SPY FINANZA/ Il rally delle banche centrali ci porta verso il baratro

- Mauro Bottarelli

Siamo davvero in una condizione tale che anche solo un singolo errore può portare a una nuova Lehman Brothers. E di questo occorre ringraziare le banche centrali. MAURO BOTTARELLI

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Scintille, questa volte nemmeno coperte dal velo della presunta segretezza. Tra la linea rigorista tedesca e la volontà di Mario Draghi di aprire a misure di stimolo è scontro totale, consumatosi nel corso di una telefonata definita “di fuoco” tra Angela Merkel e il governatore della Bce.

Prima, i fatti: è stato Draghi a chiamare la cancelliera e non viceversa. “Posso confermare che c’è stato un colloquio telefonico, come ci sono di tanto in tanto tra il cancelliere tedesco e il presidente della Bce, Mario Draghi”, ha affermato ieri nel corso di una conferenza stampa il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, precisando che “è stato il governatore a chiamare la cancelliera”.

Dichiarazioni arrivate all’indomani delle indiscrezioni di Der Spiegel su una telefonata tra lo stesso numero uno dell’Eurotower e la Merkel la scorsa settimana in cui, secondo il settimanale tedesco, la cancelliera avrebbe chiesto chiarimenti in merito alle proposte di Draghi su un maggiore coordinamento tra Paesi sulle riforme economiche. In pratica, la Merkel avrebbe voluto accertarsi che alcuni suggerimenti di Draghi sul miglior uso della flessibilità di bilancio in Europa e sugli investimenti non siano una sorta di marcia indietro sul rigore nei conti pubblici. Ricostruzioni che “non hanno nulla a che fare con i fatti e con la realtà”, ha concluso il portavoce del governo tedesco. Prima di lui un portavoce della Bce aveva già chiarito che il contenuto della conversazione, che non è stato mai rivelato, non ha riguardato lamentele della cancelliera o manifestazioni di dissensi verso il numero uno dell’Eurotower.

Insomma, si ridimensiona la portata dello scontro ma il principio resta: tra Francoforte e Berlino c’è tensione. E il fatto che giovedì si riunirà il consiglio direttivo della Bce potrebbe aver spinto la cancelliera a un’opera di pressione su Draghi, al fine di scongiurare interventi immediati dopo la pubblicazione venerdì scorso del deludente dato sull’inflazione nell’eurozona. A questo punto, non ci sono da attendere novità dal board, visto che prima di valutare eventuali nuovi provvedimenti il direttorio potrebbe voler attendere di verificare i primi effetti delle misure già adottate a giugno, in particolare i nuovi rifinanziamenti agevolati alle banche e vincolati all’utilizzo nell’economia reale (Tltro). E non stupisce che la Merkel abbia sentito la necessità di far deragliare in anticipo i possibili “colpi di testa” che avrebbero potuto tentare Draghi in questi giorni, come ci mostra questo grafico:

Bund negative

I rendimenti dei bond tedeschi fino a tre anni oggi sono tutti negativi, mentre quello del Bund decennale è crollato a 90.5 punti base, un minimo record, ovvero segnale chiaro che il cosiddetto sell-side del mercato sta prezzando con sempre maggiore forza un possibile programma di QE europeo. C’è però dell’altro, un qualcosa di molto più grave e serio degli scontri tra Berlino e Francoforte: c’è che le banche centrali, al netto di aver distorto il mercato negli ultimi sei anni a fronte del collasso dei volumi di trading su tutti i prodotti cash, oggi hanno preso il posto dei traders di equity convenzionali e sono diventati player diretti.

Stando infatti a uno studio portato avanti dal Nanex, oggi sappiamo che le banche centrali di tutto il mondo trattano direttamente futures dell’indice S&P 500 come gli E-mini, anche nelle forma di opzioni, oltre a operare in trading su tassi d’interesse, TSY e prodotti forex. Ma c’è di più. Le banche centrali sono infatti traders così attivi sul mercato che il CME Globex ha addirittura un suo “Central Bank Incentive Program” fatto apposta per incentivare gli istituti di credito centrali a fornire liquidità ai mercati, limitando gli ordini e addirittura fornendo loro una qualche forma di pagamento – rebate – per il loro disturbo come operatore ad ogni singolo trade che fanno.

