FINANZA/ Il doppio gioco di JP Morgan sul Bitcoin

- Giovanni Passali

Il valore del Bitcoin continua ad aumentare. Questo perché si avvicina il momento di un fork. Intanto pare che anche JP Morgan investa nella criptovaluta. GIOVANNI PASSALI

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Jamie Dimon, capo di JP Morgan, la più grossa banca americana, lo scorso mese aveva dichiarato che il Bitcoin era solo una truffa. La sua dichiarazione aveva tra l’altro provocato un pesante crollo del valore del Bitcoin, passato proprio quel giorno a toccare 3000 dollari quando prima era sopra i 4000 dollari. Ma quello è stato il fondo, da allora il Bitcoin è sempre salito con una certa regolarità, fino all’esplosione di questi ultimi giorni (ha già superato i 5800 dollari). Più recentemente Dimon ha affermato che non toccherà più l’argomento. Forse è meglio per lui, vista la figuraccia.

In realtà, la potente ascesa del Bitcoin ha una sua ragione, del tutto tecnica. A novembre avverrà un fork, cioè un aggiornamento software sulla blockchain del Bitcoin, che provocherà una spaccatura della rete blockchain, causata dal fatto che non tutti aggiorneranno il proprio software. In altre parole, avremo due blockchain diverse con uno storico comune. Questa situazione si è già verificata nel passato e già si è visto cosa accade: quando si è verificato il precedente fork dal quale sono nate due valute (e chi non ha aggiornato il software ha chiamato la sua moneta BitcoinCash) dopo il fork si è ritrovano la stessa quantità di moneta in due diverse valute, sia in Bitcoin che in BitcoinCash. Questo è successo il primo di agosto di quest’anno.

Quello che doveva succedere, secondo le rigide regole della matematica, è come quando si divide in due una azienda: si calcola il valore dei beni di ciascuna parte e l’eventuale quotazione in borsa si divide in maniera proporzionale. In altre parole, visto che il 10% è rimasto con la vecchia blockchain, il Bitcoin avrebbe dovuto perdere il 10% dal valore di 3000 dollari di allora, mentre la nuova moneta (sulla vecchia blockchain) avrebbe dovuto avere un valore di circa 300 dollari. Invece la finanza non è pura matematica e quindi il Bitcoin non perse nulla e il BitcoinCash nacque con un valore superiore ai 300 dollari. In altre parole, chi aveva un conto in Bitcoin, in un momento si è trovato con un conto in BitcoinCash con un valore pari al 10% del valore del Bitcoin. In altre parole ancora, chi al 31 luglio aveva 1 Bitcoin (=3000 dollari), al 1 di agosto si è trovato con 1 Bitcoin e 1 BitcoinCash (in totale 3000 dollari + 300 dollari).

Ora in molti sperano che si verifichi la stessa situazione e proprio il fatto che molti lo sperano renderà molto probabile il fatto che si verifichi davvero. Per questo ora tanti operatori del settore che hanno altre criptovalute le stanno vendendo e stanno comprando Bitcoin. Il fenomeno ha assunto proporzioni tali che fino a qualche giorno fa il Bitcoin aveva una capitalizzazione pari al 48% di tutto il mercato delle criptovalute, oggi invece tale capitalizzazione è passata al 55%. Questo mostra anche che il mondo delle criptovalute ha preso tutti i difetti dei mercati finanziari regolamentati.

Ma i difetti non tolgono i pregi presenti e il maggiore di questi è la tecnologia che si chiama blockchain e sulla quale è possibile costruire, oltre a strumenti monetari diversi, tecnologie ulteriori e servizi. A dimostrare la vivacità di questo settore c’è il recente annuncio del Gruppo Sia di aver implementato una propria blockchain chiamata SIAchain, come un’infrastruttura privata per sviluppare, in modalità sicura e protetta, innovative applicazioni Blockchain. E il Gruppo Sia è una consolidata realtà internazionale, nel settore dei servizi tecnologici bancari e finanziari.

E sempre più l’utilizzo di questi strumenti si sta diffondendo tra le persone, prima ancora che tra le istituzioni, tanto che è partita una raccolta di firme per chiedere al capo del colosso Amazon di accettare i Bitcoin come forma di pagamento per le merci in vendita. Ne vedremo delle belle. Insomma, la tecnologia Blockchain e le criptovalute sono un fenomeno di straordinario interesse costruito su una tecnologia innovativa, che bisognerà imparare a usare con destrezza e con criterio. Non sono un fenomeno passeggero. E probabilmente lo sa anche il capo di JP Morgan, visto che si è saputo che la stessa JP Morgan aveva effettuato un investimento in Bitcoin. Dopo quelle dichiarazioni di Dimon, il valore del Bitcoin è crollato. Avranno acquistato a piene mani?



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