FINANZA/ Se l’euro aiuta a gonfiare le tasche dei ricchi

- Giovanni Passali

Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. In questo aumento di disuguaglianze, spiega GIOVANNI PASSALI, è coinvolto anche l’euro insieme alle banche centrali

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Semmai qualcuno avesse ancora bisogno di ulteriori conferme, l’enorme scandalo denominato Panama Papers è la riprova lampante che, in un mondo dominato dalla logica del profitto, a guadagnarci sono sempre i pochi soliti noti. Si tratta di quei ricchi che ovviamente sono favoriti nel divenire sempre più ricchi. Non è una sorpresa, anzi è un evento perfettamente naturale e matematicamente spiegabile. La struttura frattale degli eventi (finanziari ma non solo) determina una legge di distribuzione che si avvicina a quella che in matematica si chiama “Legge di Potenza”. 

Non è certo questo il luogo adatto per fare un approfondimento scientifico di tale materia: però quello che qui ci interessa sono le conseguenze pratiche di questa legge di distribuzione. E le conseguenze pratiche sono quelle di una distribuzione che favorisce gli “eccessi”, favorisce i casi particolari, cioè favorisce la grande ricchezza di pochi e la diffusione della povertà di tanti altri.

Faccio un esempio che spero possa chiarire cosa vuol dire frattale e perché favorisce gli eccessi. Prendiamo ad esempio la distribuzione delle pensioni. Questa è una distribuzione nella quale il suo singolo elemento fondamentale (la singola pensione che arriva con regolarità) non ha nulla di frattale (anzi, non varia nemmeno, quindi non è variabile). Però immaginiamo che ai pensionati, invece della pensione, vengano dati ogni mese 100 euro in meno e 100 biglietti della lotteria, con un’estrazione che avviene il giorno successivo all’arrivo della pensione e premia solo mille fortunati che si dividono equamente l’intera posta messa in palio. Cosa accadrebbe in questo caso fantasioso? 

Si può facilmente immaginare: nel tempo, mese dopo mese ed estrazione dopo estrazione, la gran parte dei pensionati sarebbe gravemente impoverita (100 euro in meno e nessuna vincita), mentre una piccola parte di fortunati sarebbe enormemente arricchito. In questo caso il singolo evento è frattale, perché non ci sono stati intermedi: o hai il biglietto vincente oppure no, o ti sei arricchito oppure ti stai impoverendo irreversibilmente.

Facciamo ancora un passo avanti con la nostra fantasia: immaginiamo che nel tempo la povertà spinga diverse persone a mettere in vendita i propri biglietti in cambio di denaro. Intanto abbiamo una condizione fondamentale: le persone ricche (interessate ai biglietti per vincere ancora) sono in numero molto minore di quelle povere che metteranno i vendita i biglietti: in questa condizione è facile pensare che il singolo biglietto verrà spesso svenduto a un prezzo inferiore, a causa dello stato di necessità del venditore. Questo comunque continua a impoverire chi è povero, che potrà sopperire ai bisogni vendendo biglietti, ma al prezzo di diminuire la propria possibilità di diventare ricco. Mentre i ricchi, pieni di soldi e di biglietti comprati a poco prezzo, avranno sempre maggiori possibilità di vincere di nuovo. Proprio come recita un antico adagio: per fare i soldi ci vogliono i soldi.

Non ci dobbiamo dunque meravigliare se oggi nel mondo reale vi sono persone così ricche che non sanno più dove mettere i soldi e quindi trovano professionisti delle leggi e dei trattati internazionali che li aiutano a portare all’estero e movimentare tali ingentissime somme, probabilmente in modo perfettamente legale a causa di qualche cavillo.

E questo è l’euro, questo è il sistema monetario internazionale: un sistema che in modo scientifico, matematico continua costantemente a impoverire la gran parte della popolazione e arricchire pochissimi già molto ricchi. Come? In che modo oggi la popolazione viene impoverita e i ricchi si arricchiscono? Nel modo più semplice e diffuso, cioè con i titoli di Stato. Infatti, il titolo di Stato è uno strumento di investimento utilizzato non da tutta la popolazione, ma solo da quelli che hanno una discreta quantità di risparmi, tanto da investirne una parte in prodotti finanziari relativamente sicuri. Quindi i più ricchi avranno con i titoli di Stato un rendimento praticamente certo. Ma chi paga? Paga ovviamente lo Stato, cioè l’intera popolazione contribuente. In altre parole, con i titoli di Stato i più ricchi avranno un guadagno praticamente certo pagato da tutta la popolazione. Questo è il moderno funzionamento della finanza: i ricchi sempre più ricchi e i poveri che pagano il conto.

Oggi, con le banche centrali sempre più indipendenti dallo Stato, gli stati sono costretti a rifornirsi di liquidità con l’unico strumento a loro disposizione cioè l’emissione di titoli di Stato. E questo rende evidente che l’unico modo per uscire radicalmente dalla crisi è il ritorno alla moneta di Stato, stampata senza che sia addebitata agli stati e quindi alla collettività. Altrimenti il debito continua a salire e la crisi continuerà a durare.

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