Spesometro 2017/ Nuova proroga, i dati da comunicare all’Agenzia delle Entrate e come inviarli

- Silvana Palazzo

Spesometro 2017: nuova proroga, ecco entro quando inviare i dati all’Agenzia delle Entrate e come comunicarli. Le ultime notizie di oggi, 4 settembre, e gli aggiornamenti

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Lapresse

La scadenza dello Spesometro 2017 è stata nuovamente posticipata: la comunicazione su dati e fatture del primo semestre 2017 da fare all’Agenzia delle Entrate slitta al 28 settembre. La proroga è stata annunciata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze che ha firmato il dpcm di imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Si tratta della quarta proroga: la prima il 25 luglio, poi 31 agosto e 16 settembre. C’era molta attesa in particolare da parte dei commercialisti, che hanno in calendario molteplici scadenze fiscali e non possono usare il software gratuito per la compilazione e il controllo. Chi non ha ancora familiarità con lo Spesometro sappia che è la comunicazione che i soggetti passivi di Iva devono inviare all’Agenzia delle Entrate in merito ai dati di fatture emesse e ricevute con importo pari o superiore a 3.600 euro. Da quest’anno non è più annuale, bensì semestrale, ma dall’anno prossimo diventerà trimestrale. Sono cambiate anche le modalità di trasmissione: bisogna compilare un file xml usando la nuova piattaforma “Fatture e Corrispettivi”.

SCADENZE, NUOVO RINVIO: LE INFORMAZIONI UTILI

Dopo l’ennesimo rinvio dello Spesometro 2017 ecco le prossime scadenze per l’invio: 28 settembre 2017 per il primo semestre di quest’anno, 28 febbraio 2018 per il secondo semestre di quest’anno. Nella comunicazione devono essere presenti i dati dei soggetti relativi alla fattura, con data e numero della stessa, base imponibile, aliquota, imposta e tipo di operazione, come l’Agenzia delle Entrate ha precisato nel Provvedimento del 27 marzo scorso. Il contribuente nella comunicazione per lo Spesometro 2017 deve indicare tutti i dati e tutte le fatture emesse, quelle d’acquisto ed eventuali modifiche, indicando data di emissione e registrazione. Scontrini, ricevute e schede carburanti sono esclusi. Prevista una sanzione di due euro per ogni fattura non mandata o che presenta errori, arrivando ad un massimo di 1000 euro a trimestre. La multa però viene dimezzata se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza.



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