Insomma, le banche stampano, comprano dai soggetti fornendo loro liquidità ma operano direttamente anche sui mercati azionari e non solo e la CME li paga anche per operare: siamo alla distorsione del mercato più totale e assoluta. Quindi, la prossima volta che qualcuno venderà un E-minis, dovrà chiedersi se lo starà vendendo alla Bce oppure alla Bank of Japan e forse se stiamo vendendo futures dell’indice S&P 500 direttamente a Kuroda: il mercato non esiste più nella forma del capitalismo classico, ora è tutto mosso dalla mano invisibile della pianificazione centrale, siamo alla versione sovietica della finanza.

E per finire, la ciliegina sulla torta: quale banca centrale, tutte le mattine alle 8 ora di New York, quando il sell-side del mercato si sveglia e comincia a scaricare, fornisce la massiva liquidità operando sui “Metal Futures Contracts (Physicals)” del CME? Per ora questo dato non è disponibile ma sappiamo che c’è chi opera e pesantemente: quindi, anche nel mercato delle commodities di metalli preziosi la manina che muove i prezzi e garantisce liquidità è, di fatto, statale.

Stupiti? Io no, era chiaro che fosse così ma oggi ne abbiamo la prova provata. Dico che era chiaro perché in una condizione di totale divergenza tra andamento dei mercati e sottostanti dati macro come quella attuale soltanto un intervento esterno da parte di un soggetto tanto grande da riuscire a spaventare anche i protagonisti più aggressivi della finanza può giustificare i continui record al rialzo degli indici, al netto di volumi di trading che stanno letteralmente evaporando.

Questi quattro grafici sono la rappresentazione plastica di quanto vi sto dicendo e della condizione in cui stiamo vivendo. Il primo

divergenza tra corsi di mercati e aspettative di crescita

Ci mostra la totale divergenza tra corsi di mercato e aspettative di crescita a livello globale. Il secondo,

 

la divergenza totale tra corsi di mercato e il numero della popolazione in possesso di occupazione in America

 

La divergenza totale tra corsi di mercato e il numero della popolazione in possesso di occupazione in America. 

Il terzo,

 

divergenza tra la popolazione ricca e la sua esuberanza e la middle-class

 

Ci mostra la totale divergenza tra la popolazione ricca e la sua esuberanza e la middle-class sempre più schiacciata verso il basso. Quarto e ultimo,

 

l'interventismo della banche centrali

 

La conferma a quanto vi ho detto prima riguardo l’interventismo pressoché unico della banche centrali sui mercati azionari: la perfetta correlazione tra il rally dell’indice S&P 500 e l’espansione dello stato patrimoniale della Fed dovuta al programma di QE. Questo voi chiamatelo pure mercato, se volete, ma non libero, per favore: è un’enorme bolla distorsiva della banche centrali. 

Attenti a come farla sgonfiare però, perché siamo davvero in una condizione tale che anche solo un singolo errore può portare a una nuova Lehman Brothers. Ne è convinta Abigail Doolittle, fondatrice della Peak Theories Research, a detta della quale i mercati potrebbero avere imboccato la strada verso un crash spaventoso che potrebbe spazzare via il 60% del valore delle principali aziende mondiali quotate. Il giorno seguente al raggiungimento della quota record di 2000 punti da parte dell’indice S&P 500, la Doolittle ha messo tutti in guardia dal fatto che la riluttanza da parte della Fed di rialzare i tassi di minimi attuali potrebbe spingere il mercato verso una correzione di pari intensità a quella del 2007: “Potremmo vedere l’intero trend rialzista degli ultimi cinque anni cominciare ad andare in correzione netta, un qualcosa che porterebbe ad altissima volatilità e a un’inversione dei corsi anche del 50-60%. Con il mercato azionario così alto, io sono entrata in modalità ribassista, perché i dati tecnici sottostanti questo rally di lunga durata supportano questa mia visione. Ad oggi è difficile intuire quale sarà l’esatto catalizzatore ma questa è la natura stessa delle sell-off, cominciano lente ma poi accadono improvvisamente”.

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