Monte dei Paschi di Siena / Ultime notizie Mps. I costi della garanzia pubblica sui bond (oggi 20 gennaio 2017)

- La Redazione

Monte dei Paschi di Siena, Mps news di oggi 19 gennaio 2017: ultime notizie live riguardanti Montepaschi e l’intervento dello Stato nella banca toscana in crisi

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Monte dei Paschi di Siena, Lapresse

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha notificato a Mps la concessione della garanzia pubblica a sostegno dell’accesso alla liquidità, che presto verrà estesa anche a Banca Popolare di Vicenza e Vento Banca. Dunque Montepaschi si prepara a varare l’emissione di un primo bond entro fine mese, con un ammontare fino a 2 miliardi di euro, così da cominciare a raccogliere i 15 miliardi complessivamente previsti per il 2017. La garanzia pubblica concessa dal Tesoro renderà meno oneroso il costo della raccolta, ma comporta altresì degli oneri. Nello specifico, secondo quanto riporta Askanews, ci sono delle commissioni che per le scadenze inferiori all’anno sono pari allo 0,5%, che scendono allo 0,4% in caso di scadenza più lunga. Tuttavia vi sono poi degli ulteriori costi basati sul rating della banca e sui prezzi dei cds. Dunque lo scudo pubblico ha un prezzo per Monte dei Paschi di Siena, che potrà comunque riuscire ad andare sul mercato per raccogliere la liquidità di cui ha bisogno. 

Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto dal Ministero dell’Economia il decreto con il provvedimento di concessione della garanzia dello Stato a sostegno dell’accesso alla liquidità e quindi ha dato il via libera alla procedura di emissione dei bond. Entro fine mese Mps dovrebbe emettere il primo bond per 2 miliardi di euro, poi a febbraio-marzo ci sarà una seconda emissione dello stesso importo. Il programma prevede un’emissione totale di 15 miliardi di euro di bond con garanzia statale. Il titolo, invece, tornerà alle contrattazioni a Piazza Affari quando il piano industriale verrà approvato dalla Bce. Bankitalia intanto ha assicurato che la ricapitalizzazione precauzionale di Monte dei Paschi avverrà «nel rispetto del quadro normativo europeo in tema di risanamento e risoluzione delle crisi bancarie, nonché di aiuti di Stato». Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, ha giudicato positivamente l’intervento statale in Mps, ma – stando a quanto riportato da MilanoFinanza – si è detto dubbioso sul fondo Atlante.

Le polemiche rispetto a quanto è accaduto nel Centro Italia, con l’emergenza neve combinata con il terremoto e i gravissimi danni (oltre che vittime) causate, hanno tirato ora in ballo anche l’intervento pubblico in Mps. Giorgia Meloni ha infatti scritto sulla sua pagina Facebook: “Quanto sta accadendo nel centro Italia non lascia spazio alle polemiche, ma mantenere un silenzio rispettoso non vuol dire che tutto stia andando bene. Perché se i terremoti e le slavine non si possono prevedere, il freddo e la neve in località di montagna sì. E allora, senza polemica ma con il desiderio sincero di capire, ci viene naturale chiedere al Governo perché per salvare le banche e Mps non ha perso tempo e ha aumentato il debito pubblico di 20 miliardi ma per aiutare gli italiani colpiti dal terremoto non dimostra la stessa solerzia; perché non sblocca le donazioni raccolte in questi mesi; perché non anticipa i soldi; perché non sbatte i pugni in Europa, ecc, ecc. Perché?”.

Il Consiglio di amministrazione di Mps, riunitosi ieri, ha cominciato a discutere del piano industriale che la banca dovrà presentare alla Bce. L’amministratore Marco Morelli ha aggiornato sullo stato di avanzamento della bozza che dovrà essere analizzata anche dalla Commissione europea. Secondo quanto riporta Milano Finanza, in tempi rapidi dovrebbe essere completata anche la scelta degli advisor, con McKinsey e Oliver Wyman sul fronte industriale e Mediobanca e Lazard su quello finanziario. Restano confermate le tempistiche indicate da Morelli nel corso della sua audizione alle commissione Finanze riunite di Camera e Senato: all’inizio di febbraio il piano sarà pronto per essere inviato alle istituzioni europee. Solo dopo, ha confermato Giuseppe Vegas, le negoziazioni dei titoli di Montepaschi potranno riprendere.

