FINANZA E IMPRESE/ I vantaggi (e i limiti) dei Pir

- Sergio Luciano

I piani individuali di risparmio offrono dei vantaggi per i risparmiatori che li sottoscrivono, ma anche per le Pmi italiane. Hanno però anche dei limiti. Ce ne parla SERGIO LUCIANO

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Toccasana, senz’altro no; innovazione positiva, senz’altro sì. Stiamo parlando dei Pir, i piani individuali di risparmio, introdotti nell’ordinamento italiano con la legge di stabilità del 2016, uno strumento appunto nuovo – ma simile ad altri già collaudati in Francia e Gran Bretagna, con alterni esiti – che introduce nel nostro mercato finanziario e del risparmio un concetto finora escluso, che è quello di premiare la fedeltà. I risparmiatori che sottoscriveranno questi investimenti e li conserveranno per almeno cinque anni, non pagheranno tasse sui guadagni.



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