MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, il caso David Rossi e le parole di Borghi Aquilini (oggi, 9 ottobre)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps, il caso della morte di David Rossi e le parole di Claudio Borghi Aquilini. Ultime notizie live di oggi 9 ottobre 2017

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Monte dei Paschi, Lapresse

LE PAROLE DI BORGHI AQUILINI

Com’era prevedibile, l’ultimo servizio trasmesso dalle Iene sul caso di David Rossi, ex responsabile della comunicazione di Mps, ha scatenato reazioni. Claudio Borghi Aquilini, Consigliere regionale della Lega Nord in Toscana, fa infatti presente che Piccini, ex Sindaco di Siena, era stato ascoltato dalla commissione d’inchiesta regionale riguardante Montepaschi, ma “non mi pare ci avesse raccontato queste cose”, riferendosi alle rivelazioni fatte circa l’ipotesi che “vi sia una fantomatica villa dove avvengono festini a luci rosse alla presenza di altolocati personaggi italiani, alcuni legati alle indagini sulla morte del responsabile della comunicazione di Mps”. Borghi trova anche curioso che “personaggi pubblici chiacchierino a ruota libera e poi s’indignano se le chiacchiere vengono rese pubbliche”, visto che l’ex primo cittadino della città toscana ha promesso di denunciare gli inviati della trasmissione per aver registrato una conversazione senza esserne autorizzati.

LE PAROLE DI LANNUTTI SUGLI NPL

Stanno facendo discutere le nuove regole che la vigilanza unica bancaria, che fa capo alla Bce, vuole introdurre riguardo la gestione dei crediti deteriorati. Non sono mancate le proteste di associazioni e istituzioni italiane, come Confindustria, Abi e Banca d’Italia. Tuttavia, per Elio Lannutti è piuttosto grave che “la triade Bankitalia, Abi, Confindustria, che non avevano visto i crac bancari, specie di Monte dei Paschi, Banca Marche, Veneto Banca, Banca Etruria e soprattutto della Popolare di Vicenza, che o gestivano allegramente oppure non controllavano, abbiano chiesto alla Bce di attenuare i requisiti patrimoniali, dopo aver narrato per decenni, la favola del sistema bancario solido, che era al contrario, pieno di buchi”. Il Presidente dell’Adusbef, secondo quanto riporta Agenparl, evidenzia come “dopo aver ottenuto dagli ultimi 3 Governi, decreti salva banche e leggi di favore, in contrasto coi diritti acquisiti e gli interessi degli utenti e debitori, la Banca d’Italia ha la faccia tosta di invocare alla Bce, che aveva scoperto a Vicenza quei prestiti baciati, che il Governatore Visco e i suoi ciechi ispettori non avevano voluto vedere”.

Da palazzo Koch è arrivata la richiesta che le nuove norme escludano sia le posizioni garantite da collaterale, sia che gli Npl già esistenti, in modo che si applichino solo a quelli nuovi. “Adusbef ritiene al contrario che venga fatta piena luce sulla gestione fraudolenta del credito e del risparmio, dei prestiti amicali ad amici e compari dei banchieri, per evitare che l’ennesima norma di favor rei  vada ad impattare sulle spalle di risparmiatori ed utenti dei servizi bancari, chiamata a pagare ancora una volta il prezzo di collusioni ed illegalità creditizie ed istituzionali”, spiega però Lannutti.

LE DIFFICOLTÀ NELLA COMMISSIONE BANCHE

I primi passi della commissione d’inchiesta parlamentare sulle banche non sono proprio felici. Non sarà facile fare luce su quanto avvenuto intorno a Monte dei Paschi, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Già sul regolamento che la commissione ha approvato ci sono dei “malumori”. Come spiega Il Corriere della Sera, infatti, è stato deciso che il Presidente (Pier Ferdinando Casini) potrà giudicare l’ammissibilità delle domande poste dai membri a coloro che verranno ascoltati. Questo vuol dire che potrebbero essere “censurati” alcuni quesiti. Giovanni Paglia ha infatti fatto presente che “il Presidente Casini potrà autorizzare un testimone a non rispondere a questioni poste da un commissario impedendo di fatto la ricerca della verità”. Enrico Zanetti aggiunge benzina sul fuoco, evidenziando che “queste scelte spiegano perché è stato voluto in quel ruolo un Presidente che pensava che la Commissione sulle banche fosse meglio non farla”.

Nel regolamento è stato deciso che l’eventuale secretazione degli atti o dei documenti redatti o acquisiti sarà decisa dall’ufficio di Presidenza. Per il Movimento 5 Stelle si tratta di una scelta inaccettabile: “Noi eravamo contrari e perfino il Presidente Casini era d’accordo con noi. Ma è evidente la volontà della maggioranza di insabbiare tutto”. Entro martedì prossimo i gruppi presenteranno una lista delle audizioni ritenute necessarie. E il quotidiano milanese evidenza che quasi tutti sono d’accordo nel voler ascoltare Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia.

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