MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa chiude sopra i 4 euro (oggi, 12 gennaio)

Monte dei Paschi di Siena news. Mps in Borsa le azioni chiudono sopra quota 4 euro. La provincia di Grosseto si mobilita. Ultime notizie live di oggi 12 gennaio 2018

12.01.2018 - Lorenzo Torrisi
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Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA CHIUDE SOPRA I 4 EURO

Con una chiusura in rialzo di oltre il 2,2%, Mps in Borsa torna sopra quota 4 euro ad azione. Intanto le previste chiusure di sportelli di Montepaschi sul territorio hanno messo in allarme la Provincia di Grosseto. Il Presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna, secondo quanto riporta La Nazione, ha deciso di chiedere un incontro urgente ai vertici della banca per cercare di limitare i disagi alla popolazione. “Non vogliamo entrare nel merito delle motivazioni aziendali, le filiali chiudono e le conseguenze si ripercuotono sul nostro territorio, anche in zone ritenute periferiche, per la loro posizione e condizione di disagio economico finanziario. Con una comunicazione ufficiale, abbiamo chiesto quindi di incontrare i vertici aziendali dell’istituto di credito: siamo in una situazione delicata e preoccupante e chiediamo di avere un confronto diretto con la banca Monte dei Paschi di Siena perché, oltre agli aspetti occupazionali, la chiusura delle filiali ha anche delle conseguenze in termini di servizi al cittadino e di marginalizzazione di una parte sempre più grande del territorio maremmano”, ha detto Vivarelli Colonna.

I DATI SUL BOND SUBORDINATO

Mps in Borsa guadagna l’1,9%, risalendo così sopra la soglia dei 4 euro ad azione. È arrivato anche il comunicato ufficiale di Montepaschi a confermare l’emissione del bond subordinato Tier 2 con scadenza a 10 anni. Scopriamo così che i titoli sono stati emessi per un ammontare di 750 milioni di euro con una cedola fissa del 5,375%. La banca toscana ha fatto sapere che la domanda è stata pari a 3,6 volte l’offerta e gli investitori sono prevalentemente fondi di Regno Unito e Italia. Secondo quanto riportato da Milano Finanza, Banca Akros ritiene che il bond offra un premio notevole rispetto a emissioni equivalenti di banche italiane delle stesse dimensione di Mps. Da Mediobanca Securities si fa notare come l’ingresso dello Stato nella banca stia portando fiducia visto l’alto numero di richieste arrivate per accaparrarsi il titolo.

L’ANALISI FIRST-CISL SUI BILANCI DELLE BANCHE

L’Ufficio studi della First-Cisl ha realizzato un’analisi reddituale delle prime cinque banche italiane, tra cui Mps, sulla base dei bilanci al 30 settembre 2017, al netto delle operazioni che hanno portato tre delle good bank in Ubi e le due banche venete in Intesa Sanpaolo. Da questa analisi emerge che le commissioni nette sono state pari a 14,4 miliardi di euro, dando così un contributo importante a raggiungere gli 8 miliardi di euro di utili. Come spiega Riccardo Colombani, responsabile dell’Ufficio Studi di First Cisl, non bisogna dimenticare che su questi utili hanno un peso anche i 527 milioni di tagli del costo del personale. Complessivamente, quindi, “le commissioni nette e il minor costo del personale cubano 15 miliardi, una cifra vicinissima ai 15,7 miliardi complessivi del risultato lordo di gestione”.

Dunque a rappresentare un problema per i risultati economici delle banche “sono i 10,1 miliardi di rettifiche su crediti, non molto sotto ai 10,5 miliardi dei primi 9 mesi del 2016. Da soli, gli accantonamenti su crediti si mangiano una cifra superiore all’utile netto e che equivale al 70% delle commissioni nette e al 59% dei 17 miliardi di interessi netti raccolti dalle banche”. Questi numeri portano Giulio Romani, Segretario generale della First-Cisl, a evidenziare che è ora di finirla “di dire che il costo del lavoro è un peso per il sistema bancario. Il vero peso sono le enormi svalutazioni pretese dai regolatori europei, col risultato che continuiamo a svendere Npl che potrebbero invece essere recuperati attraverso una loro gestione paziente, ritornando a dare reddito”.

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