BORSA ITALIANA OGGI/ Milano, news: chiusura a +1,64%. Creval a +11,77% (8 dicembre 2016)

- La Redazione

Borsa italiana news, gli aggiornamenti sull’andamento di Piazza Affari e le ultime notizie dal mondo finanziario. Le news sulle azioni più importanti del mercato italiano

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Borsa italiana oggi, Lapresse

Piazza Affari chiude a +1,64% e sul listino principale troviamo in rosso solamente Atlantia (-0,42%), Recordati (-0,58%), Saipem (-1,94%), Snam (-1,09%), Tenaris (-0,93%) e Terna (-2,1%). Tra i rialzi spiccano quelli di Azimut (+2,23%), Banca Mediolanum (+7,73%), Banco Popolare (+9,75%), Bpm (+10,09%), Mps (+4,11%), Fineco (+3,17%), Generali (+4,58%), Intesa Sanpaolo (+3,36%), Mediaset (+2,85%), Mediobanca (+2,76%), Stm (+4,76%), Ubi Banca (+3,38%), Unicredit (+2,98%) e Unipol (+3,08%). Fuori dal listino principale Acotel chiude a +13,18%, Creval a +11,77%, mentre Amplifon cede il 5,99%. Il cambio euro/dollaro verso a quota 1,06, mentre lo spread tra Btp e Bund scende sotto i 150 punti base.

Piazza Affari guadagna lo 0,5% e sul listino principale troviamo in rosso A2A (-0,6%), Atlantia (-1,8%), Enel (-0,8%), Exor (-0,8%), Italgas (-1,4%), Leonardo (-0,3%), Luxottica (-1%), Recordati (-1,6%), Saipem (-3%), Snam (-1,8%), Tenaris (-0,1%), Terna (-2,2%), UnipolSai (-0,2%) e Yoox (-0,7%). Tra i rialzi spiccano quelli di Banca Mediolanum (+3,7%), Banco Popolare (+5,1%), Bpm (+5,4%), Mps (+4,1%), Bper (+2,1%), Fca (+1,6%), Generali (+2,4%), Intesa Sanpaolo (+2,2%), Moncler (+2%), Stm (+2,4%), Ubi Banca (+2,5%) e Unicredit (+2,1%). Fuori dal listino principale Premuda guadagna il 9,1%, Creval il 7,9%, mentre Amplifon cede il 7,2%. Il cambio euro/dollaro scende a quota 1,065, mentre lo spread tra Btp e Bund sale a 162 punti base.

Piazza Affari guadagna lo 0,6% e sul listino principale troviamo in rosso solamente Atlantia (-0,6%), Enel (-0,1%), Exor (-0,1%), Leonardo (-0,9%), Recordati (-0,7%), Saipem (-4%), Snam (-0,2%), Stm (-0,2%), Tenaris (-1%) e UnipolSai (-0,3%). Tra i rialzi spiccano quelli di Banca Mediolanum (+2,5%), Banco Popolare (+5,3%), Bpm (+5,6%), Mps (+5,9%), Bper (+4,2%), Generali (+2%), Intesa Sanpaolo (+1,9%), Mediaset (+2%) e Ubi Banca (+3,3%). Fuori dal listino principale Premuda guadagna il 6,2%, mentre Amplifon cede il 7,7%. Il cambio euro/dollaro resta sopra quota 1,075, mentre lo spread tra Btp e Bund si attesta a 158 punti base.

Piazza Affari guadagna lo 0,2% e sul listino principale troviamo in rosso solamente Enel (-0,5%), Eni (-0,3%), Leonardo (-0,2%), Luxottica (-0,4%), Recordati (-0,4%), Snam (-0,5%), Tenaris (-0,9%), Unicredit (-0,6%), Unipol (-0,2%) e UnipolSai (-0,8%). Tra i rialzi spiccano quelli di Azimut (+1,5%), Banca Mediolanum (+1,3%), Banco Popolare (+1,3%), Bpm (+1,3%), Mps (+3,9%), Cnh Industrial (+1,1%), Fca (+2,3%), Intesa Sanpaolo (+1,3%), Moncler (+1,2%) e Telecom Italia (+1,9%). Fuori dal listino principale Stefanel guadagna il 5%. Il cambio euro/dollaro si trova sopra quota 1,075, mentre lo spread tra Btp e Bund si avvicina ai 158 punti base.

Comincia una seduta che sarà caratterizzata dall’attesa per le decisioni del board della Banca centrale europea e per le parole di Mario Draghi, che terrà una conferenza stampa alle 14:30. Ieri la Borsa italiana ha chiuso in rialzo del 2,1% a 18.130 punti. Probabile per oggi un approdo ad area 18.200 con possibilità poi di prese di beneficio per scaricare gli indicatori che sono in forte iper-comprato. L’avvio è stato molto positivo con un’apertura superiore al 0,8%, ed è andato via via consolidandosi con il passare delle ore. Una giornata positiva soprattutto per i titoli bancari: in particolare brillano sul listino Mps con il +10,79%, Unicredit con il +9,42% e Bper con il +10,3%. Fra i titoli peggiori, invece, troviamo senza dubbio Tiscali: l’azienda sarda era salita nella seduta precedente di oltre il 13% dopo aver siglato alcuni accordi di collaborazione con Fastweb mentre oggi è stata colpita dalle vendite, dovute con ogni probabilità a prese di beneficio.

A trascinare il listino è stata sicuramente la possibilità di una ricapitalizzazione pubblica preventiva per le banche, ma anche l’attesa per la riunione della Bce. Tutti i listini europei sono focalizzati su quello che potrà dire questo pomeriggio Mario Draghi. Gli operatori si aspettano un’estensione del Qe di circa sei mesi. Alcune agenzie hanno diffuso anche la notizia che Draghi domani potrebbe comprare direttamente azioni. Si tratta di un’ipotesi a cui gli operatori credono poco ed effettivamente sembra abbastanza improbabile.

Dal punto di vista dei titoli di stato, grazie all’attesa per il board della Bce, il differenziale fra titoli di stato italiani e tedeschi è ulteriormente diminuito, chiudendo con un -0,26% per i titoli italiani a 10 anni a 155 punti base e con un rendimento dell’1,90%.

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