SPY FINANZA/ Il golpe in atto in Italia

- Mauro Bottarelli

Siamo in pieno nella versione 2.0 del 1992 e nemmeno ce ne accorgiamo, dice MAURO BOTTARELLI. È in atto un golpe da parte di soggetti finanziari esteri e istituzioni europee

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Mi sono sbagliato e di grosso. E, per questo, vi chiedo scusa. Ho ritenuto Matteo Renzi più intelligente di quello che in realtà è: non sta facendo nessun giochino con la Consulta per tirare in lungo la data del referendum. E questo non perché non ci siano un interesse strategico e un’agenda nascosta dietro alla consultazione, ma perché, come diceva Rino Formica in un’intervista su queste pagine la scorsa settimana, il fenomeno di Rignano sta governando per conto terzi, è soltanto un prestanome per interessi più grandi. 

Da giovedì sappiamo che la data del referendum verrà decisa nel Consiglio dei ministri del 26 settembre prossimo e se volete vi dico già quale sarà: domenica 4 dicembre. Casualmente la stessa data in cui gli austriaci torneranno alle urne per scegliere il proprio presidente della Repubblica nel turno di ballottaggio, dopo che uno strano incidente con la colla delle buste per il voto postale ha fatto slittare in avanti la data originaria del 2 ottobre. È una strategia decisa ai piani alti, non credete alle coincidenze. 

Come lo so? Semplice, basta guardare l’andamento di ieri di Piazza Affari. All’ora di pranzo, il listino milanese era l’unico in negativo di tutta Europa e non di poco, visto che perdeva il 2% e a trascinare al ribasso il mercato italiano erano, guarda caso, soprattutto i titoli bancari. Certo, il comparto era in rosso in tutta Europa in scia alle forti vendite su Deutsche Bank (-7% a Francoforte) dopo la notizia che il Dipartimento di Giustizia americano ha proposto all’istituto tedesco di pagare 14 miliardi di dollari per chiudere l’indagine sui mutui subprime, ma un tonfo come quello milanese aveva altre spiegazioni. 

Quali? A pesare era anche l’atteggiamento difensivo degli investitori nei confronti dell’Italia in vista del referendum: “Mancano gli operatori esteri che possono fare la differenza in termini di volumi”, ha dichiarato Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation, all’agenzia MF-Dowjones. A detta dell’esperta, “c’è bisogno della percezione che la variabile politica sia sotto controllo. È chiaro che in questi momenti di smarrimento la speculazione trova terreno fertile per cercare di forzare i livelli tecnici”. Guarda caso, ultimamente ci sono stati report di alcune importanti case d’affari che hanno messo in guardia gli investitori in vista del referendum italiano, un tema che ha anche allargato lo spread Btp/Bund, ora a quota 132 punti base. 

Sul listino milanese soffriva Mps. tanto che nell’intraday l’azione ha aggiornato il minimo storico a quota 0,2054 euro, in scia alle indiscrezioni stando alle quali l’aumento di capitale dovrebbe essere eseguito senza il diritto d’opzione a favore degli attuali azionisti, i quali non sembrano tanto propensi ad aderire alla terza ricapitalizzazione in tre anni: si tratterebbe, quindi, di un collocamento privato. Capito perché si sono dovuti fare fuori, con procedura che definire irrituale è un eufemismo, prima Viola e poi Tononi dal board? La legge la impone JP Morgan, mica Siena e Roma. Inoltre, l’operazione dovrebbe prevedere anche la conversione di una parte dei bond in azioni. “Lo schema di ricapitalizzazione suggerito sembra piuttosto credibile, vista la difficoltà di raccogliere nuove risorse dall’azionariato corrente”, sottolineano gli analisti di Icbpi, a detta dei quali, però, “la dimensione del rafforzamento patrimoniale rimane comunque sconosciuta, dato che la valutazione dell’ammontare dei non-performing loans che dovrà essere ceduto non è stata ancora completata, cosa che dipenderà dal valore attuale netto ottenibile dalla vendita. In ogni caso, nuove transazioni avranno effetti molto diluitivi sul capitale, elemento che a nostro parere è riflesso nella debolezza del prezzo dell’azione”. 

