MONTE DEI PASCHI/ Ultime notizie. Mps, raccolta diretta in rialzo (oggi 5 maggio 2017)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news: Mps, la raccolta diretta torna a crescere nel primo trimestre. Ultime notizie live di oggi 5 maggio 2017 riguardanti Montepaschi

mps_colonna_lapresse
Monte dei Paschi, Lapresse

Mps ha chiuso il primo trimestre del 2017 con una perdita di 169 milioni di euro, ma la raccolta diretta ha fatto registrare un aumento del 4,6% rispetto al mese di dicembre 2016, specie per quel che riguarda conti correnti e depositi. Dunque sembrano essere passati i timori di “corsa agli sportelli” per la banca toscana. Rispetto a marzo 2016, comunque, la raccolta diretta ha fatto registrare una diminuzione di circa 10 miliardi di euro, segno che la strada per ritornare ai livelli “normali” è ancora lunga. Intanto le altre forme di raccolta, grazie all’emissione di obbligazioni garantite dallo Stato, per 11 miliardi di euro complessivi, hanno fatto registrare una crescita. Durante il 2017 dovrebbero esserci altre emissioni, ma non è chiaro quando verranno eseguite, se prima o dopo il via libera della Commissione europea al piano industriale.

Dai dati trimestrali di Mps approvati dal cda di ieri emergono dati interessanti sui crediti deteriorati in pancia alla banca toscana. Quelli lordi ammontano infatti a 46 miliardi, in lieve aumento rispetto al dato di dicembre 2016. I crediti deteriorati netti sono invece pari a 20,2 miliardi, con una lieve diminuzione da inizio anno e, soprattutto, un calo di 3,9 miliardi rispetto al dato di marzo 2016. Mps, nei primi tre mesi dell’anno, ha contabilizzato rettifiche nette di valore per deterioramento crediti, attività finanziarie e altre operazioni per poco più di 300 milioni di euro, in calo del 13,2% rispetto allo stesso periodo del 2016, beneficiando soprattutto dei minori ingressi a default dal bonis e di un minor costo nell’ambito dei peggioramenti degli stati di default. Tutti dati che saranno utili quando si dovrà decidere cosa fare dei crediti deteriorati.

Alessandro Di Battista si prepara a girare nuovamente l’Italia per sostenere anche i candidati del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni amministrative. Nei prossimi giorni sarà in particolare in Lombardia e di certo ultimamente non sono mancati gli attacchi ai pentastellati. E così non può fare a meno di ricordare che da tempo M5S sta provando a rivoluzionare un sistema marcio, dove i partiti tradizionali non hanno fatto nulla di concreto per risanare il Paese. “Qualsiasi cosa abbia toccato questa classe politica di “esperti” l’ha distrutta. La scuola, le piccole e medie imprese, la sanità, Alitalia, Mps”, dice Di Battista, ricordando anche che progetti come il reddito di cittadinanza, che potrebbe aiutare a contrastare la povertà, vengono messi in disparte per mancanza di risorse, quando poi 20 miliardi per le banche vengono trovati in poco tempo.

Il cda di Mps ieri ha approvato i conti relativi al primo trimestre dell’anno, da cui emerge una perdita netta di 169 milioni di euro, rispetto a un utile di 93,1 milioni di euro dello stesso periodo del 2016. In una nota la banca toscana evidenzia che sul risultato ha inciso la a contabilizzazione di componenti non operative con saldo negativo di 131 milioni. Il risultato operativo lordo è stato pari a 306 milioni di euro, contro i 540 dello stesso periodo dell’anno scorso. Il Common Equity Tier 1 su base transitional si è attestato al 6,5%, in calo rispetto all’8,2% di dicembre e all’11,7% di marzo 2016. Certamente questi dati saranno molto utili per fotografare lo stato di salute della banca nel momento successivo al fallimento dell’aumento di capitale. Bisognerà capire se nella parte finale del primo trimestre c’è stato o meno un recupero. Lo si capirà, con tutta probabilità, con la seconda trimestrale.

Oggi si riunisce il Consiglio di amministrazione di Mps, chiamato ad approvare i conti del primo trimestre 2017. Ci saranno quindi nuovi dati interessanti sulla situazione della banca toscana, che grazie anche alle emissioni obbligazionarie di inizio anno dovrebbe aver migliorato nettamente la propria disponibilità di liquidità. Sul tavolo del board, spiega Il Sole 24 Ore, dovrebbe però arrivare anche l’ultima bozza del piano industriale frutto del confronto che c’è stato la scorsa settimana con i tecnici della Commissione europea. A quanto pare, da Bruxelles sarebbe stato richiesto un aumento del taglio dei costi. Dunque i timori dei sindacati sarebbero stati confermati. Tuttavia sembra che Monte dei Paschi di Siena e Tesoro vogliano continuare a trattare su questo punto, per evitare che ci siano ulteriori esuberi oltre a quelli che erano già stati concordati alle fine dello scorso anno. “Il management vuole evitare i licenziamenti, ma l’unico modo per farlo è incrementare le uscite con scivolo”, si legge sul quotidiano di Confindustria, secondo cui una via di uscita da questa impasse potrebbe consistere nel portare il numero di uscita a 5-6 mila unità, spalmate però su cinque anni.

Non sarà in ogni caso facile far digerire ai sindacati un piano del genere. Nel cda odierno, dunque si dovrebbe fare il punto proprio sulla “controproposta” da presentare a Bruxelles per evitare i licenziamenti. Inoltre, ci dovrebbe essere un aggiornamento circa la strategia che si intende intraprendere per gli Npl. Nelle ultime settimane è tornata a farsi insistente la voce di un coinvolgimento del Fondo Atlante, che però potrebbe avere anche un ruolo nello smaltimento delle sofferenze di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori