FINANZA/ Rufini (Cisl): nuove banche e Testo unico, chi tutela i promotori finanziari?

- La Redazione

Il sistema bancario e finanziario sta vivendo un profondo e radicale processo di trasformazione, ne parliamo con il responsabile dei promotori finanziari della Felsa Cisl, MAURO RUFINI

borsa_calo439
Infophoto

Il sistema bancario e finanziario sta vivendo un profondo e radicale processo di trasformazione. Anche il rinnovo del Ccnl dei bancari si colloca in questo contesto con alcune importanti proposte, da parte del sindacato, per un nuovo modello di banca al servizio dell’occupazione e del Paese. Un modo nuovo di pensare il mercato, strade nuove oltre la crisi. Dal sindacato è stata avanzata anche la proposta di un nuovo modello organizzativo anche se le distanze dai banchieri appaiono molto lontane.

Occorre garantire stabilità in un sistema che fatica a ripensare il proprio ruolo se non inteso esclusivamente in una mera logica di riduzione dei costi. Le migliaia di bancari a rischio prepensionamento, gli esuberi dichiarati sui tavoli dei vari gruppi bancari, stanno  disegnando e consegnando agli attori negoziali del settore una situazione assai critica per il futuro stesso delle banche.

Cambia il settore e cambia il modo di fare consulenza. Nuovi modelli distributivi e di offerta della consulenza. Secondo l’Abi la banca dovrà sempre più concentrarsi su funzioni commerciali e di consulenza, sono sempre più le banche e i gruppi che stanno individuando e orientando i propri dipendenti anche verso la promozione finanziaria.

Un fenomeno che sta diventando importante e degno di rilievo. Lavoratori bancari da formare adeguatamente e far iscrivere all’Albo dei Promotori Finanziari per ampliare i servizi con l’offerta fuori sede. I numeri delle ultime sessioni di esame e le iscrizioni provenienti dal canale bancario all’Albo dei PF ne sono una prova evidente. I promotori finanziari del canale bancario, che rimangono dipendenti, sono ormai circa 1/3 di quelli con mandato attivo, un numero destinato a crescere in maniera esponenziale.

Il conseguimento dell’abilitazione professionale apre nuove prospettive e possibili diverse condizioni economico-normative per gli interessati. La valorizzazione del lavoro deve passare attraverso una piena condivisione degli obiettivi o meglio degli interessi comuni delle parti coinvolte, ivi compreso il sindacato. Ma esiste anche un altro fenomeno: lo chiamerei le banche nelle reti,per dire come le banche siano la fonte dalle quali le reti traggono le nuove leve verso la promozione finanziaria con l’occhio rivolto alla riduzione dei costi fissi e le reti pronte a nuove opportunità. 

Una maggiore regolamentazione del lavoro autonomo per le figure previste dal Testo Unico sull’attività bancaria si rende quanto mai necessaria ed indifferibile.

Abbiamo assistito solo poche settimane fa al mancato avvio dell’Albo unico della consulenza finanziaria. Oltre a cambiare nome ai promotori finanziari, avrebbe inserito un registro ad hoc per i consulenti indipendenti e le società di consulenza. Un nuovo APF rivolto a tutti gli operatori che svolgono attività di collocazione, promozione e consulenza con funzioni anche di vigilanza.  

L’emendamento sulla consulenza inserito nel DL Competitività è stato ritirato. E’ venuta meno una soluzione normativa auspicata e sostenuta da tempo anche dal sindacato che – seppur da migliorare per ridurre ed eliminare i possibili conflitti di interesse e di rappresentanza, garantire la tutela dei risparmiatori e di tutti gli attori in campo – avrebbe colmato un ritardo ed un lungo vuoto legislativo non più giustificabile per il mondo della promozione e della consulenza finanziaria in Italia.

Promotori finanziari, consulenti fee only, bancari. Il rapporto di lavoro e la struttura contrattuale, oggi, vede l’agenzia, il mandato o la dipendenza. Bisogna fare un po’ di chiarezza sulle posizioni dei lavoratori autonomi e dei lavoratori bancari con rapporto di dipendenza, perché è nella doppia veste che ci si può accostare alla professione. Possono coesistere all’interno del settore diverse forme e tipologie di lavoro. Questo potrebbe essere un punto di forza se non si diventasse invece in un limite, dal momento che, per esempio, l’assenza di un contratto ad hoc per i promotori si traduce in mancanza di tutele, diritti e opportunità. Occorre dotare questi professionisti di omogenee e fondamentali tutele di base e strumenti partecipativi (sulle politiche retributive, la previdenza, il welfare, la formazione, azionariato etc.) al di là della condizione contrattuale di dipendenti e/o autonomi.  

A differenza dei dipendenti bancari, non esiste un contratto specifico per i promotori finanziari. Nessuna organizzazione rappresentativa ha mai siglato un contratto collettivo del comparto agenziale. Occorre pertanto individuare e lavorare a forme di collaborazione con le aziende puntando per esempio sulla bilateralità. Peccato che le aziende siano spesso miopi e continuino a sostenere che il promotore finanziario è un imprenditore individuale, che come tale affronta il rischio d’impresa, e può andare incontro al fallimento. Una posizione chiara, ma fin troppo dogmatica proprio perché la platea sta cambiando con l’ingresso massiccio dei bancari. I grandi numeri nascondono anche una sorta di ricorso all’autoccupazione come risposta alla mancanza di alternative al lavoro che cambia e che non c’è. Ciò rende oggettivamente difficile l’identificazione piena del promotore con l’imprenditore, oggi questa professione non è sempre una libera scelta: di qui nasce l’esigenza di un’iniziativa sindacale. 

La Felsa Cisl è impegnata ad avviare una fase di dialogo e di confronto per dare una stabilità ai tanti validi professionisti del settore. Oltre ai temi del welfare (in particolare la previdenza), le politiche retributive e la formazione, sulle possibilità di sviluppo della professione per puntare anche a un ricambio generazionale, pensiamo a forme di tirocinio e praticantato per i giovani e agli studi professionali, eliminando gli attuali ostacoli normativi. La legislazione europea lo permette e sarebbe una opportunità da cogliere lavorando insieme a rimuovere i vincoli esistenti. 

Del presente e il futuro della professione finanziaria in Italia: dalla Banca alla Rete, nuovi modelli di consulenza se ne parlerà il 10 settembre a Roma con i principali attori e players del settore in occasione del PF Expo 2014 (www.pfexpo.it), uno dei più importanti eventi formativi dedicati ai professionisti della finanza in Italia.

Sono molti i temi in discussione e le dinamiche che potrebbero consentire la ricerca di necessari accordi collettivi: una occasione irripetibile per dare un futuro alla professione.

Mauro Rufini 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori