Crac Popolare Vicenza/ Guardia di Finanza sequestra 1,7 milioni di euro a 5 ex dirigenti

- Emanuela Longo

Crac Popolare Vicenza: primi sequestri preventivi eseguiti dalla Guardia di Finanza a carico di cinque sei sette indagati, tutti ex dirigenti, ecco il provvedimento.

ente fiera di bergamo stefano cristini
Immagine di repertorio

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno eseguito oggi alcuni provvedimenti di sequestro conservativo emessi dal Tribunale (su richiesta della Procura) nei confronti di cinque ex dirigenti ed imputati nell’ambito dell’inchiesta sulla Banca Popolare di Vicenza e che attualmente sono in fase di udienza preliminare. Ne dà notizia il quotidiano Corriere.it spiegando che i provvedimenti disposti dal magistrato hanno raggiunto l’ex presidente Gianni Zonin ed altri quattro ex dirigenti, ovvero Samuele Sorato, Giuseppe Zigliotto, Andrea Piazzetta e Massimiliano Pellegrin. I sequestri eseguiti dal nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno riguardato 356 mila euro per ciascuno dei cinque imputati, per un totale di un milione e 750 mila euro circa. L’accusa aveva chiesto il processo per sette ex dirigenti della Popolare di Vicenza, a partire dall’allora presidente Zonin.

POPOLARE DI VICENZA: IL PROVVEDIMENTO

Dalle operazioni messe in atto dalla Guardia di Finanza, erano emersi alcuni movimenti sospetti, tra cui azioni di trasferimento e dismissione delle disponibilità patrimoniali da parte dei cinque indagati. Da qui la richiesta da parte dei magistrati del provvedimento. Onde evitare il rischio di una mancanza di garanzia per il pagamento della pena pecuniaria ma anche delle spese di procedimento e di altre somme dovute all’erario dello Stato in riferimento all’inchiesta sul crac della Popolare di Vicenza, la procura ha ritenuto necessario procedere con il sequestro preventivo. Come specifica la stessa procura, però solo ciò che avanzerà dopo il pagamento di tutte le spese relative al procedimento sarà impiegato per risarcire i danneggiati dalla banca. Si tratterà, dunque, di una somma di molto inferiore rispetto alle previsioni del danno finora emerse. Da qui la disposizione del gip dei sequestri preventivi per cinque dei sette imputati e che hanno riguardato non solo le disponibilità finanziarie ma anche beni mobili e immobili di proprietà e partecipazioni possedute in imprese.



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