SPILLO/ Perché l’Italia non usa il “metodo Macron” contro la Francia?

- Paolo Annoni

Macron vuole ridiscutere l’assetto azionario di Stx. Dall’Italia nessuna risposta, dice PAOLO ANNONI. Nemmeno quella di usare lo stesso parametro per le aziende nostrane

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Emmanuel Macron (LaPresse)

Negli stessi giorni in cui la presidenza di Telecom Italia passa a un francese, il neo presidente francese, l’europeista Macron, si attiva per boicottare l’operazione con cui Fincantieri è riuscita a entrare nell’azionariato di Stx France. Alla società italiana era già stato impedito di avere una partecipazione superiore al 50%, mentre il governo francese rimaneva nell’azionariato con una quota del 33%. Dovrebbe essere già allarmante che nello stesso giorno un’azienda cosi strategica come telecom che ha la parola Italia nella ragione sociale passi sotto una presidenza francese mentre a un’azienda italiana sia impedito un investimento da 80 milioni di euro in una società francese che oltre tutto è anche in grave difficoltà. Questo però avviene mentre un ad francese guida la prima banca italiana, Unicredit, e un altro manager francese guida la prima assicurazione italiana, dopo che una delle principali società di gestione del risparmio italiana, Pioneer, è stata venduta dall’ad francese della prima banca italiana a una società francese, dopo le razzie sul lusso, i raid di borsa sulla prima società televisiva italiana e dopo che uno dei simboli dell’alimentare italiano, Parmalat, è stato opato e poi spogliato della sua cassa.

Chi dice che l’Europa non c’entra niente dice una bugia per due motivi. Il primo è che la cornice europea rendendo uniformi le leggi, le regole e la valuta elimina completamente ogni barriera e ogni ostacolo. Il secondo è che lo stato di subalternità economica e politica dell’Italia all’interno dell’Unione europea rende impossibile una risposta del sistema. In un Paese normale l’azione del governo francese contro Fincantieri avrebbe suscitato non solo una risposta del governo, ma anche un’azione fattiva che colpisse gli interessi del sistema francese in Italia. Non si comprende se il via libera sia frutto di un accordo tacito in cui si è deciso di stare in Europa sotto l’ala francese contro la Germania, una follia assoluta, oppure se l’ideologia europeista sopravviva ormai a prescindere da qualsiasi realtà; inclusa quella che rende evidente che nonostante “l’Europa” gli stati siano in realtà concorrenti tra di loro e in aperto conflitto economico. Ci è persino toccato leggere complicatissime spiegazioni secondo cui in realtà Macron sta combattendo per un’industria europea solo che però vuole pur sempre tutelare la Francia dandole la guida.

Se Macron caccia gli italiani per essere sicuro di tutelare i lavoratori francesi bisognerebbe chiedersi almeno se per caso non sbagliamo noi che invece non ci preoccupiamo. Macron, che come noto è l’ultima speranza del mondo libero, pazienza se bastona noi italiani, meriterebbe di essere preso a esempio anche da noi e quindi l’Italia dovrebbe agire di conseguenza. L’Italia in Macron non ha trovato un alleato ma un altro nemico insieme alla Merkel che continua inflessibile a tutelare l’azienda tedesca mentre punisce milioni di europei. Dovrebbe essere troppo anche per gli europeisti più sfegatati, ma purtroppo l’ideologia non ha niente a che fare con la realtà nemmeno quando è evidente.

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