FINANZA E POLITICA/ Sapelli: il “suicidio” della Germania ci trascina a fondo

L’atteggiamento che sta tenendo la Germania dopo la Brexit, spiega GIULIO SAPELLI, non ha nulla di logico. Come quello dello scorpione che uccide la rana nella favola di Esopo

01.07.2016 - Giulio Sapelli
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Wolfgang Schaeuble (LaPresse)

È opinione comune che la favola dello scorpione e della rana sia stata scritta da Esopo. In realtà, il mito dello scorpione che autodistrugge se stesso portando nella rovina anche coloro senza i quali non può attraversare le acque della Storia è un mito addirittura precedente a Esopo, che si limita infatti a darne notizia con la sua grande esperienza antropologica universalistica. Che un mito simile a quelli che leggiamo ne “Il ramo d’oro” di Frazer e che costituiscono una sorta di quell’immenso tesoro archetipale su cui Carl Gustav Jung ha lavorato tutta la vita per spiegare le radici dei comportamenti tanto individuali quanto collettivi, non deve sorprendere. Anche Hegel in una certa qual misura, nella “Fenomenologia dello spirito”, costruisce un’architettura non più simbolica ma logica di questa natura quando parla, appunto, dello “spirito dei popoli” di cui enumera le differenti realizzazioni nella finitezza della Storia.

Ho pensato a questo quando ho udito le reiterate dichiarazioni prima del ministro Schäuble, poi della Cancelliera Merkel in merito al Brexit (il primo) e in merito al salvataggio delle banche pericolanti (la seconda). Matteo Renzi, del resto, non poteva non sollevare la questione e lo ha fatto con il coraggio inusitato di chi ricorda ciò che accadde nel 2003, nel 2007 e nel 2008, allorché la Germania, seguita dalla Francia e dalla Spagna, sconfessò tutti i dettati euro-tecnocratici oligarchici salvando le proprio banche sino a giungere alla nazionalizzazione di alcune. L’Olanda seguì a ruota. 

Orbene: è notizia dell’altro giorno che il Fondo monetario internazionale ha, non a caso, dato grande risalto al fatto che la Federal Reserve nordamericana ha dichiarato che la Deutsche Bank non ha superato gli stress-test. Ed ecco la ragione per cui mi viene in mente Frazer e soprattutto Esopo. L’atteggiamento tedesco è suicida, perché le banche tedesche sono in assai più gravi difficoltà sistemiche di quelle italiane. Ciò nonostante il governo tedesco, la Bundesbank, e financo la Corte di Karlsruhe continuano ad assumere le posizioni che ben conosciamo. 

Esiste una logica in tutto questo? No. Non ne esiste nessuna: lo scorpione punge la rana e insieme affogano. E questo non può che essere spiegato con la Storia, la terribile Storia con la esse maiuscola di Hegel, il quale quando vide passare a Jena Napoleone sul suo cavallo, credette di aver visto passare lo Spirito Assoluto. Ora noi vediamo passare la signora Merkel in bicicletta e sol per questo non può essere lo Spirito Assoluto, ma quello della dissoluzione europea. Alla base di tale dissoluzione c’è la stessa spinta storico-concreta di origine prussiana che fece sì che il primo Kaiser incoronato a Versailles nel 1870 non ascoltasse i consigli di colui che, con Camillo Benso Conte di Cavour, fu il più grande stratega dell’ordine internazionale europeo, ossia Bismarck. Il consiglio era quello di non avere mai nemici sia a oriente che a occidente, ossia di non far mai da sé, pena la dissoluzione dell’ordine europeo. 

Bismarck fu licenziato da Guglielmo I° anzi tempo, e sappiamo ciò che accadde. Ora la tragedia si ripropone nelle sembianze della farsa economica e non nella disgrazia biblica della guerra. In ogni caso è dover nostro risalir dalle banche allo Spirito Assoluto per comprendere la Storia.

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