaia di euro da corso a una procedura di esecuzione mobiliare pignorando un bene valutato 1.000 euro. Nella procedura vi sono ben due aste deserte per cui il bene verrà forse ceduto per qualche centinaio di euro, neanche sufficienti al recupero delle spese di procedura. Ebbene, in tale procedimento di modestissimo significato economico, Equitalia Nord S.p.A. interviene con un credito di ben 325.803,26 euro. Un intervento ridicolo. E si noti bene il debitore possiede anche beni immobili sui quali, a quanto sembra, Equitalia si guarda bene di dar corso a procedura esecutiva.

Da questi casi e da verifiche effettuate, quanto meno nella mia zona risulterebbe dunque che Equitalia non da mai corso, in realtà, a procedure di pignoramento, ma si limita a intervenire, se del caso, in procedure iniziate da altri con interventi che, come quello sopra citato, sono privi di ogni senso logico, giuridico ed economico.

Se così stanno le cose anche a livello nazionale allora, al di la dello spauracchio che Equitalia può fare ai singoli contribuenti con l’ossessiva notifica di cartelle esattoriali e se del caso di iscrizioni di ipoteche, in realtà sembrerebbe che non vi sia alcuna concreta azione mirata al recupero. Vi è in generale una carenza di liquidità per le casse pubbliche, ma procedendo in tal modo si dovrà continuare ad aumentare il debito pubblico perché i crediti non vengono in realtà riscossi.

Occorre anche verificare se tali crediti sono poi esigibili, e cioè se i debitori sono solvibili, nel qual caso la gran massa creditoria sarebbe solo virtuale e se vi fosse una corretta gestione di tipo societario tali crediti dovrebbero essere totalmente svalutati.

Sarei a questo punto curioso di conoscere in proposito il pensiero di Equitalia S.p.A. e del ministero dell’Economia.

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