Monte dei Paschi/ Ultime notizie. Lega Nord, la polemica su Mps e Consorzio Terrecablate (oggi 24 marzo 2017)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news: Mps, intervento pubblico entro fine maggio/inizio giugno. Ultime notizie live di di oggi 24 marzo 2017 riguardanti Montepaschi

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Monte dei Paschi, Lapresse

La Lega Nord di Siena lancia l’allarme sui mutui con Mps che il Consorzio Terrecablate ha deciso di rinnovare. La segreteria provinciale del Carroccio ricorda in particolare che le amministrazioni socie del Consorzio, tra cui la Provincia e il Comune di Siena, avevano contratto due mutui che sarebbero arrivati a scadenza nel 2015 e nel 2016 per complessivi 15 milioni di euro. Tuttavia risultano da pagare ancora più di 6,5 milioni e per questo è stata richiesta una rinegoziazione del debito. La cosa che più allarma la Lega Nord è che gli interessi per questa operazione da soli ammontano a 2,5 milioni di euro. “Non vorremmo che dopo aver speso 20 miliardi di soldi statali, si pensi di ripianare il buco di Mps con le quote di interessi dei mutui rinegoziati”, è quindi la denuncia del partito, che oltretutto segnala che ancora non si conoscono le ragioni per cui i prestiti originari non sono stati ripagati.

Le risorse del Fondo Atlante potrebbe tornare a far rotta verso Mps. L’ipotesi, riemersa nei giorni scorsi, è tornata a far capolino sulle pagine de Il Sole 24 Ore. Di mezzo ci sono anche stavolta Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Se in precedenza si era detto che nel caso di esito positivo dell’offerta di transazione delle due banche venete nei confronti dei propri azionisti ci sarebbe stato bisogno di minori risorse del fondo, che a quel punto sarebbero potute tornare verso Siena, seppur dopo l’avvio della ricapitalizzazione precauzionale, stavolta viene tirato in ballo l’intervento che il Fondo Atlante potrebbe compiere sui crediti deteriorati delle due banche venete. Atlante potrebbe infatti acquistare gli Npl di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, ma a prezzi più elevati rispetto a quelli che i fondi specializzati offrirebbero. In questo modo, le svalutazioni per le banche sarebbero inferiori al previsto e diminuirebbe anche la necessità di capitale delle stesse. Tuttavia, questa operazione potrebbe essere bocciata dall’Ue, anche perché Atlante finirebbe per aiutare se stesso, dato che è azionista di riferimento delle due banche venete. Ecco dunque che, secondo il quotidiano di Confindustria, gli 1,75 miliardi di Atlante potrebbero essere utilizzati per altre operazioni “magari con un ritorno di fiamma su Mps”. Non resta quindi che aspettare le mosse del fondo, che dipenderanno a sua volta dalle decisioni che prenderanno le istituzioni europee. Le stesse che devono anche valutare il piano industriale messo a punto dal cda di Montepaschi a inizio marzo.

Potrebbe volerci un mese per giungere a un accordo sul piano industriale che darà poi il via alla ricapitalizzazione precauzionale di Mps. Lo scrive Repubblica, evidenziando che da Bruxelles sarebbe arrivata la richiesta di “limare” i rimborsi ai detentori di bond subordinati della banca toscana. Già con il decreto salva-risparmio il Governo aveva escluso i titoli comprati dopo il 1° gennaio 2016, data in cui è entrata in vigore la normativa sul bail-in. Sembra però che la Commissione europea voglia che vengano posti altri vincoli per limitare il ristoro, anche per far sì che non passi il messaggio che la direttiva sui salvataggi bancari sia “morbida”. Secondo il quotidiano romano potrebbe arrivare anche la richiesta di tagliare i costi. E la via più rapida per farlo, si sa, è intervenire sull’organico del gruppo toscano.

Come noto, uno dei nodi principali per il rilancio di Mps è quello relativo a crediti deteriorati. L’ipotesi più accreditata è che la banca toscana procederà a una cessione dell’intero portafoglio di Npl pari a oltre 28 miliardi di euro. Resta da capire con quali modalità e, soprattutto, a quale prezzo. Un’analisi dell’Ufficio studi di Mediobanca ha intanto fatto emergere che alla fine del 2015 nei bilanci delle banche c’erano Npl privi di garanzia per ben 34 miliardi di euro, una cifra pari al 19,5% della massa complessiva dei crediti in sofferenza al netto di rettifiche e accantonamenti. Inoltre, altri Npl, del valore nominale di 12 miliardi, avrebbero una garanzia solo parziale. Come detto, i dati si riferiscono alla fine del 2015 ed è probabile, e auspicabile, che nel frattempo la situazione sia migliorata. I numeri fanno comunque capire che il problema dei crediti deteriorati non si esaurirà di certo a Siena.

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