INCHIESTA ALITALIA/ I conti che non abbiamo (mai) visto

Il conto economico 2016 di Alitalia non è stato ancora comunicato. UGO ARRIGO ha provato comunque a ricostruirlo. E ha scoperto numeri davvero interessanti

26.07.2017 - Ugo Arrigo
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Alitalia-Fs, piano industriale a gennaio (LaPresse)

Chi ha visto il conto economico 2016 di Alitalia? I vecchi amministratori non lo hanno pubblicato e pare che neppure i soggetti economici ammessi alla data room, in quanto potenziali interessati all’acquisizione dell’azienda, abbiano potuto esaminarlo. In ogni caso esso non è contenuto nella documentazione resa pubblica dai commissari e relativa alla richiesta di amministrazione controllata presentata a inizio maggio scorso al ministero dello Sviluppo economico. La “Relazione illustrativa ex art. 2446/447 cc. alla data del 28 febbraio 2017” sulla situazione economica e patrimoniale dell’azienda presenta infatti dati dettagliati di conto economico per i primi due mesi del 2017, ma non per i dodici mesi del 2016, i quali restano in conseguenza un buco nell’informazione sull’azienda. 

Peccato che i dati relativi a gennaio e febbraio siano del tutto inutili per comprendere la reale situazione dell’azienda, in quanto afflitti da una pesante stagionalità negativa. I primi due mesi rappresentano infatti, per qualsiasi compagnia aerea operante prevalentemente nell’emisfero boreale, il periodo peggiore dell’anno, quello nel quale i livelli di traffico e i ricavi conseguenti sono ai livelli minimi mentre i costi industriali non sono comprimibili oltre un certo livello. Pertanto sono anche i mesi nei quali il risultato economico è il peggiore, ma non è possibile partendo da esso trarre nessuna previsione attendibile sull’intero anno, né alcuna valutazione ragionevole sullo stato complessivo dell’azienda.

In assenza del conto economico 2016 come possiamo sapere come sono andati i ricavi aziendali nello scorso anno? E i costi? La perdita si è accresciuta sino a portare l’azienda al dissesto a causa di una riduzione dei primi oppure di un’impennata dei secondi? Dato che non è possibile confidare sul fatto che il documento in oggetto possa essere reso noto a breve, l’unica possibilità che abbiamo per rispondere alla domanda precedente è quella di ricostruire noi il conto economico in base a stime, seppure in forma sintetica. 

Dal lato dei ricavi l’esercizio è piuttosto facile. Infatti, in Alitalia negli ultimi anni circa l’80% dei ricavi industriali è ottenuto dal trasporto dei passeggeri, mentre il restante 20% si divide all’incirca a metà tra gli “altri ricavi da traffico” e gli “altri ricavi operativi”. A loro volta i ricavi del trasporto dei passeggeri derivano da tre grandi aree di offerta: i voli nazionali, i voli internazionali a medio raggio (Europa, Nord Africa e Medio Oriente) e i voli internazionali a lungo raggio. Per ognuno di questi segmenti i ricavi passeggeri derivano dal prodotto di queste tre variabili: il numero dei passeggeri trasportati; il percorso medio dei passeggeri; il ricavo medio per passeggero/km (yield).

Vediamo nella prima parte della tabella qui sotto questi dati per l’esercizio 2015, desunti principalmente dal conto economico di Alitalia:

1) Sui voli nazionali hanno volato nel 2015 11,9 milioni di passeggeri per un percorso medio di quasi 580 km e una spesa media di 10,9 centesimi di euro al km;

2) Sui voli internazionali a medio raggio hanno volato 7,9 milioni di passeggeri per un percorso medio di poco superiore a 1.250 km e una spesa media di 7,5 centesimi al km;

3) Sui voli a lungo raggio hanno volato 2,3 milioni di passeggeri per un percorso medio di quasi 8.400 km e una spesa media di 5,4 centesimi al km.

Fonti utilizzate: 

Variabili A, B, F: Relazione di Bilancio Alitalia 2015.

Variabile D: AEA, S.T.A.R. 2015.

Variabili I, J: Relazione illustrativa Alitalia, resa nota dai Commissari.

Variabile K: ENAC, Statistiche di traffico 2016.

I ricavi totali da trasporto passeggeri conseguiti da Alitalia nel 2015 sui tre segmenti sono stati in conseguenza di circa 750 milioni tanto per il segmento nazionale quanto per il medio raggio e di poco più di un miliardo per il lungo raggio, per un totale di 2.540 milioni. E nel 2016? Per calcolarli abbiamo bisogno dei valori relativi ai tre segmenti di offerta per ognuna delle tre variabili coinvolte. Quanti passeggeri hanno volato con Alitalia nell’anno 2016 di cui non è stato pubblicato il conto economico? Non lo sappiamo da Alitalia, che non ha rivelato neppure questo dato, ma dall’Enac, l’Ente nazionale aviazione civile, il quale nel rapporto annuale Dati di Traffico 2016 ci informa a pag. 64 che hanno volato complessivamente con Alitalia 12.778.924 passeggeri su voli nazionali e 10.327.430 passeggeri su voli internazionali. Purtroppo l’ultimo dei due dati non è scomponibile in base ai dati Enac tra passeggeri su voli a medio raggio e a lungo raggio, distinzione invece necessaria per il nostro calcolo. Al riguardo appare tuttavia ragionevole attribuire al lungo raggio tutto l’incremento registrato sui passeggeri internazionali, ipotesi coerente con la maggiore offerta sul segmento, conseguente all’entrata nella flotta di due nuovi velivoli a metà del 2015 e i cui effetti si sono pienamente manifestati nel 2016. 

