TASSE/ I soldi per tagliarle ci sono, ma perché i partiti fanno finita di nulla?

- Giuseppe Sabella

Il taglio delle tasse in Italia è possibile, grazie anche al gettito che è stato recuperato dall’evasione, che ha raggiunto la cifra record di 20 miliardi di euro. GIUSEPPE SABELLA

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Lapresse

Non senza soddisfazione, Governo e Agenzia delle entrate comunicano i numeri relativi alla lotta all’evasione fiscale. L’attività di recupero nel 2017 ha riportato nelle casse dello Stato 20,1 miliardi di euro, con un aumento del 5,8% rispetto al 2016. Secondo il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, l’area di maggiore criticità nella lotta all’evasione è relativa all’Iva, cosa su cui l’Agenzia delle entrate dice che sta lavorando molto.

Come si diceva, il Governo esulta e tutti i giornali riprendono la notizia. Peccato che nessuno però abbia pensato che, a questo punto, ci sono 20 miliardi per tagliare le tasse. Sì, perché si continua a dire che non si tagliano le tasse perché mancano i soldi per portare equilibrio ai conti pubblici in seguito a un possibile taglio.

Al di là che, come si evince a questo punto, i soldi ci sono, il ragionamento è comunque del tutto sbagliato. La verità è che i partiti hanno paura di rivedere i conti in ottica di spending review – questo è ciò che comporta una riforma fiscale – perché ciò chiederebbe loro di controllare i loro sprechi e privilegi. Solo per fare un esempio, nel nostro Paese un dirigente apicale nella Pa ha compensi medi pari a 8,6 volte il reddito medio procapite; in Germania 4,5. Sono forse i migliori i nostri dirigenti pubblici?

Questo è il motivo di fondo per cui in Italia ancora non si è fatta una riforma fiscale seria. La Spagna l’ha fatta nel 2014, certo chiedendo all’Europa quella necessaria flessibilità perché è inevitabile che se diminuiscono le entrate (meno tasse), sale il rapporto debito/Pil. Ma grazie alla diminuzione delle tasse, per un anno in Spagna il Pil è cresciuto del 3,5%, proprio per il significativo effetto che il taglio delle tasse ha avuto sull’impresa (più assunzioni) e sui consumi. Nei suoi tre anni di governo, Matteo Renzi è stato molto bravo a strappare flessibilità a Bruxelles, quasi 20 miliardi di euro. Peccato che sia cresciuta di molto la spesa.

Sta per iniziare una nuova legislatura: se si vuole dare impulso alla domanda interna, bisogna garantire più potere d’acquisto. Quella fiscale è la vera riforma di cui il Paese ha bisogno. Le altre, al pari, sono riformicchie. E, ora, i soldi ci sono.

Twitter: @sabella_thinkin

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