CAOS RYANAIR/ Il silenzio che copre ogni responsabilità

- La Redazione

Ryanair ha cancellato diversi voli, specialmente in Italia, dove ha una posizione di forza, creando non pochi disagi. Le domande del nostro lettore PIETRO GUERRA

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Ultime notizie, Ryan Air - La Presse

RYANAIR. Caro direttore, in questi giorni leggiamo sulle cronache dei giornali che la compagnia low cost Ryanair sta cancellando diversi voli per mancanza di personale con ingenti disagi per i passeggeri. Al di là delle cause più o meno vere, dei motivi più o meno evidenti che stanno dietro a questo evento vorrei soffermarmi su di un aspetto che spesso viene tralasciato e sul quale non si è soffermata l’attenzione dei più: la responsabilità. 

Mi spiego. La compagnia low cost Ryanair per passeggeri trasportati è la prima in Italia. Non solo collega una moltitudine di aeroporti italiani con altrettanti scali in Europa, ma effettua connessioni tra città italiane svolgendo di fatto una funzione sociale. Nel corso degli ultimi 15/20 anni è stato permesso a questa compagnia di acquisire slot (il diritto di volare da un aeroporto a un altro a un dato orario) ed effettuare voli da quasi ogni aeroporto italiano, il più delle volte con ingenti sovvenzioni regionali. A questo punto ci si deve chiedere chi ha permesso questa diffusione così capillare della compagnia. La risposta sembra essere semplice: Enac (Ente nazionale aviazione civile) e Governo italiano. Ora ci troviamo di fronte a un grave problema di questo gigante dei cieli con centinaia di migliaia di passeggeri lasciati a terra e conseguenti disagi non solo logistici ma anche economici per i passeggeri. 

Leggendo la stampa estera sembra che questa emergenza non sia momentanea ma strutturale, in quanto anche nel prossimo futuro sono in programma ingenti uscite di personale di volo dalla compagnia non compensate da adeguate assunzioni e le ferie da smaltire sembrano ancora numerose. Di fronte a questo scenario mi chiedo su quali basi e garanzie gli enti preposti alla concessione di diritti di volo hanno permesso una presenza così forte di Ryanair nel nostro Paese. Prima di assegnare il privilegio di una posizione di forza e strategica nel nostro Paese si è adeguatamente verificata la sussistenza di un’organizzazione e di una struttura in grado di mantenere un efficiente sistema di erogazione del servizio? Mi chiedo il motivo per il quale le altre nazioni europee non siano andate incontro a disagi così pesanti come quelli avuti in Italia. Forse perché gli altri paesi europei prima di permettere l’entrata nel proprio Paese di un’azienda ne verificano preventivamente la solidità organizzativa e la sua affidabilità interna?

Concludo con un’ulteriore domanda riguardante un tema è di estrema attualità: è questa l’azienda che vorrebbe e/o dovrebbe essere una delle pretendenti a rilevare la nostra ex compagnia di bandiera? Personalmente mi auguro di no. Ma è solo un mio personale auspicio. Spesso ci si limita a sottolineare e a descrivere una  situazione o un fatto senza andare alla ricerca della causa prima di determinati eventi. Ecco perché mi aspetterei un’assunzione di responsabilità di chi ha permesso e concesso tutto ciò: quantomeno si dimostrerebbe una certa onestà professionale. Ma, ahimè, a tutt’oggi il silenzio sembra essere la parola d’ordine, attendendo che la bufera passi veloce e venga poi accantonata come un pallido ricordo.

Pietro Guerra

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