Dopo aver stimato la ripartizione dei passeggeri ci servono informazioni sul percorso medio e sui proventi medi al km per ogni segmento di offerta. Importanti informazioni al riguardo sono contenute questa volta proprio nella “Relazione illustrativa” da poco resa pubblica dai commissari. Essa ci informa nella tabella di pag. 18, ultima riga, che tra il primo bimestre 2016 e il primo bimestre 2017 i proventi unitari (yield) sono diminuiti del 2,5% nel segmento domestico, del 3,9% nel medio raggio e del 4,3% nel lungo raggio. Questi dati possono essere utilizzati come stima della variazione degli yield nell’intero anno 2016 rispetto al precedente. Infine, la medesima tabella ci informa anche per ogni segmento di quanto è variata l’offerta di Alitalia sia in termini di posti offerti a bordo, sia in termini di posti km. Dal rapporto tra le due informazioni è desumibile la variazione nella lunghezza media del volo per segmento che può essere utilizzata come proxy anche della variazione del percorso medio dei passeggeri. Ad esempio sui voli nazionali vi sarebbe stato un aumento del percorso medio dell’1,1%, sui voli intercontinentali del 5,9% e su quelli a medio raggio una riduzione dello 0,2%. 

A questo punto, moltiplicando il numero dei passeggeri di ogni segmento per la loro percorrenza media e per i proventi medi al km stimati, otteniamo una stima dei ricavi passeggeri complessivi per l’anno 2016 pari a 2.655 milioni di euro, più elevata di 115 milioni rispetto all’anno precedente. I dati dettagliati sono riportati nell’ultima parte della tabella sopra riportata. Questo dato è in grado di smentire in maniera certa che il peggioramento della situazione economica di Alitalia nel 2016 sia stato dovuto a una caduta dei proventi derivanti dal traffico passeggeri. Infatti, nell’anno vi è stato un aumento sia dei passeggeri complessivi trasportati, sia, soprattutto, dei passeggeri/km, principalmente concentrato nel lungo raggio in conseguenza del potenziamento della flotta (da 22 a 24 e poi a 25 aeromobili) e del conseguente aumento della capacità di trasporto. L’incremento dei passeggeri/km complessivamente trasportati ha abbondantemente neutralizzato la tendenza alla riduzione dei proventi al km che è proseguita anche nel 2016.

Dopo essere pervenuti alla conclusione che i ricavi passeggeri non solo non sono diminuiti, ma sono persino aumentati, occorre tuttavia valutare anche le altre due componenti dei ricavi operativi. La prima di esse è data dagli altri ricavi da traffico, dei quali le principali componenti sono i ricavi ancillari passeggeri (125 milioni nel 2015) e i ricavi del cargo (100 milioni nel 2015). Riguardo alla prima componente la sua dinamica è generalmente correlata a quella dei proventi passeggeri, mentre quella della seconda all’offerta sul lungo raggio, segmento che garantisce la quasi totalità del trasporto cargo. Applicando i loro tassi di variazione alle due componenti perveniamo a stimare proventi pari a 131 milioni per i ricavi ancillari, 115 per il cargo e 56, identici all’anno prima, per la componente residuale. Il totale fa 302 milioni a fronte dei 281 del 2015. Riguardo infine alla componente molto eterogenea degli altri ricavi operativi, non disponendo di criteri specifici di indicizzazione, scegliamo di mantenerla invariata sul livello dell’anno precedente, pari a 333 milioni. In conseguenza di queste stime i ricavi operativi totali di Alitalia si sarebbero attestati nel 2016 a 3.290 milioni a fronte di 3.154 nell’anno precedente, con un incremento del 4,3%. 

Non resta a questo punto che occuparci del versante opposto del conto economico, rappresentato dai costi sostenuti dall’azienda. Riguardo a questo aspetto bisogna tuttavia evidenziare una grossa difficoltà e nello stesso tempo un grande vantaggio: a differenza dei ricavi non abbiamo alcuna possibilità di stimare, in assenza del conto economico dell’azienda, i costi voce per voce; non potendolo fare voce per voce è tuttavia sufficiente aggiungere la perdita d’esercizio, dichiarata dall’azienda nella già citata “Relazione illustrativa” resa nota dai commissari, per ottenere i costi aziendali nel loro valore totale. Otteniamo in questo modo una stima schematica del conto economico di Alitalia per l’esercizio 2016 che è illustrata nel grafico sottostante in raffronto ai dati veri dell’anno 2015.

Grafico 1- Conto economico di Alitalia 2015 e stimato 2016 

(dati in milioni di euro)

Come si può osservare, il grande incremento della perdita d’esercizio da un anno all’altro, pervenuta a quasi 500 milioni di euro, è interamente dovuto a un forte aumento dei costi totali, i quali sarebbero arrivati a 3.782 milioni, con una crescita pari a quasi il 13%, un valore inspiegabile in un anno nel quale invece le quotazioni petrolifere sono sensibilmente diminuite. Perché i costi sono saliti così tanto? E, soprattutto, quali costi? Queste domande sono destinate a rimanere senza risposta in assenza della pubblicazione del conto economico dettagliato dell’azienda. Ma forse il conto economico non è stato comunicato proprio per non farcele sapere.

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