MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa tiene quota 3,7 euro (oggi, 1 febbraio)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. In Borsa Mps chiude sopra quota 3,7 euro. Le parole di Claudio Borghi Aquilini, candidato della Lega. Ultime notizie live di oggi 1 febbraio 2018

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Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA TIENE QUOTA 3,7 EURO

Mps chiude la seduta in Borsa con un calo dell’1%, che consente al titolo di restare sopra la soglia dei 3,7 euro. Come noto, Claudio Borghi Aquilini sarà candidato nel collegio di Siena, lo stesso dove il Pd ha deciso di schierare Pier Carlo Padoan. Intervistato da Libero, il responsabile economico della Lega ha detto che intende tutelare i risparmiatori, partendo “dalla Costituzione, la quale stabilisce che il risparmio va tutelato in tutte le sue forme, attribuendogli un valore superiore perfino alla libertà personale. Il risparmiatore non può farsi carico della solvibilità di una banca, come vuole il bail-in. Pertanto tutti gli obbligazionisti vanno risarciti in base al prezzo d’ acquisto e i conti correnti devono essere tutelati fino ai 200mila euro da un fondo statale, come accade negli Usa; non fino a 100mila da un fondo interbancario come avviene da noi. E non dimentichiamo i piccoli azionisti, o direttamente truffati come nel caso delle banche venete o ingannati come i piccoli azionisti di Banca Etruria e Mps”.

SECONDO MORGAN STANLEY È UNA POTENZIALE PREDA

Mps in Borsa cede l’1,2%, restando comunque sopra quota 3,7 euro. Secondo Morgan Stanley il 2018 potrebbe essere un anno all’insegna delle fusioni e acquisizioni. Milano Finanza riporta un report della banca d’affari secondo cui “dal punto di vista macro la crescita economica si è rafforzata, i mercati azionari sono stati forti e i rendimenti dei bond a lungo termine restano bassi, tutte condizioni che dovrebbero essere da impulso per l’M&A. Dall’altro lato i conti delle aziende hanno molta cassa, quindi non avrebbero problema a finanziare le operazioni”. Gli analisti hanno quindi segnalato le potenziali prede di queste operazioni sia negli Stati Uniti che in Europa. Se al di là dell’Atlantico compaiono nomi come Dominos’ Pizza e Allergan, nel nostro continente si fanno nomi anche di società italiane, tra cui Montepaschi, Banco Bpm, Mediaset e Saipem.

L’IPOTESI DI AGGREGAZIONE CON BANCO BPM, BPER E ALTRE

Equita Sim ha realizzato uno studio, di oltre 120 pagine, per ipotizzare la nascita di un maxi-polo bancario italiano, costituito da ben cinque istituti bancari: Mps, Banco Bpm, Bper, Carige e Creval. Il Sole 24 Ore ha consultato questo studio e spiega che parte da un assunto semplice: così com’è, il mondo delle banche italiane non può andare avanti a lungo. Il mercato appare troppo affollato e la competizione agguerrita. Le banche hanno cercato di rispondere con tagli e razionalizzazioni di sportelli e personale. “In Italia tuttavia ci sono ancora troppe banche in giro, tanto che, dati Bce, lo spread sui prestiti delle banche italiane alle aziende è allo 0,8%, tra i più bassi d’Europa, contro l’1,3% della Germania o l’1,8% della Spagna”, si legge nello studio. Dunque per gli istituti di credito dovrebbe risultare razionale e conveniente procedere a un consolidamento per ridurre la concorrenza.

Secondo Equita Sim, potrebbe essere coinvolta la fascia media del settore bancario, con un ruolo da protagonista del Mef, azionista di maggioranza di Montepaschi. Secondo la ricerca, le banche potrebbero costituire una holding, cui conferire le loro attività amministrative , It e di gestione degli asset, come avviene per le banche cooperative con Iccrea. In un secondo momento, si potrebbero trasferire tutte le altre attività, arrivando a creare un soggetto con una capitalizzazione di 12 miliardi di euro e “in grado di generare un upside delle valutazioni del 20%”. Equita Sim sottolinea anche che Mps, Carige e Creval potrebbero mettere insieme 4 miliardi di crediti fiscali, una “dote” molto preziosa.

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