MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa chiude sotto quota 3,15 euro ad azione (oggi, 2 marzo)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps in Borsa chiude sotto quota 3,15 euro ad azione. Il cda ha approvato il progetto di bilancio 2017. Ultime notizie live di oggi 2 marzo 2018

mps_colonna_lapresse
Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA CHIUDE SOTTO QUOTA 3,15 EURO

Mps chiude la giornata in Borsa in calo del 2,6%, restando quindi sotto la soglia dei 3,15 euro ad azione. Ieri il Consiglio di amministrazione di Montepaschi ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio della Banca e consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2017, confermando i risultati preliminari già approvati dal Consiglio stesso il mese scorso. Il Gruppo ha chiuso il 2017 con una perdita netta consolidata di esercizio pari a 3,5 miliardi di euro, impattato, tra le altre cose, da circa 4 miliardi di euro di rettifiche connesse all’operazione di cessione, tramite cartolarizzazione, di crediti in sofferenza. Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 dicembre 2017 il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato al 14,8%, rispetto all’8,2% di fine 2016, e il Total Capital Ratio è risultato pari al 15%, che si confronta con il valore del 10,4% registrato a fine dicembre 2016.

PADOAN: RINFORZEREMO MPS

Mps in Borsa cede il 2,1%, scendendo così sotto i 3,15 euro ad azione. Corrieredisiena,it ha intervistato anche Pier Carlo Padoan, candidato nelle file del Pd nel collegio della città toscana. A proposito di Montepaschi il ministro ha detto che “l’intenzione del governo, che attualmente è il maggiore azionista di Banca Mps, è quello di non spezzettare ma di rinforzare la banca, mettendola in condizioni di produrre ricchezza e credito all’economia”. Padoan ha anche spiegato che “il settore pubblico uscirà da Mps in futuro, gradualmente, e dopo aver raggiunto certi obiettivi. Dobbiamo aver fiducia nel management attuale”. Inoltre ha evidenziato che il suo partito ha scelto di candidarlo a Siena anche perché lui conosce la città, che “è stata la mia prima sede universitaria, quindi ho vissuto qui in un lontano passato. E ci sono tornato molte volte con mia moglie per visitare i luoghi bellissimi di questa provincia”.

LE PAROLE DI FRANCI E BORGHI AQUILINI

Corrieredisiena.it ha intervistato sia Leonardo Franci che Claudio Borghi Aquilini ed entrambi hanno parlato anche di Mps. Il candidato del Movimento 5 Stelle ha spiegato che per quanto riguarda la banca toscana “il bello – per modo di dire – deve ancora arrivare. Purtroppo la storia non è conclusa. Nessuno ha il coraggio di dire che è al capolinea. Occorrono misure drastiche. La banca va commissariata e probabilmente dovrà anche cambiare brand perché non credibile”. La proposta di cambiare nome a Montepaschi viene spiegata in questo modo: “Se lei acquistasse un ristorante noto perché vi si mangia male, non cambierebbe subito il nome? Ci vogliamo rendere conto che continuando così i risparmiatori perderanno anche i loro depositi? Ne vogliamo prendere atto?”. Per Franci lo Stato “non si deve limitare a metterci i soldi, deve essere attivo anche nella gestione e monitorare di continuo. A me interessa poco se il dg di Mps è Morelli o un altro, l’importante è che chi comanda deve rendere conto allo Stato anche di quante volte va in bagno, visto che parliamo di soldi pubblici”.

Il candidato leghista non è invece d’accordo sul cambiare nome a Mps: “Che facciamo cambiamo nome al Palio per accontentare gli animalisti?”. Dal suo punto di vista “il futuro di Mps paradossalmente è rappresentato dal suo passato. Vanno riportate indietro le lancette dell’orologio a prima degli anni Novanta e delle malsane idee che non hanno prodotto risultati. Non dobbiamo ragionare con il paraocchi: le privatizzazioni ci vogliono se sono utili ai cittadini, se si rivelano disastrose non servono”. Dunque, “Mps va rimessa in pista esattamente come prima che finisse nelle mani del dio mercato e con tutto l’orgoglio di mantenere il suo nome”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori