MONTE DEI PASCHI / Ultime notizie. Mps, delisting delle azioni? (oggi 4 aprile 2017)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news: Mps, le domande di Bivona a Padoan su Alessandro Profumo. Ultime notizie live di di oggi 4 aprile 2017 riguardanti Montepaschi

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Monte dei Paschi, Lapresse

Le azioni di Monte dei Paschi di Siena continuano a essere sospese dalla contrattazione in Borsa. E potrebbero anche essere “tolte” da Piazza Affari. Il quotidiano romano scrive infatti che i tecnici del Tesoro stanno valutando un delisting di Montepaschi. Questo per evitare che il titolo possa essere oggetto di speculazioni una volta che sia conclusa la ricapitalizzazione precauzionale. Finché, infatti, non ci sarà la cessione dei crediti deteriorati ogni minimo rumor o dichiarazione potrebbe scatenare forti rialzi o ribassi del titolo. Tuttavia la strada del deslisting non sarebbe facile, anche perché bisognerebbe acquistare le azioni in circolazione, con una spesa che potrebbe essere di un miliardo. I piccoli azionisti rischierebbero anche di incorrere in perdite non di poco conto.

Giuseppe Bivona, fondatore di Bluebell, fondo azionista di Mps, ha deciso di inviare dieci domande a Pier Carlo Padoan in merito alla decisione di nominare Alessandro Profumo, già alla guida di Monte dei Paschi di Siena, amministratore delegato di Leonardo. Repubblica ne ha riportato il testo e alcune sono legate proprio al passato di Profumo a Siena. “Ritiene corretto designare ad di una partecipata dallo Stato l’ex presidente di una banca lasciata in condizioni prossime al dissesto, in attesa di conoscere la decisione di un giudice se archiviarne la posizione o chiederne il rinvio a giudizio per presunta manipolazione informativa e falso in bilancio?”, chiede per esempio Bivona al ministro dell’Economia. Difficile che Padoan voglia rispondere direttamente a Bivona.

In attesa di novità dalle istituzioni europee circa il piano industriale di Mps, arrivano altre notizie riguardanti la banca toscana. L’Autorità garante della concorrenza ha infatti dato il via libera all’acquisizione del ramo acquiring di Montepaschi da parte di Icbpi, in modo diretto piuttosto che indiretto tramite CartaSì. La notizia è contenuta nel bollettino dell’Antitrust, nel quale si legge anche che l’Istituto centrale delle banche popolari potrà acquisire la titolarità dei contratti per servizi di acquiring in essere, mentre Mps dovrà garantire per un periodo di 5 anni una non concorrenza che si concretizzerebbe nel divieto di distribuire ai propri clienti attuali e futuri servizi di acquiring diversi da quelli erogati da CartaSì.

È iniziato un mese che potrebbe essere importante per Monte dei Paschi di Siena. Il 12 aprile si terrà l’assemblea dei soci, chiamata ad approvare il bilancio 2016. Di certo gli azionisti vorranno avere degli aggiornamenti circa lo stato delle trattative con le istituzioni europee per dare il via libera alla ricapitalizzazione. Senza la quale, tra l’altro, i titoli della banca toscana non potranno rientrare alle negoziazioni. I possessori di azioni, poi, dovranno senz’altro scontare una perdita del valore dei loro titoli, già penalizzati negli ultimi mese dello scorso anno. Finché non sarà però chiara l’entità dell’intervento pubblico sarà difficile capire a quanto ammonterà questa perdita. Così come ancora non si può dire in quale percentuale saranno rimborsati i detentori di bond subordinati, anche se appare ormai assodato che riceveranno delle azioni della banca come compensazione per l’azzeramento delle loro obbligazioni. In settimana dovrebbe poi essere votato al Senato il disegno di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulle banche. Commissione che cesserà senz’altro l’attività a fine legislatura e avrà quindi meno di un anno di vita. Difficile, quindi, che possa arrivare a qualche risultato apprezzabile, posto che in ogni caso potrebbe partire dopo che arriverà anche il voto favorevole della Camera. La commissione sarà composta sia de deputati che da senatori e dovrà, entro sei mesi, fornire già un aggiornamento sulla propria attività. Non è prevista in ogni caso la predisposizioni di una lista dei principali debitori insolventi delle banche in crisi, che è stata chiesta da più parti negli scorsi mesi.

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