LEGGE STABILITA’/ La scheda

- La Redazione

Ecco spiegata punto per punto e nel dettaglio preciso di cosa si compone l’approvata legeg di stabilità, tutti gli aumenti, i bonus, le aliquote in questa news approfondita

Inps_PalazzoR439
InfoPhoto

La legge di stabilità prevede un valore complessivo pari a circa trenta miliardi di euro. Ecco nel dettaglio il suo contenuto. Il bonus di 80 euro diventa permanente nella misura di 960 euro all’anno per tutti coloro che hanno un reddito complessivo che non superi i 24mila euro annui. Viene introdotto il taglio dell’ira, overrossia dall’imponibile Ira sarà interamente deducibile il “costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato” cancellando per il taglio delle aliquote Irap. L’aliquota principale diventa ora al 3,9% con effetto retroattivo al 2014. Tutti coloro che assumono nuovi dipendenti per 36 mesi non dovranno versare i contributi per coloro che sono a contratto a tempo indeterminato fra gennaio e dicembre 2015. Per ogni figlio nato adottato dal primo gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017 viene introdotto il cosiddetto bonus bebè pari a 80 euro al mese per tutte le famiglie il cui reddito Isee non superi i 25mila euro lordi all’anno. Se invece l’Isee non supera i 7mila euro il bonus diventa di 160 euro al mese. I lavoratori dipendenti del settore privato dal primo marzo al 30 giugno 2018 potranno chiedere di avere in busta paga il trattamento di fine rapporto, il Tfr. Saranno le banche ad anticiparlo, poi al termine di questo periodo l’azienda ridarà alle banche le somme accantonate. Fino al 31 dicembre 2015 sarà possibile avvalersi della detrazione al 65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione al 50% per le ristrutturazioni semplici e l’acquisto d mobilia. L’aliquota della Tasi non potrà arrivare al 6 per mille, il prelievo massimo nel corso del 2015 sarà del 2,5 per mille, in caso però i sindaci vogliano destinare l’addizionale di 0,8 punti sull’abitazione principale sarà del 3,3 per mille. Le Poste italiane saranno collocate in Borsa fino al 40% del loro valore. Per quanto riguarda la cessione degli immobili pubblici verranno velocizzate le procedure di cessione. Le società partecipate dagli enti locali saranno razionalizzate con una serie di incentivi come l’esclusione dai vincoli del patto di stabilità interno. Il governo quindi rifinanzia molte spese, tipo: missioni militari all’estero (700 mln); gli interventi per gli autotrasportatori (250 mln); università e policlinici universitari (150 mln); scuole non statali (200 mln); fondo per i non autosufficienti (250 mln); la social card e altre misure di contrasto alla povertà (250 mln); il cinque per mille (500 mln). Il governo stanzia anche 1,7 miliardi sia nel 2015 sia nel 2016 per finanziare la cassa integrazione e i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal disegno di legge delega sul lavoro. Nella legge è compreso anche il piano Buona Scuola con uno stanziamento di un miliardo di euro nel 2015 e tre miliardi a partire dal 2016 per finanziare l’assunzione di docente e l’atermana scuola-lavoro. Vengono poi ordinati alcuni tagli alla spesa tra ministeri (2,3 miliardi), Regioni (4), comuni (1,2) e province (1). Viene introdotto un tetto alle pensioni calcolate con il sistema misto retributivo e contributivo. L’assegno sarà limitato all’80% dell’ultimo stipendio. Vengono eliminate poi le penalizzazioni della riforma Fornero previste per chi va in pensione prima dei 62 anni e che ha maturato i requisiti contributivi. Aumenta l”imposta sostitutiva sui redditi dei fondi pensione sale al 20 dall’11%, l’imposta sulle casse previdenziali al 26 dal 20% per un maggior gettito stimato in oltre 400 milioni. In cambio il governo dà 80 milioni per finanziare un credito di imposta che mantiene inalterate le aliquote. Aumentano le tasse con effetto retroattivo al 2014 per gli enti non commerciali e fondazioni di origine bancaria, la quota imponibile dei dividendi aumenta fino al 77,74%. Viene introdotto lo ‘split payment’: le pubbliche amministrazioni verseranno l’Iva direttamente all’Erario anziché al fornitore al momento di acquistare beni e servizi. In caso di anomalie per pagamento delle tasse e evasione fiscale, l’agenzia delle entrate inviterà il contribuente a rivedere la propria posizione invitandolo a fare un adempimento volontario. Verrà anticipata al 2015 la gara per la concessione del Lotto. Il nuovo concessionario dovrà versare all’Erario 350 milioni all’atto dell’aggiudicazione, 250 milioni nel 2016 e la quota residua entro aprile 2017. L’aliquota Iva aumenta al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018 mentre l’aliquota ridotta del 10% aumenterà al 12% nel 2016 e al 13% nel 2017. Nel 2018 le accise su benzina e gasolio verranno aumentate per garantire 700 milioni su base annua. Infine il taglio delle agevolazioni fiscali slitta al 2016. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori