IL CASO/ Brunetta: da Renzi aria fritta, all’Italia serve il nostro shock

- int. Renato Brunetta

Forza Italia ha pronto un piano di riforme per favorire lo sviluppo del Paese. Ce lo illustra RENATO BRUNETTA, che commenta anche i provvedimenti di Renzi

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Renato Brunetta

Mentre Matteo Renzi incontrava a Berlino Angela Merkel, rassicurandola sul contenimento del deficit/Pil entro il 3% e incassando al contempo parole lusinghiere circa il suo piano di riforme, Forza Italia stava ultimando un piano anti-austerity da presentare all’esecutivo. «Più che anti-austerity è un vero e proprio piano per lo sviluppo», ci spiega Renato Brunetta, Capogruppo di FI alla Camera. «Non è questione di mercanteggiare un paio di punti di decimali rispetto al deficit attuale del 2,6%, così da elargire una mancia agli stipendi più bassi con il permesso della Merkel, come sta facendo Renzi. C’è bisogno di uno choc, non di aspirinette».

Niente aspirine? Che cosa proponete?

Riforme e vitamine. Un piano di riforme che diano corpo e sostanza alle sei raccomandazioni che la Commissione europea ha fatto all’Italia quando è stata chiusa la procedura di infrazione per deficit eccessivo lo scorso giugno. Parliamo di riforma della Pubblica amministrazione (e questa c’è, basta applicarla pienamente, ed è quella che porta il mio nome, elogiata da Ocse e Ue); efficienza del sistema bancario; riforma del mercato del lavoro; riduzione della pressione fiscale; liberalizzazione delle public utilities; sostenibilità dei conti pubblici. Noi su tutto questo abbiamo idee preciseproposte forti e chiare.

Intendete sottoporre questo piano al Governo?

Depositiamo domani una risoluzione in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì a Bruxelles. Noi chiediamo che il governo dia parere favorevole e la assuma su di sé. Se preparerà a partire da questi punti fondanti una serie di atti conseguenti, potrà presentarli in Parlamento. Su queste basi di riforme incardinate il governo potrà negoziare con la Commissione europea, secondo le regole e i trattati, lo sforamento del deficit anche oltre il 3%. Sono procedure severe, da percorrere subito. Non con la fretta propagandistica di Renzi che punta a ottenere un malloppetto da spendere per la propaganda europea. Magari grazie a un permesso dalla Merkel, che dica una buona parola.

Qual è il vostro giudizio sui provvedimenti economici del Governo? Vanno nella direzione giusta per la ripresa dell’economia e il contrasto dell’austerità?

I provvedimenti economici del governo, a oggi, non esistono. È stata fatta una presentazione in pompa magna, tutta colorata, ma è finita lì. Testi normativi zero. Quanto ancora dobbiamo aspettare? Questa evanescenza, questa indeterminatezza delle cose rispetto alla sonorità delle parole è aria fritta.

Il taglio delle tasse era quello che avreste proposto anche voi?

A livello macroeconomico tagliare 10 miliardi di imposizione fiscale sui redditi o sul cuneo fiscale è la stessa cosa. Sono 10 miliardi di liquidità in più. A noi quello che preoccupa è l’assenza di riforme chiare e forti che rilancino la crescita nel nostro Paese in maniera strutturale. La riforma deve interessare l’intero sistema. Non si può continuare con interventi a margine. E questo vale per il fisco, ma anche per il lavoro e per tutte le altre misure. Che devono attuare, ripeto, le sei raccomandazioni della Commissione europea. Tornando alla sua domanda, anche sulle tasse è tutto già scritto: Renzi faccia i decreti attuativi della delega fiscale approvata in via definitiva dal Parlamento. E li faccia subito.

 

Che ne pensate dell’aumento dell’imposta sulle rendite finanziarie?

Positivo che non si tassino Bot e Btp. Ma dire che si aumentano le imposte sulle rendite finanziarie è un modo per far digerire come atto contro privilegi ignobili quella che in realtà è una tassa sul risparmio. E poi non è vero che la tassazione in Italia sia più bassa che altrove: tra aliquote nominali, imposta di bollo e Tobin tax il livello è già molto alto. E la stangata sulle rendite non aiuterà la nostra credibilità sui mercati. Anzi, farà scappare i capitali all’estero. L’esatto contrario di quello di cui il nostro Paese ha bisogno. Pertanto, il gettito sarà molto minore rispetto a quello stimato dal governo.

 

Renzi ha incontrato prima Hollande e poi la Merkel. Cosa ne pensate di come si sta presentando il Premier all’estero? Riuscirà a “battere i pugni” sul tavolo in Europa e a non far subire all’Italia nuove misure recessive? Siete pronti a sostenerlo in questo?

Non si tratta di battere i pugni sul tavolo, non serve a nulla. Ma di far valere con dignità e orgoglio la nostra indispensabilità all’Europa. Costringendo l’Europa ad accettare le nostre proposte di anticipare in via sperimentale nel nostro Paese i Contractual agreements che entreranno in vigore per tutti i paesi a ottobre. Per fare questa proposta con alto grado di credibilità Renzi sarà bene concordi piani e riforme oltre la sua attuale maggioranza assai poco espressiva della realtà effettiva del Paese. Noi siamo pronti a discutere di contenuti e strategie comuni.

 

Renzi propone un piano di riforme molto ampio, che di sicuro avrà bisogno di un certo tempo per essere messo in atto. Quanto può durare per voi il Governo? 

Di certo se non rispetta i patti dura poco. E se volesse durare lo stesso, avrebbe comunque noi contro a 360 gradi. Noi ci auguriamo che rispetti quanto sottoscritto con Berlusconi il 18 gennaio. Di certo la doppia maggioranza – governo contro di voi, faccio le riforme con voi – non reggerà a lungo. Esiste una fisiologia della politica, e le doppie maggioranze sono concepibili solo se durano il tempo di un’apnea per riparare i tubi della democrazia.

 

Cioè? 

Il record del mondo ufficiale di apnea statica è di un serbo, dodici minuti e undici secondi. Vanno bene dodici settimane?

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