MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa torna a quota 3,9 euro (oggi, 24 gennaio)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. In Borsa Mps chiude la seduta a quota 3,9 euro. Slitta la riunione della Commissione banche. Ultime notizie live di oggi 24 gennaio 2018

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Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA TORNA SOPRA I 3,9 EURO

Mps chiude la seduta in Borsa con un rialzo dello 0,26%, che consente al titolo di tornare a 3,9 euro. Era attesa per venerdì la riunione dell’ufficio di presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ma pare che verrà slittata a martedì 30 gennaio. Il tutto per consentire ad alcuni membri di partecipare ai lavori dei rispettivi partiti di appartenenza per la messa a punto delle liste elettorali. Entro la sera del 29 gennaio, infatti, andranno depositate le liste con i nomi dei candidati. E si sa quanto siano importanti i nomi di coloro che si giocheranno un posto in Parlamento nella prossima legislatura. Importante era però anche il lavoro della Commissione, visto che, concluse ormai da un mese le audizioni, occorre arrivare a un documento contenente le conclusioni dei lavori. Pare in questo senso che il Presidente Pier Ferdinando Casini stia continuando a lavorare al testo della relazione finale che dovrà essere poi votata nella riunione.

BORGHI: MPS DISTRUTTA DAL PD

Con un rialzo dell’1,4%, in Borsa il titolo di Montepaschi si avvicina a quota 3,95 euro. Il Partito democratico ha deciso di candidare a Siena Pier Carlo Padoan e il ministro dell’Economia avrà tra i suoi avversari Claudio Borghi Aquilini, già candidato alla Presidenza della Toscana nel 2015, con il sostegno di Lega e Fratelli d’Italia. Intervistato da Il Giorno, ha spiegato che “il Pd ha distrutto Mps, la banca più antica del mondo. Non l’hanno mai salvata, ma solo messo una pezza a un danno che loro stessi avevano creato. Ora ricattano i senesi candidando il capo di Mps, che è controllata dal Tesoro. Della serie o mi votate o i vostri posti salteranno in aria. Però il 5 marzo Padoan non sarà più il capo di Montepaschi e non conterà più nulla”. Borghi Aquilini, rispondendo a un tweet ha anche spiegato che dal suo punto di vista “Mps deve rimanere così com’è con la sede a Siena, con bilancio ripulito a canna di fucile e conto definitivo del disastro calcolato in modo trasparente e appeso alla porta del Pd”.

BERSAGLIO MOBILE SUL CASO ROSSI

Si riaccendono i riflettori mediatici sulla vicenda di David Rossi, l’ex responsabile comunicazione del Montepaschi. Enrico Mentana ha deciso di focalizzarvi una puntata speciale di Bersaglio mobile, in onda oggi in prima serata con il titolo “La caduta: storia di una morte, di una banca, di una città”. A curare in modo particolare i servizi che vedremo è stato (insieme alla collega Flavia Filippi) Guy Chiappaventi, giornalista di La7, che sulla pagina Facebook ha scritto: “La prima cosa che abbiamo colto è stata che la morte di Rossi simboleggiava anche la fine di un’epoca e di un Sistema, la caduta di una città-Stato, una piccola città di provincia senza autostrada né aeroporto, che aveva avuto la terza banca più grande d’Italia, una squadra di basket capace di vincere sette scudetti di fila, una squadra di serie A che inanellava salvezze, una università con ambizioni da Oxford nostrana, la festa del Palio. Rossi per vent’anni era stato al fianco del Potere di Siena, che fosse tenuto da sindaci o banchieri, gestiva più o meno 50 milioni di euro l’anno di finanziamenti e sponsorizzazioni”.

Chiappaventi ricorda anche che sulla morte di Rossi ci sono state due inchieste “e hanno lavorato sette magistrati. Sono state fatte due autopsie. Il caso è stato archiviato come suicidio ma restano molti dubbi, per come Rossi è caduto, per le ferite che Rossi ha sulla parte anteriore del corpo, per le presenze all’ingresso del vicolo, per il suo orologio che sembra sia stato tirato giù dopo che era morto”. Dubbi che fanno pensare che non si sia ancora arrivati alla verità sulla vicenda.

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