PIGNORAMENTO CONTO CORRENTE, AGENZIA DELLE ENTRATE / Per multe e cartelle non pagate: il procedimento

- Lorenzo Torrisi

Pignoramento conto corrente in banca: la possibilità data all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° luglio scatena reazioni. Il procedimento e le ultime notizie di oggi, 6 giugno 2017

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Il Fisco è pronto a mettere le mani nei conti di contribuenti e imprese: tra qualche settimana scatterà il possibile pignoramento del conto corrente di chi non ha pagato una multa, poi seguirà il prelievo diretto della somma da saldare. Non servirà il via libera di un giudice: sarà possibile dal 1° luglio. Quello della multa comunque è solo un esempio, perché in futuro accadrà lo stesso per tutte le cartelle non pagate: dai contributi Inps ai bolli auto mai saldati. La novità è dettata dalla “sopressione” di Equitalia, che confluirà in Agenzia delle Entrate, diventandone anche riscossore. Così potranno attingere dati in possesso del Fisco dalle varie banche e controllare le somme sui conti correnti, decidendo di pignorare quello più sostanzioso. L’accesso alle banche dati era finora garantito solo ad Agenzia delle Entrate.

Il procedimento però non è automatico: come riportato da La Stampa, il contribuente riceverà prima avvisi e solleciti di pagamento, quindi avrà 60 giorni di tempo per non mettersi in regola pagando tutto subito, chiedendo rateizzazione o opponendo ricorso. Solo in mancanza di uno di questi passaggi e dopo 60 giorni si può passare al recupero coattivo, cioè al pignoramento del conto corrente, che è l’ultima ratio. Saranno comunque mirati e limitati, ma le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra. Per Elio Lannutti ci si trova di fronte «a un netto peggioramento delle garanzie dei contribuenti difronte ai Dracula del Fisco». (agg. di Silvana Palazzo)

Non poteva passare inosservata la notizia riguardante la possibilità, a partire dal 1° luglio, da parte dell’Agenzie delle Entrate, di procedere al pignoramento della liquidità disponibile sul conto corrente degli italiani, senza bisogno dell’autorizzazione di un giudice, nel caso dovessero ricevere una cartella esattoriale e non provvedere al relativo pagamento nei termini stabiliti. Ugo Cappellacci  ha voluto infatti criticare la norma inserita dal Governo Renzi nell’ultima Legge di stabilità facendo un esempio pratico, quello di un artigiano che in un momento di difficoltà non riesce a pagare le tasse. “Dal 1° luglio l’Agenzia delle entrate può infilare le mani nel suo conto, effettuare un pignoramento e dargli così la mazzata finale, strangolandolo”, ha detto il coordinatore regionale di Forza Italia per la Sardegna. cagliaripad.it riporta altre dichiarazioni dell’ex Presidente della Sardegna, secondo cui “Renzi ha promesso di abolire Equitalia, ma la sta solo sostituendo con un altro mostro, più feroce, più spietato. È l’ennesimo episodio di oppressione fiscale perpetrato da una mala-politica, che aumenta gli sprechi e il carico fiscale sui cittadini”. Cappellacci ha quindi ricordato che Forza Italia ha un’idea diversa: abbassare le tasse così da rilanciare l’attività degli imprenditori e anche dare ossigeno ai lavoratori. 

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