Ripple/ Cos’è la moneta virtuale che “spaventa” Bitcoin e perché convince gli analisti

- Dario D'Angelo

Ripple: nel momento di maggiore crisi da parte del Bitcoin, emerge una moneta virtuale alternativa. I suoi valori hanno raggiunto i massimi storici: ecco cosa si attende dal 2018.

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Non c’è solo Bitcoin nei meandri delle criptovalute: la novità di fine anno è rappresentata da un’altra moneta virtuale, Ripple. Negli ultimi giorni ha scalzato Ethereum, diventando così la seconda criptovaluta più diffusa. Nata nel 2013, Ripple ha spiccato letteralmente il volo quest’anno. Rispetto ai 70 miliardi di Ethereum, ne capitalizza circa 96 miliardi. Inoltre, ha un prezzo unitario inferiore, che si aggira sui 2,4 dollari ma in circolazione ce ne sono oltre 10,7 milioni di “pezzi”. Per la maggior parte degli analisi la quotazione di Ripple continuerà a crescere per tutto il corso del prossimo anno, anche quando il mercato attraverserà fasi di debolezza e correzione. Stando a quanto riportato da Business Insider, Ripple ha aumentato il proprio valore nel corso dell’ultima settimana del 71% dopo l’annuncio di un nuovo consorzio da parte delle società giapponesi di carte di credito e della filiale asiatica di Ripple. «Gli asiatici stanno diventando matti per Ripple», ha dichiarato Alexey Ivanov, CEO e cofondatore di Polynom Crypto Capital, a Forbes. (agg. di Silvana Palazzo)

RIPPLE PUÒ “FARE LE SCARPE” AL BITCOIN

Nel mercato, anche quello virtuale, lo spettro del panico è sempre dietro l’angolo. Lo sa bene chi ha deciso di investire in Bitcoin, la criptovaluta che nelle ultime settimane sta perdendo sempre più di valore, portando diversi osservatori a pensare che si tratti di una bolla a tutti gli effetti. L’eventuale fallimento del Bitcoin, però, non deve per forza significare quello delle monete virtuali. Basta osservare l’andamento di Ripple, che al contrario del più celebre rivale, sceso dell’8% a poco più di 14mila dollari, fa segnare un balzo del 20% che coincide con il massimo storico a 1,43 dollari. Ma in cosa si differenzia Ripple dal Bitcoin? In primis dal sistema blockchain che lo regola. Secondo il parere di diversi analisti interrogati in materia, proprio le diverse potenzialità di Ripple consentono di definirlo “migliore” o comunque “più sicuro” rispetto al Bitcoin. Serve però una legittimazione da parte delle banche affinché XRP, questo il suo simbolo, possa crescere ancora a livello di capitalizzazione e quotazione di mercato. 

COSA ATTENDERSI NEL 2018

Come sempre, trattandosi di mercato, fare delle previsioni presenta un margine di rischio da non sottovalutare. Molti analisti, però, concordano nel dire che esistono tutti i presupposti perché il 2018 sia un anno di ulteriore crescita per Ripple. La sua capitalizzazione continua a crescere, ma la domanda che si pongono gli investitori è la seguente: fino a dove può arrivare XRP? Secondo borsainside.com, ipotizzare un apprezzamento nel range compreso tra i 2 e i 5 dollari non è irrealistico. Se anche queste stime fossero troppo ottimistiche, la maggior parte degli osservatori è propensa a credere che il destino di Ripple sia quello di navigare stabilmente sopra i 2 dollari. Anche in concomitanza di un eventuale crollo da parte del Bitcoin? La risposta è affermativa. Proprio il diverso sistema alla base delle due criptovalute garantirebbe la tenuta di Ripple in caso di scoppio della bolla del Bitcoin. 

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