MANOVRA BIS?/ I conti che avvicinano una patrimoniale d’autunno

- Giovanni Passali

Nonostante le numerose smentite ufficiali, una nuova manovra economica sembra davvero indispensabile entro la fine di quest’anno. GIOVANNI PASSALI ci spiega perché

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Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Nonostante le numerose smentite ufficiali, una nuova manovra economica sarà indispensabile entro la fine dell’anno. Sembra una barzelletta, ma rischia di tramutarsi in telenovela e in commedia, per finire in tragedia per le tasche degli italiani. La barzelletta sono state le previsioni del passato Def del governo, cioè il Documento di economia e finanza che ogni anno il governo deve redigere anche per presentarlo all’Unione europea affinché venga valutato. Ancora nel settembre 2013 le previsioni sul Pil erano +1% nel 2014 e +1,7% nel 2015. Sempre allora si prevedeva un rapporto debito/Pil al 133,2% nel 2014 e 130,5% nel 2015. Poi nel Def si è passati al +0,8% nel 2014 e +1,3% nel 2015 per quanto riguarda il Pil. Non differenze stratosferiche, anche se i conti iniziano ad andare in allarme. Se peggiora il Pil, salta il rapporto debito/Pil e soprattutto va fuori controllo il rapporto deficit/Pil, quello che dovrebbe rimanere entro il 3%. Infatti sempre nel Def si parla di debito al 134,9% del Pil nel 2014 e al 133% nel 2015 (e come per magia, al 120% nel 2018).

Appena un mese fa il ministro Padoan confermava, quasi infastidito, le previsioni del Def. Come se negli anni scorsi non le avessero costantemente sbagliate e come se nel frattempo si fosse avviata la tanto auspicata ripresina. Ora sono arrivate le ultime previsioni di Bank of America, che taglia le proprie stime di crescita del Pil da +0,5% a +0,3%. Ma secondo me sono ottimisti: come fa ad aumentare il Pil se aumenta la disoccupazione? Truccano i conti? O meglio, dobbiamo ricordare che ormai entreranno in vigore le nuove regole di calcolo del Pil, per cui verranno stimati i flussi generati dalla malavita organizzata e la prostituzione. Con una battuta amara ma ormai veritiera, si potrà dire che se il Pil è cresciuto è perché è andato a puttane.

Certo, chi ha sempre sostenuto in questi anni e soprattutto in questi mesi la necessità dei tagli in funzione della crescita, ora si trova in qualche difficoltà a spiegare la mancanza di crescita attuale. Come il Centro studi di Confindustria, il quale recentemente ha dichiarato che riguardo l’economia vi sono “numeri ancora difficili da accettare ma oggi l’Italia non è più sull’orlo del baratro”. Sull’orlo del baratro? Come nel novembre 2011 con lo spread alle stelle e l’inizio del governo Monti. Ricordiamo che all’epoca il debito pubblico era a 1900 miliardi di euro. Oggi è aumentato, merito di Monti, Letta e Renzi, di oltre 250 miliardi. Non siamo più sull’orlo del baratro? Allora la disoccupazione era all’8,5%, oggi sfioriamo il 13% (se nel frattempo non l’abbiamo superato). In questo quadro di continuo deterioramento, anche le entrate fiscali non possono migliorare. E quindi si prefigura una nuova manovra finanziaria per il prossimo autunno, che rischia di essere ancora più caldo (socialmente) dei precedenti.

Intanto iniziano a fioccare le smentite di una simile ipotesi. Addirittura il sottosegretario al Tesoro Baretta arriva ad affermare che non vi sarà una nuova manovra anche se il quadro economico dovesse peggiorare. Solo un fattore potrebbe evitare tale soluzione: le privatizzazioni. Che però richiedono tempi non brevi. Allora rischiamo di farle nelle peggiori condizioni, cioè di fretta e in un quadro di continuo deterioramento economico.

Alla fine, credo che una certa manovra finanziaria verrà comunque fatta (magari da un nuovo governo? Giustificato da una situazione di emergenza? Renzi farà la fine di Berlusconi? Chissà!). E questa manovra avrà caratteristiche radicalmente diverse da quelle del passato, perché per essere credibile non potrà essere legata a parametri variabili (un aumento percentuale sui profitti, come sarebbe naturale), ma dovrà portare denaro fresco e certo, cioè una patrimoniale o qualcosa del genere. Un prelievo forzoso sui conti correnti? Chissà. Le prove generali fatte con Cipro non sono andate così male. Per la finanza.

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