BORSA ITALIANA OGGI/ Milano, news: chiusura a -0,44%, Poste Italiane a +4,09% (15 dicembre 2017)

- Lorenzo Torrisi

Borsa italiana news. Piazza Affari oggi spera in un rimbalzo dopo l’ennesimo ribasso fatto segnare ieri nella giornata delle banche centrali. Gli aggiornamenti sulle azioni più importanti

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BORSA ITALIANA, LA CHIUSURA

La Borsa italiana chiude in calo dello 0,44% e sul listino principale troviamo in rialzo solo A2A (+1,35%), Banca Mediolanum (+1,11%), Enel (+0,37%), Fca (+0,13%), Mediaset (+1,23%), Moncler (+1,48%), Poste Italiane (+4,09%), Telecom Italia (+0,96%), Terna (+0,1%) e Yoox (+0,26%). I ribassi più ampi sono quelli di Azimut (-1,06%), Banco Bpm (-2,33%), Buzzi (-1,43%), Campari (-1,24%), Cnh Industrial (-0,9%), Exor (-2,04%), Ferragamo (-6,29%), Ferrari (-1,34%), Mediobanca (-1,99%), Prysmian (-0,63%), Recordati (-1,22%), Saipem (-0,6%), Stm (-1,51%), Tenaris (-0,93%) e Unicredit (-1,88%). Fuori dal listino principale Ecosuntek chiude con un +17,84%, mentre Trevi cede il 7,67%. Il cambio euro/dollaro resta sotto quota 1,18, mentre lo spread tra Btp e Bund supera i 151 punti base.

BORSA ITALIANA, AGGIORNAMENTO DELLE ORE 15:45

La Borsa italiana cede lo 0,6% e sul listino principale troviamo in rialzo A2A (+0,4%), Enel (+0,3%), Mediaset (+1,6%), Moncler (+1,4%), Poste Italiane (+2,9%), Ubi Banca (+0,1%) e Yoox (+0,3%). I ribassi più ampi sono quelli di Banco Bpm (-2,6%), Campari (-1,2%), Exor (-1,5%), Ferragamo (-6,6%), Ferrari (-1,1%), Intesa Sanpaolo (-1,3%), Leonardo (-1,1%), Mediobanca (-1,8%), Stm (-1,3%), Tenaris (-1%) e Unicredit (-1,1%). Fuori dal listino principale Ecosuntek guadagna il 14,5%, mentre Trevi cede il 5,4%. Il cambio euro/dollaro resta sotto quota 1,18, mentre lo spread tra Btp e Bund sale a 150 punti base.

BORSA ITALIANA, AGGIORNAMENTO DELLE ORE 10:10

La Borsa italiana si muove in sostanziale pareggio (+0,03%) e sul listino principale troviamo in rialzo A2A (+0,8%), Atlantia (+0,1%), Banca Generali (+0,1%), Bper (+1,8%), Brembo (+0,2%), Buzzi (+0,3%), Enel (+1,2%), Eni (+0,2%), Generali (+0,3%), Italgas (+0,2%), Mediaset (+0,6%), Poste Italiane (+1,8%), Saipem (+0,6%), Snam (+1,5%), Terna (+0,5%), Unipol (+0,6%) e UnipolSai (+0,1%). I ribassi più ampi sono quelli di Azimut (-0,9%), Banco Bpm (-0,9%), Campari (-0,7%), Exor (-0,7%), Ferragamo (-8,1%), Leonardo (-0,6%), Recordati (-0,8%), Stm (-1,2%), Tenaris (-0,8%) e Yoox (-1,4%). Fuori dal listino principale Ecosuntek guadagna il 4,1%, mentre Alfio Bardolla cede il 3,5%. Il cambio euro/dollaro si trova sotto quota 1,18, mentre lo spread tra Btp e Bund scende sotto i 147 punti base. Il forte calo di Ferragamo è dovuto al fatto che in una nota diffusa ieri a mercati chiusa è stato comunicato che il board ha presto atto In una nota diffusa ieri in serata, il gruppo spiega che non ritiene “difficilmente perseguibili” i target per il 2017. 

PIAZZA AFFARI SPERA IN UN RIMBALZO

Giornata priva di dati macroeconomici rilevanti quella di oggi. Da segnalare alle 11:00 la bilancia commerciale dell’area Euro. Alle 14:30, invece, dagli Stati Uniti, l’indice manifatturiero del NY Empire State per il mese di dicembre: le attese sono per un risultato pari a 18,60 punti, in calo di quasi un punto rispetto al mese precedente. Alle 15:15 sempre dagli Stati Uniti la produzione industriale per il mese di novembre: le attese sono per un incremento dello 0,3%. Ieri Piazza Affari ha chiuso con un ribasso dello 0,9%, attestandosi a quota 22.193 punti. Ad andare particolarmente male sono stati i titoli bancari: Intesa Sanpaolo è stata la peggiore, perdendo il 2,23%. Male anche Unicredit che ha ceduto quasi un punto percentuale. In rosso anche Enel che ha perso l’1,32%. L’andamento dei titoli è stato anche condizionato dalle scadenze tecniche della prossima seduta.

Le protagoniste della giornata sono state comunque le banche centrali. In mattinata c’era da scontare le decisione della Fed di rialzare i tassi di interesse, ora pari all’1,75%. In mattinata anche la Banca centrale cinese ha alzato i tassi contro ogni aspettativa. Nel pomeriggio, infine, è intervenuta anche la Bce con la conferenza di Mario Draghi. I tassi di interesse sono rimasti invariati come da previsioni mentre è stato confermato che il Quantitative easing verrà ridotto a 30 miliardi a partire dal prossimo gennaio e proseguirà fino a settembre 2018. Tuttavia la Bce è pronta a prolungarlo se l’inflazione rimarrà lontana dal target del 2%. Lo Spread fra Btp e bund si è leggermente allargato, attestandosi a 148 punti base, mentre il rendimento del Btp decennale si è attestato all’1,79%.

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