SPILLO/ Che c’entra San Patrignano con la dittatura del Pil?

- Lucia Romeo

Si è tenuto a San Patrignano il Positive Economy Forum, due gironi di lavoro con i massimi rappresentanti della politica, economia, finanza, volontariato. LUCIA ROMEO

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Un momento del convegno

Ci sono luoghi che naturalmente portano ad un a riflessione positiva. San Patrignano è uno di questi. È il più grande centro per il recupero di ragazzi e ragazze tossicodipendenti. Sin dalla sua fondazione nel 1978 San Patrignano ha accolto oltre 33.000 giovani e offre ai suoi oltre 1300 residenti più di 50 corsi di formazione professionale in ambito agroalimentare, artigianato, ristorazione, design, web e audiovisual. 

Un posto come questo è la sede naturale per un convegno come il Positive Economy Forum che da tre anni si svolge, per iniziativa di Letizia Moratti, all’interno della struttura di recupero. Sono due giorni in cui politici, imprenditori, organizzazioni umanitarie, sociologi, banche si confrontano su temi fondamentali di oggi, quali l’occupazione e le soluzioni per combattere la disoccupazione giovanile; l’innovazione nell’Università a favore del benessere dei propri studenti; il ruolo della tecnologia a sostegno del miglioramento dell’ambiente e della vita delle persone; il ruolo della UE per generare pace e stabilità per propri cittadini; l’arte come contributo alla creazione di una società positiva.

Jaques Attali, Presidente del Positive Economy Forum, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza della circolazione delle idee e  delle persone: “Dobbiamo abituarci all’idea di un mondo dove le genti hanno il diritto di spostarsi. Non possiamo accontentarci della libera circolazione dei capitali. Se non potranno muoversi da un posto all’altro sia le idee che gli individui, non potremo creare una economia positiva”. 

Il keynote speech è invece stato affidato a Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Alto rappresentante delle Nazioni Unite per l’Alleanza delle Civiltà che ha fatto una panoramica sull’impegno dell’ONU sul tema del dialogo tra i popoli e sulle iniziative intraprese in questi anni per favorire il dialogo, ridurre la conflittualità e far emergere i valori positivi all’interno delle realtà più complesse. Lo scenario complessivo ha fatto emergere un’infinità di realtà e iniziative positive che si scontrano con contraddizioni fortissime e soprattutto una volontà di combattere quella che è stata definitiva la dittatura del PIL: “Ci piacerebbe – ha sintetizzato Letizia Moratti in chiusura dei lavori –  che fossero valutati strumenti complementari al PIL nel calcolo del livello di benessere dell’economia nazionale, che venissero inclusi delle attività derivanti dal volontariato all’interno del calcolo del Prodotto interno lordo nazionale, a testimonianza del contributo economico garantito da queste realtà all’economia nazionale. Infine, vorremmo un deciso e aperto contrasto in sede europea da parte delle Istituzioni nazionali al mantenimento dei proventi derivanti da attività illecite nel calcolo del Prodotto interno lordo da parte di Eurostat”. 

E non a caso, in un contesto di contrapposizione al PIL, nella serata di sabato, è stata premiata Kerry Kennedy, figlia di Bob che sul PIL disse parole rimaste scolpite nella memoria. «Lavoro tutti i giorni con chi rischia la vita per la propria libertà – ha dichiarato Kerry – ma nessuno ha più coraggio dei ragazzi di San Patrignano. Vi ringrazio per la capacità di prendervi cura degli altri e per la continua dimostrazione di amore». 

Molto stimolante, per i ragazzi della comunità e per i presenti, anche la testimonianza di Brunello Cucinelli: “Vengo da una famiglia contadina. Per 15 anni ho avuto negli occhi e nel naso i colori e gli odori della natura. Poi le cose cambiarono quando andammo a vivere in città. Mio padre andò a lavorare in fabbrica, ma tornava a casa offeso e umiliato. Fu lì che pensai a fare qualcosa per la dignità umana».

E poi via con una serie di citazioni e di immagini stimolanti. Da Sant’Agostino  (“alza gli occhi al cielo e la vita ti sembrerà migliore”) a Marco Aurelio (“Roma ha bisogno di voi”). Fino alla visione finale: «Voi state passando un periodo della vita dove dovete affrontare il male dell’anima. Vorrei spingervi a immaginare il mondo migliore che sta arrivando. Questo è il secolo dove mente e anima si devono fondere, dove le idee di Voltaire si devono fondere a quelle di Rousseau. Noi domani abbiamo bisogno di voi e che la vostra anima sia la fonte di grandi pensieri». 

È ancora una volta partendo dall’uomo, dai giovani, dalla testa e dal cuore insieme che si può guardare ad un domani migliore. Il Positive Economy Forum è questo. Un momento per far emergere il buono del mondo e provare ad eliminare le contraddizioni forti che ancora oggi limitano lo sviluppo e non tengono conto del mutamento degli scenari, dall’aumento della popolazione al dialogo interculturale, dalle migrazioni dei popoli al tema dell’accoglienza. Da San Patrignano si può e si deve uscire con una lezione di speranza. Parlando con uno dei ragazzi (uno chef straordinario) che mi faceva notare come, guardandosi indietro si vergognasse dei suoi errori, mi sono trovata a dirgli di cuore: “Se ti giri e guardi avanti, scoprirai che la strada che hai di fronte a te è molto più lunga e stimolante di quella che ti sei lasciato alle spalle. Dipende solo da te, adesso”. Mi ha guardato. Mi ha sorriso e nei giorni seguenti, ogni volta che ci siamo incontrati non ha perso occasione di parlare con me e di cercare conferme. E io come Brunello Cucinelli pensavo: “siamo noi che abbiamo bisogno di voi, ragazzi!”.        

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