730 ABOLITO/ “Addio alla dichiarazione dei redditi, ecco come”

- Dario D'Angelo

730 abolito: Ernesto Ruffini, nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate, spiega come cambierà il Fisco nei prossimi anni. Dati, controlli, campagne anti-evasione e molto altro.

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Sembra avere le idee chiare Ernesto Ruffini, nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate, nell’intervista concessa a La Repubblica in cui annuncia senza timore di passare per pazzo che lo storico 730 verrà abolito. Gli italiani diranno addio alla dichiarazione dei redditi e non tra un secolo:”Direi 5 anni. Trattandosi di un’operazione complessa ritengo che l’orizzonte possibile per l’entrata a regime sia questo”. Ruffini spiega come la rivoluzione del Fisco sia in realtà già partita:”Lunedì ho convocato da Sogei tutti gli intermediari, commercialisti, consulenti del lavoro e gli altri professionisti perché bisogna partire col piede giusto nel tempo giusto per arrivare agli appuntamenti con proposte il più possibile condivise. Il Fisco deve ascoltare, confrontarsi. E cambiare”. Ma come cambierà? “Accumulando sempre più dati ed evitando naturalmente di chiedere quelli che già abbiamo, deve venir meno il concetto stesso di dichiarazione dei redditi. Nel momento in cui il Fisco possiede tutti i dati, ti presenta l’elaborazione di quegli stessi dati e tu da controllato diventi controllore del fisco. Ti fornisco un servizio e hai il diritto di vedere se ho lavorato bene”.

730 ABOLITO? LA LOTTA ALL’EVASIONE

Inutile dire che quando si parla di Fisco uno dei problemi più annosi sia quello che ha a che vedere con la lotta all’evasione. Il neo-direttore dell’Agenzia dell’Entrate ha spiegato a La Repubblica quale sarà l’atteggiamento del nuovo Fisco:”Il termine ‘Fisco amico’ non mi piace. Gli amici si scelgono. Il Fisco può essere al massimo un parente, visto che i parenti non si scelgono. Ma a patto che non sia indigesto né invadente. Il recupero dell’evasione è uno degli ambiti operativi dell’Agenzia, ma non l’unico. Centinaia di miliardi entrano spontaneamente: poi, certo, ce n’è anche una parte che entra grazie ai recuperi”. A chi gli chiede se la seconda rottamazione delle cartelle possa passare come un messaggio per cui chi non paga viene sempre salvato dal condono di turno, Ruffini risponde: “Rottamazione, lo dico da tributarista, non è tecnicamente un condono. L’Agenzia delle entrate – Riscossione non riscuote solo le imposte evase e non sempre chi riceve le cartelle si può definire evasore. A Bologna mi è capitato un signore con una cartella di 6 mila euro di mense scolastiche non pagate, multe dell’autobus e dell’autostrada: aveva perso il lavoro. Era un evasore? Il 53% ha debiti non superiori a 1.000 euro. Credo che dare ai cittadini la possibilità di mettersi in regola senza un salasso di sanzioni e interessi non sia sbagliato“. E sull’ipotesi di nuovi controlli sullo stile del famoso blitz di Cortina, mediaticamente molto redditizi, Ruffini è chiaro:”Il ruolo di Agenzia è come il tutor in autostrada. Non serve a fare multe, ma a far rispettare i limiti. Le tasse dobbiamo pagarle tutti. Il giusto. L’attività dell’Agenzia è valutare i profili di rischio“.  

DICHIARAZIONE DEI REDDITI, L’USO DEL CONTANTE E LE TASSE

Uno dei cavalli di battaglia di una parte di economisti è che per ridurre l’evasione basti abbassare l’uso del contante. Un convincimento che non trova d’accordo Ernesto Ruffini:”Negli anni passati non ha determinato un calo dell’evasione. Il problema è la sua tracciabilità. Per esempio, introducendo una norma che esclude dalle detrazioni i pagamenti in contanti se non sono tracciati. Molto più efficace è la fattura elettronica“. A proposito della celebre frase di Padoa Schioppa, secondo cui le tasse “sono bellissime”, Ruffini commenta:”La bellezza non è una categoria applicabile alle tasse. Le tasse sono il prezzo che paghiamo per vivere in questa società. E vorrei che quando arriva una lettera dell’Agenzia non sia un momento di scompenso cardiaco, perché noi lavoriamo a recuperare risorse per dare concretezza ai diritti dei cittadini: allo studio, alla salute, ai servizi“. Novità importanti potrebbero arrivare anche dal punto di vista della comunicazione sull’importanza che tutti paghino le tasse:“È all’interno di un progetto più ampio che abbiamo in cantiere per il 2018. Il Fisco dev’essere compreso, nella sua utilità al servizio di tutti”. Gli spunti per completare la rivoluzione del Fisco, comunque, non mancano:”Ci sono molte buone pratiche in tutto il mondo. Ma anche qui. Abbiamo degli accordi col sistema bancario, in cui vorremmo coinvolgere positivamente anche Poste, grazie ai quali si può andare al bancomat e vedere se ci sono cartelle da pagare. L’sms per avere le comunicazioni sulle cartelle. Sembravo un matto: chi avrebbe dato il numero di telefono al Fisco? In un anno si sono registrati 130 mila utenti“.

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