REI 2018/ La nebbia sul futuro del Reddito di inclusione

Dal 1° gennaio si potrà richiedere il Reddito di inclusione, misura studiata per contrastare la povertà. ANDREA LAGRAVINESE ci spiega chi ha diritto al Rei e in che modo

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LaPresse

E venne il giorno del Rei (Reddito di inclusione), una misura introdotta dal nostro parlamento al fine di contrastare la povertà galoppante. L’attuazione di tale legge partirà dal 1° gennaio 2018 e verrà gestita dai Comuni: nel caso che andremo ad analizzare, quello di Milano, la domanda d’accesso al contributo dovrà essere presentata mediante i Caf convenzionati e sarà composto di due parti: un assegno mensile, erogato attraverso una carta di pagamento elettronica che avrà un importo variabile secondo le dimensioni del nucleo familiare e altre variabili, e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo. Per poter accedere al sussidio, in questa prima fase che va dal 1° gennaio al 1° luglio 2018, si dovrà rispettare almeno un requisito familiari dei seguenti: presenza di un minore; presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore; presenza di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l’unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica).presenza di un componente che abbia compiuto 55 anni con specifici requisiti di disoccupazione. Il componente con almeno 55 anni si deve trovare in stato di disoccupazione da almeno tre mesi per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione del contratto di lavoro consensuale e aver cessato, da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti; si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito di lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi (rispettivamente, 8000 e 4.800 euro).

Esistono inoltre dei requisiti economici che il nucleo familiare congiuntamente deve possedere: un valore Isee in corso di validità non superiore a 6mila euro; un valore Isre (l’indicatore reddituale dell’Isee, ossia l’Isr diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3mila euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro; un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola). A differenza dell’Isee ordinario viene introdotto l’Irse, che tiene conto delle spese per l’affitto e dei redditi da lavoro dipendente.

Per accedere al Rei è poi necessario che ciascun componente del nucleo familiare: non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria; non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità); non possieda navi e imbarcazioni da diporto. Questi requisiti previsti devono essere presenti al momento della richiesta e per tutta la durata della prestazione. L’Isee deve essere aggiornato alla scadenza del periodo di validità.

Il beneficio economico dipende dalla differenza tra il reddito familiare e una soglia, che è anche la soglia reddituale d’accesso. Le altre eventuali prestazioni assistenziali riconosciute al nucleo sono sottratte dal beneficio massimo. Tale soglia è pari per un singolo a 3.000 euro e riparametrata sulla base della numerosità familiare per mezzo della scala di equivalenza dell’Isee: ad esempio, per un nucleo di 4 persone è di 7.380 euro. Il reddito familiare è quello “disponibile” adottato a fini Isee (il cd. Isr): in esso, in particolare, si sottraggono le spese per l’affitto e il 20% del reddito da lavoro dipendente. Inizialmente. Poi la soglia sarà coperta al 75% (2.250 euro). Se i componenti del nucleo familiare ricevono già altri trattamenti assistenziali, il valore mensile del Rei è ridotto del valore mensile dei medesimi trattamenti, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi (indennità di accompagnamento). 

L’aiuto economico è concesso per un periodo massimo di 18 mesi e non potrà essere rinnovato prima di 6 mesi. In caso di rinnovo, la durata è fissata in 12 mesi. Inoltre, in caso di variazione del nucleo familiare in corso di fruizione del beneficio, fermi restando il mantenimento dei requisiti e la presentazione di una Dsu aggiornata entro due mesi dalla variazione, i limiti temporali si applicano al nucleo familiare modificato ovvero a ciascun nucleo familiare formatosi a seguito della variazione. Per fruire del Rei occorre avere una attestazione Isee in corso di validità. Poiché l’Isee ordinario scade a gennaio di ogni anno, al fine di evitare la sospensione del beneficio, chi presenta la domanda per il Rei nel mese di dicembre dovrà rinnovare l’Isee entro marzo 2018. Coloro che presentano la domanda per il Rei dal 1° gennaio 2018, devono essere già in possesso dell’attestazione Isee 2018 in corso di validità e poiché l’Isee ordinario scade a gennaio di ogni anno, al fine di evitare la sospensione del beneficio, chi presenta la domanda per il Rei nel mese di dicembre dovrà rinnovare l’Isee. Nei nuclei familiari con minori l’attestazione deve comprendere le prestazioni agevolate a favore di minorenni, ma per quelli con persone disabili, con donna in stato di gravidanza e con persone over 55 anni disoccupate, è sufficiente quella ordinaria. 

La domanda va presentata dall’interessato o da un componente del nucleo familiare presso i punti per l’accesso al Rei presso i Caf abilitati, i quali le trasmetteranno, nello specifico, al Comune di Milano, il quale raccoglierà la domanda, verificherà i requisiti di cittadinanza e residenza e la invierà all’Inps entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione e nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione. L’Inps, entro i successivi 5 giorni, verificherà il possesso dei requisiti e, in caso di esito positivo, riconoscerà il beneficio. Comunque il versamento del beneficio è condizionato all’avvenuta sottoscrizione del Progetto personalizzato e decorrerà dal mese successivo alla richiesta. Il beneficio economico viene erogato mensilmente attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta Rei).

La Carta sarà completamente gratuita, funzionerà come una normale carta di pagamento elettronica, ma potrà usarla solo il titolare: la stessa può essere usata per prelevare contante entro un limite mensile di 240 euro, al costo del servizio (indicativamente 1 euro di commissione per i prelievi negli Atm Postamat; 1,75 euro per i prelievi negli altri circuiti bancari). Oltretutto la carta Rei permette ai suoi possessori acquisti in tutti i supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito MasterCard, il pagamento delle bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali, dà diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate, con l’eccezione degli acquisti di farmaci e del pagamento di ticket e può essere utilizzata negli Atm Postamat per controllare il saldo e la lista movimenti.

Successivamente al 1 luglio 2018 la Legge di bilancio permetterà a tutte le famiglie, anche persone sole di qualsiasi età, pensionati ecc., in stato di bisogno economico, di poter accedere al sostegno poiché da tale data decadono tutti i requisiti collegati alla composizione del nucleo familiare richiedente.

Per concludere e cercare di esulare dalla pura illustrazione tecnica, che certamente non ha la capacità di essere del tutto chiara e comprensibile da tutti, si può apprezzare il tentativo dei nostri governanti di intervenire concretamente sul sempre più gravoso problema della povertà nel nostro Paese. I più “maligni” dicono che tale provvedimento è una manovra elettorale della maggioranza al Governo, ma noi crediamo che se questo intervento politico sul sociale è positivo per i meno abbienti, possiamo se non altro, turarci il naso e bendarci gli occhi. Purtroppo, però, fino al luglio 2018, l’accesso al contributo è limitato e i requisiti occorrenti ci sembrano abbastanza selettivi e in ogni caso, per dirla tutta, l’attuazione della legge dal luglio in poi ha risvolti quantomeno nebulosi per quanto riguarda soprattutto il citato Progetto personalizzato: in che modo avverrà la cosa, quando, dove e come? Chi vivrà vedrà!

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