Preparatevi, perché da qui a dicembre giornate borsistiche simili saranno la norma. Hanno bisogno di spaventare la gente, devono instillare il dubbio che il voto per il “no” sia un voto a favore del baratro, devono prospettare cavallette e piaghe d’Egitto, esattamente lo storytelling utilizzato prima del referendum sul Brexit. Peccato che gli italiani non abbiano il sangue freddo e gli attributi dei britannici: vedrete cosa succederà da qui al 4 dicembre. Passerà lo scandalo del pensionamento anticipato previa accensione del mutuo in banca, passerà qualsiasi porcheria di intervento sul comparto bancario, passeranno tagli indiscriminati per evitare che scattino le clausole di salvaguardia della scorsa Legge di stabilità, si metterà mano alla legge elettorale, visto che è stata fatta sull’onda del 40% del Pd alle europee del 2014, ma, oggi come oggi, vedrebbe favoriti i Cinque Stelle con il premio di maggioranza. Si ricollocheranno migranti ovunque, si opererà in spregio di qualsiasi normativa o buon senso in nome dell’emergenza finanziaria, la quale sarà debitamente amplificata dai cani di Pavlov dell’informazione filo-governativa con servizi e articoli ad altissimo tasso ansiogeno. 

Siamo in pieno nella versione 2.0 del 1992 e nemmeno ce ne accorgiamo, è in atto un golpe da parte di soggetti finanziari esteri e istituzioni europee e noi stiamo qui a vedere se la Raggi trova o meno l’assessore: siamo ormai assuefatti ai soprusi. E state certi che l’allarme terrorismo giocherà la sua parte: in Germania e Francia sono ormai allo stato di emergenza, addirittura Berlino ha annunciato una grande esercitazione congiunta di esercito e polizia a gennaio del prossimo anno, il tutto nell’ipotesi che i soldati siano dislocati nelle strade in supporto all’antiterrorismo. Siamo allo stato d’assedio: l’altro giorno a Parigi ci sono stati ancora scontri al termine dell’ennesimo (13mo) corteo contro la legge sul lavoro ma i numeri della piazza erano risibili rispetto a quelli registrati nelle manifestazioni prima dell’estate. 

Il perché è preso detto; la strage di Nizza ha portato alla proroga fino all’anno prossimo dello stato di emergenza e Hollande ha poteri assoluti su tutto, la gente comincia ad aver paura di protestare. Paradossi del nostro tempo: apriamo le porte a chiunque, nonostante gli allarmi degli analisti di intelligence, ma al contempo militarizziamo le nostre società per paura e prevenzione. Non vi pare un controsenso? Ma non lo è, perché elites politiche così scadenti servono a questo, a fare il lavoro sporco per conto terzi: chi credete che comandi in Europa, forse Superciuk Juncker? Per carità, quello va bene per dire quattro idiozie a Strasburgo nella giornata di apertura dei lavori, le cose serie vengono decise altrove. 

Alla Bce, prima di tutto e nei comitati d’affari che gravitano attorno alle grandi corporations: Bayer ha appena comprato Monsanto per 66 miliardi di euro, pensate che dagli Usa non arrivino ritorsioni? Abbiamo multato Apple, loro multano Deutsche Bank: siamo in guerra e nemmeno lo sappiamo, stiamo qui placidi a sentirci dire dai telegiornali che Carlo Azeglio Ciampi è stato il presidente del ritrovato orgoglio nazionale. Per carità di Patria e rispetto della morte, evito di dire cosa penso, ma immagino lo possiate intuire. Sarà autunno caldo. E, questa volta, davvero. 

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