Canone Rai 2018/ Esenzione, regole e scadenze: senza Mondiali monta la protesta

- Dario D'Angelo

Canone Rai 2018: esenzione, regole e scadenze. L’acquisizione dei diritti tv dei Mondiali di calcio da parte di Mediaset fa montare la protesta da parte dei consumatori.

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Lapresse

Si avvicina a grandi passi la scadenza del pagamento del canone Rai 2018. In realtà c’è tempo fino al 31 gennaio 2018 per comunicare all’Agenzia delle Entrate che non si è in possesso di un apparecchio televisivo ma, dal momento che la prima rata arriverà già nel primo mese del nuovo anno, il consiglio è quello di inviare la suddetta dichiarazione entro la fine dell’anno, meglio ancora entro il 20 dicembre, se si decide di presentarla in forma cartacea. Del resto questa dinamica non costituisce più una novità da qualche tempo: è stata la Legge di Stabilità 2016, infatti, ad introdurre il concetto di “presunzione di detenzione dell’apparecchio tv” per cui in presenza di un’utenza elettrica si suppone che il consumatore possegga anche un televisore. Da qui la manovra anti-evasione per cui il computo delle 10 rate mensili del canone Rai vengono accreditate direttamente sulla bolletta elettrica. Ogni anno, da un po’ di tempo a questa parte, si rincorrono le polemiche sul canone e anche questo finale di 2017 non fa eccezione. Il motivo? I Mondiali di calcio.

MONDIALI SU MEDIASET, PERCHÈ PAGARE?

Non c’è dubbio che ad alimentare le polemiche sull’opportunità di pagare il canone Rai 2018 sia stato anche il colpo messo a segno da Mediaset nei giorni scorsi: l’acquisizione dei diritti tv dei Mondiali di calcio. Nella guerra tra le tv generaliste, ad avere la meglio non è stata quella sostentata dalle bollette degli italiani, il cosiddetto “servizio pubblico”, ma quella commerciale, retta grazie ai soldi delle pubblicità. Pubblicità che – se pure in quantità minore rispetto al Biscione – non mancano nemmeno sui canali Rai. Da qui la domanda: perché pagare il canone? Un interrogativo che ha portato ad interrogarsi non solo gli appassionati di pallone, ma anche quelli di automobilismo, se è vero che la tv di stato sembra indirizzarsi verso l’abbandono anche della Formula 1, che a quel punto diventerebbe un’esclusiva di Sky. A rincarare la dose c’ha pensato l’ad della concessionaria Publitalia, Stefano Sala che, nel commentare il colpaccio dei Mondiali- come riportato da Milano Finanza – ha detto che Mediaset “supera il servizio pubblico vero e proprio. (…) Per la prima volta l’evento sarà trasmesso integralmente e gratuitamente: noi non abbiamo né abbonamento né canone“.



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