MONTE DEI PASCHI/ Ultime notizie. Mps e l’aumento di capitale di Carige (oggi 16 agosto 2017)

Monte dei Paschi di Siena news. Mps e l’aumento di capitale di Carige pronto per essere varato. Ultime notizie live di oggi 16 agosto 2017 riguardanti Montepaschi

16.08.2017 - Lorenzo Torrisi
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Monte dei Paschi, Lapresse

L’AUMENTO DI CAPITALE DI CARIGE

Se lo scorso autunno era stato quello contraddistinto dall’aumento di capitale lanciato da Mps, quello di quest’anno potrebbe essere importante per Carige, visto che a settembre, secondo quanto riportato da Mf-DowJones, dovrebbe tenersi l’assemblea degli azionisti per approvare la ricapitalizzazione, per la quale è prevista l’emissione di nuove azioni per 560 milioni di euro, alcune delle quali riservate all’offerta di conversione per i detentori di bond subordinati. Dunque la somma non è certo paragonabile a quella che Montepaschi chiese un anno fa senza riuscire a ottenerla, ma si tratta comunque di un’operazione importante per cercare di mettere al sicuro i requisiti patrimoniali che per via del deconsolidamento dei crediti in sofferenza e la pulizia di bilancio sono a rischio. Se tutto andrà per il meglio, si riuscirà a evitare un’altra situazione potenzialmente critica per il sistema bancario italiano.

L’ESEMPIO DELLE PATOLOGIE BANCARIE

Il decennale della crisi dei subprime, scoppiata nell’agosto del 2007, è stata l’occasione per Milano Finanza per notare come sia cambiato il sistema bancario italiano. Dieci anni fa, il roe, ovvero il return on equity, era pari al 13%, gli impieghi crescevano del 10% e le sofferenze ammontavano a circa il 2% dei crediti. Carige pagava a Intesa Sanpaolo quasi 13 milioni di euro a filiale, mentre Mps acquistava Antonveneta per 9 miliardi di euro e la banca toscana produceva un utile di un miliardo l’anno. Il quotidiano finanziario ricorda che tuttavia le cose hanno cominciato a cambiare abbastanza in fretta, perché già alla fine del 2007 i risultati economici delle banche cominciarono a essere penalizzati dall’aumentato costo del funding.

Del resto il cosiddetto mercato interbancario aveva cominciato a far circolare meno liquidità, dato che si cominciavano a nutrire timori sull’effettiva solidità della controparte. Così la prima risposta fu quella di cominciare a restringere il credito, anche perché la crisi internazionale cominciava a farsi più grave. Milano Finanza indica poi in Montepaschi l’esempio migliore delle “patologie italiane”. Infatti dopo l’operazione di Antonveneta è iniziato un avvitamento che in pochi anni ha comportato un esborso superiore ai 16 miliardi di euro per azionisti e contribuenti, con una montagna di crediti deteriorati pari a 28 miliardi. Alla fine si è dovuti arrivare alla nazionalizzazione, che forse si sarebbe dovuta realizzare prima. I danni e i costi, si dice, sarebbero stati inferiori.

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