BITCOIN/ I (veri) dati che smontano la teoria della bolla

- Giovanni Passali

Il rialzo del valore del Bitcoin ha fatto parlare di bolla. Tuttavia secondo GIOVANNI PASSALI non ci sono elementi e dati per giustificare questo tipo di affermazioni

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Ancora dichiarazioni negli ultimi giorni, sempre più affannate, intente a ripetere che “Bitcoin è una bolla”. Poveretti, nella loro ignoranza non sanno più che pesci prendere e come tentare di sostenere una tesi senza ragioni. E l’affanno nasce pure dal fatto che, nel caso del Bitcoin, non è possibile accusare nessuno, non c’è un capo, un colpevole da identificare e da screditare. Dipende dal comportamento di tanti.

Ricordo brevemente ai miei lettori più distratti che i primi autori di una bolla, qualsiasi tipo di bolla, anche storicamente, non solo oggi, sono quelle banche che stampano moneta in eccesso. Poi ovviamente ci sono anche altre condizioni, ma quella fondamentale è la presenza di un eccesso di moneta. Poi occorre far notare anche che è sempre il sistema bancario a far scoppiare le bolle, interrompendo il rubinetto della liquidità e creando dei problemi all’economia reale e provocando la crisi delle situazioni più problematiche, bolle incluse. In altre parole, i primi colpevoli delle bolle sono proprio i gestori (governatori?) di dollaro ed euro.

Ma veniamo allo specifico del Bitcoin. Per definire “bolla” un certo specifico prodotto occorrerebbe ipotizzare una sopravvalutazione rispetto ad altri beni dello stesso tipo. Ma il Bitcoin a cosa lo paragoneremo? A un prodotto finanziario? Ma in questo caso, vi sono tanti altri prodotti finanziari che sono basati sulla carta (o sulle convenzioni) e il mercato finanziario è così vasto che parlare di bolla è ridicolo. Per parlare di bolla dovremmo assistere a una qualche diminuzione di altri asset finanziari perché gli investitori hanno ritirato i soldi da quelli e li hanno investiti in Bitcoin.

Ora, non solo siamo anni luce da una situazione del genere, ma in realtà il Bitcoin non riesce nemmeno a emergere nel ristretto mercato delle criptrovalute. Pensate, è nato anni prima di tutte le altre, è la prima in assoluto: quindi è partita con un vantaggio enorme. Eppure a oggi la capitalizzazione del Bitcoin è solo di 311 miliardi di dollari, cioè appena il 53% del totale delle criptovalute pari a 587 miliardi. Ma ancora più interessante è vedere il trend in corso, dal seguente grafico.

Come si vede, nel 2013 la percentuale del Bitcoin rispetto alle altre era superiore al 90%, ma da allora il trend è sempre stato chiaramente in calo. E proprio nel 2017, l’anno nel quale il Bitcoin è passato dal 900 a 18.000 dollari di valore, la sua capitalizzazione in percentuale rispetto alle altre criptovalute è diminuita enormemente. Insomma, tutto il movimento delle criptovalute è cresciuto in modo esponenziale e molti di questi progetti sono sostenuti e finanziati da istituzioni bancarie.

Sono forse tutti impazziti? Ovviamente no, semplicemente la tecnologia blockchain è per certi aspetti straordinariamente efficace e in certi settori permette un’efficienza superiore e grandi risparmi. Per questo verrà introdotta in tantissimi settori. E per questo sono nate tante altre criptovalute, ciascuna con un proprio progetto specifico. E per questo queste altre criptovalute stanno crescendo più rapidamente del Bitcoin.

Il mondo sta cambiando e oltre a essere sempre più connesso sarà anche più sicuro, anche grazie alla tecnologia blockchain. E chi vi parla di bolle probabilmente ha solo il timore di rimanere tagliato fuori da questa tecnologia e quindi cerca di tagliare fuori anche voi.

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