MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa chiude sotto i 2,5 euro ad azione (oggi, 28 marzo)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps in Borsa chiude sotto quota 2,5 euro ad azione. Bluebell punta ad azione contro ex vertici. Ultime notizie live di oggi 28 marzo 2018

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Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA CHIUDE SOTTO I 2,5 EURO

Mps chiude la giornata in Borsa con un calo del 2,3%, che lascia il titolo sotto la soglia dei 2,5 euro. Bluebell ha fatto sapere a Montepaschi che intende presentare nell’assemblea del 12 aprile un’azione contro consiglieri e sindaci in carica tra il 2012 e il 2015 in modo da poter recuperare 11,6 miliardi di euro di danni, secondo quanto riportato dall’Ansa. La società di Giuseppe Bivona aveva già presentato nella scorsa assemblea la proposta di un’azione di responsabilità contro gli ex vertici della banca, ma la mozione è stata respinta con il 99% dei voti. Il cda di Montepaschi ha comunque fatto notare che i pareri legali ricevuti in proposito fanno pensare che l’azione non sia ammissibile perché riguardante bilanci di precedenti esercizi, che non sono oggetto dell’assemblea. Ci sono ancora alcuni giorni prima dell’appuntamento, per cui è facile immaginare che ci saranno degli aggiornamenti su questa vicenda.

CASO DAVID ROSSI, GLI AGGIORNAMENTI

Mps in Borsa cede il 4,3%, scendendo sotto i 2,45 euro ad azione. Intanto un nuovo aggiornamento sul caso di David Rossi arriva dal Veneto. La Verità scrive infatti che a Belluno si sta indagando sulle denunce presentate da “due personaggi in fuga dal loro passato”. Uno di loro, “il quarantaduenne romano Valerio L., ha denunciato di essere stato sequestrato e ha riferito che uno dei suoi presunti carcerieri, G. M., un giorno avrebbe esclamato questa frase: ‘Ti faccio fare la stessa fine che ho fatto fare a David Rossi’”. E non è tutto, perché secondo una testimonianza, G. M. si spacciava come agente dei servizi e “si vantava di essere amico del capo della sicurezza di Mps, un ex ufficiale dei carabinieri in pensione”. I due testimoni sarebbero ritenuti credibili dalla Procura, ma ancora non sarebbero stati trovati dei riscontri sulla frase riguardante l’ex responsabile comunicazione di Montepaschi.

LE PAROLE DI ANTONIO PATUELLI

Sembrava che la pubblicazione dell’addendum della Bce sugli Npl fosse stata ben accolta dalle banche italiane, visto che non ci sono state le misure che avrebbero imposto delle coperture e delle svalutazioni anche sugli stock già esistenti di crediti deteriorati. Tuttavia Antonio Patuelli ha fatto notare che “non siamo ancora in presenza di una normativa stabile certa e univoca”. Questo perché, ha spiegato ai microfoni di Class Cnbc il Presidente dell’Abi, anche la Commissione europea ha avanzato delle proposte che dovranno essere esaminate dal Parlamento e dal Consiglio europeo. Tra le proposte di Bce e Commissione ci sono alcune differenze, come il fatto che Bruxelles abbia indicato otto anni di tempo per gestire i crediti deteriorati, mentre Francoforte sette. Patuelli non nasconde che le banche hanno lavorato molto per ridurre l’esposizione agli Npl, anche aumentando gli accantonamenti, ma resta il rischio che imprese e famiglie possano avere più difficoltà nell’accesso al credito, soprattutto le Pmi: nel caso le regole siano rigide, è inevitabile che il rapporto tra banche e aziende si complichi.

A Patuelli è stata anche rivolta una domanda circa la possibilità di aggregazioni tra banche italiane: una partita che interessa anche Mps. Il Presidente dell’Abi ha risposto che già ci sono state importanti operazioni in questa direzione. Tanto che “a fine 2018 avremo soltanto 110 gruppi bancari: è un numero molto basso per un Paese di oltre 60 milioni di abitanti. Le banche comunque sono imprese, di conseguenza tutte diverse tra loro e tutte in concorrenza tra loro, e quindi le possibilità di aggregazione sono frutto di piani industriali, di scelte degli azionisti e di chi le dirige”.



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