Libretto di risparmio al portatore/ Vietato dal 4 luglio: perché vengono eliminati?

- Lorenzo Torrisi

Cambiamenti importanti in arrivo per il risparmio. Dal 4 luglio, infatti, non ci saranno più i libretti al portatore, sia bancari che postali. Entro il 2018 bisognerà convertirli

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LaPresse

Libretto al portatore, bye bye! Dal 4 luglio la notizia per cui non saranno più legali ha scosso il mondo dei risparmiatori in questi giorni. qui sotto abbiamo già accennato il motivo, ma perché davvero si è arrivati a questa scelta di abolire per sempre i libretti al portatore che ora diverranno solo nominativi? Le nuove norme prevedono uno stop per favorire la prevenzione del riciclaggio internazionale in un momento in cui a livello europeo e intercontinentale le indagini per evasione, riciclaggio e traffici sia a livello “locale” che a livello di criminalità organizzata. Non solo, in periodo di fortissima tensione per il terrorismo, una delle modalità del finanziamento ai lupi solitari è esattamente quello del riciclaggio. Insomma, tali categorie di operazioni (traffici illeciti, terrorismo finanziato e riciclaggio internazionale) sono state “oscurate” per anni, anzi forse per decenni, utilizzando titoli di credito al portatore. Oggi non c’è sufficiente grado di tracciabilità e per questo si è arrivati a questo stop forzato. (agg. di Niccolò Magnani)

Cambiamenti importanti in arrivo per il risparmio. Dal 4 luglio, infatti, non ci saranno più i libretti al portatore, sia bancari che postali. Di fatto questa tipologia di strumento, molto in voga nel secolo scorso, era poco utilizzata, sostituita dai libretti nominativi, che continueranno a essere utilizzabili e a poter essere erogati dalle Poste italiane o dalle banche. La decisione di abolire i libretti di risparmio al portatore si deve al decreto legislativo 90/2017 che recepisce una direttiva europea atta a contrastare il riciclaggio di denaro. L’articolo 49 del decreto prevede che “a decorrere dall’entrata in vigore della presente disposizione è ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018”.

La nuova norma chiede quindi anche a coloro che hanno un libretto al portatore di mettersi “in regola” entro la fine dell’anno prossimo: si potranno “liquidare” o trasformare in libretti nominativi. Sarà quindi importante dare le dovute informazioni del caso, soprattutto alla parte più anziana della popolazione che potrebbe avere ancora vecchi libretti e non sapere magari che rischiano di perdere i loro risparmi o incorrere in pesanti sanzioni. Firstonline ricorda infatti che i libretti con un saldo sopra i 1.000 euro sarebbero già dovuti essere regolarizzati entro la fine del 2012, ma non di rado è capitato che i titolari lo abbiano scoperto troppo tardi, trovandosi con multe di minimo 3.000 euro da pagare. Aprire un nuovo libretto di risparmio richiederà quindi operazioni atte all’identificazione del titolare  e sarà quindi vietata l’apertura di conti o libretti in forma anonima. Anche l’utilizzo di conti o libretti anonimi aperti in stati esteri non sarà consentito.

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