Italexit, Ignazio Visco: “Rischio non esiste, ma le parole pesano”/ Allarme dazi: “Rallentano scambi”

Italexit, Ignazio Visco: “Rischio non esiste, ma le parole pesano”. Allarme dazi, il commento del numero uno di Bankitalia: “Rallentano scambi”

07.12.2018 - Carmine Massimo Balsamo
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Dall’ipotesi Italexit all’allarme dazi, passando per la situazione delle banche italiane: Ignazio Visco a tutto tondo a un evento de Il Mattino. Il governatore di Bankitalia, ruolo che ricopre dal 1º novembre 2011 a seguito delle dimissioni di Mario Draghi divenuto Presidente della Banca centrale europea, è partito dalla possibile fuoriuscita dell’Italia dalla zona euro, ipotesi bocciata dagli italiani secondo i sondaggi: «E’ un rischio che non esiste, anche se i mercati non la pensano così, stimolati da letture e dichiarazioni poco approfondite». Prosegue Visco: «Al momento le prospettive sono in rallentamento, l’economia globale è più debole di quanto ci si aspettasse anche a livello di organismi internazionali a inizio 2018». In particolare, per l’Italia «il costo alto del debito, se nel breve termine è sostenibile, nel lungo tende a determinare una caduta dei risparmi».

MANOVRA E DAZI

Ignazio Visco prosegue: «Credo che a livello politico sia più importante porsi la domanda di cosa fanno i giovani, cosa più importante del decimale su cui ci stiamo concentrando». Un messaggio destinato al governo Lega-M5s, impegnato ora con la manovra: «I giovani hanno ragione di cercare di capire come sarà il futuro, è necessario studiare: devono chiedere al Paese il rispetto delle regole e della legalità». Dopo aver sottolineato come i dazi «rallentino la crescita e creino incertezza», Visco ha fatto il punto della situazione sulle banche italiane: «Negli ultimi tempi la situazione è migliorata molto, riducendo le sofferenze. La dinamica del credito è condizionata dalla poca domanda. La Banca d’Italia non ha mai detto negli scorsi anni che tutte le bianche italiane fossero solide, si parla di sistema nel suo complesso e mai di singole banche: effettivamente ci sono state singole banche in grandi difficoltà».



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