Nel piano d’intervento pubblico in Monte dei Paschi di Siena, uno dei punti più delicati è quello che riguarda il rimborso dei possessori di obbligazioni subordinate. Il ministro Pier Carlo Padoan ha infatti sempre fornito rassicurazioni sul fatto che le tranche destinate agli investitori retail saranno rimborsate al 100%. Tuttavia c’è chi ha ricordato che così facendo si darebbe anche un “premio” a chi ha acquistato questi titoli nell’ultimo periodo precedente la tentata, e poi fallita, ricapitalizzazione di mercato, magari sperando proprio in un “ristoro” da parte dello Stato. Anche Claudio Borghi Aquilini, consigliere regionale della Toscana, nonché responsabile economico della Lega Nord, sulla vicenda Monte dei Paschi di Siena aveva fatto notare in un’intervista sulle nostre pagine il rischio di favorire in questo modo gli speculatori, proponendo quindi di dare un rimborso pari al prezzo di carico delle obbligazioni acquistate. Un’idea che è stata rilanciata da Giuseppe Vegas nel corso dell’audizione alle commissioni Finanze riunite di Camera e Senato ieri. “Per evitare di premiare investitori che hanno operato con ottiche meramente speculative e per contenere, allo stesso tempo, gli oneri per le finanze pubbliche si potrebbe prevedere l’attribuzione di obbligazioni ordinarie per un controvalore non superiore all’effettivo prezzo di acquisto delle obbligazioni subordinate”, ha infatti detto il Presidente della Consob. Vedremo se il suggerimento verrà accolto dal Governo e dal Parlamento, chiamato a esaminare e poi votare il decreto con cui sono stati stanziati 20 miliardi per mettere in sicurezza il sistema bancario italiano. Sarebbe davvero sconfortante vedere qualcuno fare un grande affare in un’occasione in cui è tutta la collettività a doversi sobbarcare il costo del risanamento di una banca.

Partecipando al forum on Line di Agi “Viva l’Italia”, Antonio Patuelli ha parlato anche di Mps, spiegando quale fosse la situazione della banca toscana all’epoca della gestione di Giuseppe Mussari, con il quale ha raccontato di aver avuto un rapporto conflittuale, essendo stato tra coloro che lo hanno combattuto “dall’autunno del 2009 alla primavera del 2010 in un confronto conflittuale all’interno dell’associazione bancaria che è stato durissimo fino a quando abbiamo constatato che l’Abi era divisa”. Secondo Patuelli, Monte dei Paschi di Siena era all’epoca una delle banche “più politicizzate e meno solide patrimonialmente”, soprattutto perché la banca era una stretta “emanazione degli enti locali delle sue zone”. Di conseguenza erano il Comune e la Provincia di Siena a designare i vertici di Montepaschi.

Pesante l’attacco di Vittorio Feltri a Pier Carlo Padoan anche su Mps. “Pier Carlo Padoan è un genio a scoppio ritardato. Capisce i problemi venti anni dopo che si sono creati e trova delle soluzioni che altri hanno già scoperto. Ecco perché lo hanno nominato ministro dell’Economia: sapevano e sanno che non corre il rischio di rendersi utile al Paese, essendo invece utilissimo a lorsignori, banchieri e sfruttatori di banche dei quali, infatti, si guarda dal fare i nomi”, scrive il direttore di Libero, che poi rincara la dose: “Uno più bravo di lui nel difendere gli interessi e la reputazione dei bidonisti del Monte dei Paschi non esiste. Non bastasse, è unico anche nell’arte sopraffina di strizzare le tasche dei cittadini comuni per saldare i debiti dei suddetti bidonisti”. Oltre che con il ministro dell’Economia, il giornalista se la prende anche con il Governo, capace di reperire in tempi brevissimi miliardi di euro da girare ai dirigenti e ai funzionari di Montepaschi per tappare i buchi da loro stessi creati.

Durante l’audizione alla commissioni Finanze riunite di Camera e Senato, Marco Morelli, ha detto di voler onorare il proprio impegno anche in caso di riduzione del suo stipendio. Come noto, infatti, il fatto che vi sia un intervento pubblico per Mps comporta il rispetto di direttive comunitarie che impongono dei limiti ai compensi di vertici della banca. Nel caso specifico di Morelli, si era parlato nei giorni scorsi di una riduzione vicina al milione di euro all’anno. “Anche in caso di riduzione del mio stipendio, io onoro il mio impegno. Peraltro preferisco una forte taglio al mio stipendio ma che vengano conservate figure chiave del management”, ha detto l’amministratore delegato di Rocca Salimbeni di fronte ai parlamentari, cui ha anche ricordato di aver messo a disposizione il suo mandato. Toccherà poi agli azionisti, una volta ultimato il piano industriale, decidere se i vertici della banca resteranno gli stessi o meno.

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