GEO-FINANZA/ Sapelli: ecco cosa c’è dietro gli attacchi di Trump alla Germania

Da quando Trump si è insediato, non sono mancati attacchi alla Germania. GIULIO SAPELLI ci spiega perché gli Stati Uniti muovono guerra al Paese leader dell’Europa

03.02.2017 - Giulio Sapelli
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Donald Trump (Foto:Lapresse)

Oggi si terrà a Malta il vertice europeo sui migranti, ossia, fuor da ogni ipocrisia, sulle politiche unitarie europee per chiudere il cosiddetto corridoio mediterraneo centrale delle migrazioni esternalizzando le frontiere, così fermando le colonne in marcia verso l’Europa giù nei paesi subsahariani, spostando la linea dell’interdizione libica sino ai confini meridionali della stessa Libia, ossia in Niger, e spendendo trecento milioni di euro. Quando ci vuole ci vuole, sfidando ogni austerità.

Ma allora signora Merkel e company non fate la predica benevolente e compassionevole a Trump sui migranti musulmani o simili, perché Trump altro non ha fatto che applicare una direttiva di Obama per tre mesi, mentre i respingimenti di quelle povere anime sono per tutto il tempo che verrà. Insomma, l’Europa di Juncker e dell’ordoliberalismus teutonico e gli Usa non si piacciono. Ma non vi è dubbio alcuno che il team di Trump suona i tasti giusti. Infatti, è ben vero che l’euro e i limiti di bilancio favoriscono solo lo spazio economico tedesco, dalla Germania ai Paesi bassi e baltici, con un euro che è meno valutato di quanto sarebbe il marco, producendosi quindi in quell’aerea un surplus commerciale sempre più forte che, per via della deflazione, imposta a tutta l’Europa. E si rivolge verso i mercati extraeuropei danneggiando tanto i mercati non Usa, ma terreno di caccia degli Usa, o gli Usa medesimi.

Il dieselgate altro non è che il riflesso di questa guerriglia valutaria e commerciale che il protezionismo selettivo trumpiano ha scatenato. Nulla di nuovo per molti versi, ma accelerazione forte e soprattutto non più felpata ma gridata. Le scelte diplomatiche tipo spoils system, se le seguiamo una a una, vanno in questo senso. Non si polemizza più solo verso gli europei che non finanziano la Nato pur proteggendosi con essa o verso gli italiani che si lamentano perché francesi, inglesi, russi ed egiziani vogliono spingerli via dalla Libia e per intanto non riescono a far costruire il grande apparato di intelligence nel sud della Sicilia, essenziale non solo per gli Usa, ma per tutti coloro che vogliono combattere il terrorismo. Ora, infatti, si polemizza con la Germania, smettendola con la schizofrenia acefalica obamiana che esaltava la  Merkel e  criticava l’austerità, confermando come il mondo sia dominato dall’imbecillità anche diplomatica.

Ormai con la schizofrenia non esiste il confronto di potenza, ma solo la sua disintegrazione. Ecco a cosa è avviata l’Europa se la Merkel vince tutti i game ben più che tutte le elezioni. Trump non fa altro che rimettere il mondo in riga, a cominciare da come dovrebbe essere l’Europa, ossia mai più un margraviato  a dominazione tedesca. 

Lo spirito assoluto si realizza dove può. Non certo nell’ordoliberalismus.

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