ALITALIA, CALENDA/ Acquirenti hanno rallentato, ma ci sono spazi per la vendita. Passeggeri in calo

- Lorenzo Torrisi

Alitalia, le parole di Carlo Calenda sulla vendita via Twitter. Il ministro ha fatto sapere che ci sono ancora spazi. In pista Lufthansa, Air France, Easyjet e Delta

calenda_carlo_lapresse
Carlo Calenda (Lapresse)

Carlo Calenda è intervenuto su Alitalia via Twitter, facendo capire che la vendita non è tramontata, ma che la situazione politica italiana ha fatto “rallentare” gli acquirenti. Intanto Il Fatto Quotidiano evidenzia che sul mercato italiano la compagnia ha perso quote scendendo al 15% dei passeggeri che la utilizzano per andare da un aeroporto italiano verso uno sul territorio nazionale o verso l’estero. Alitalia sarebbe dietro a Ryanair (25,1%), ma davanti comunque a Lufthansa (11,3%). I dati riportati sono presi da un report elaborato da Andrea Giuricin su cifre ufficiali diffuse dall’Enac. Negli ultimi anni, dal 2014 al 2017, Alitalia sarebbe passata dal 20,1% al 15% del mercato italiano. Tutto questo mentre aumentava il numero complessivo di passeggeri. La strada della ripresa è dunque in salita per la compagnia italiana.

ALITALIA, LE PAROLE DI CARLO CALENDA

Si torna a parlare di Alitalia dopo un tweet di Carlo Calenda. Rispondendo a una domanda che gli è stata posta via Twitter, il ministro dello Sviluppo economico ha infatti fatto sapere che “i commissari hanno fatto quello che gli abbiamo chiesto. Acquirenti hanno rallentato per situazione politica, ma spazi ci sono. Nazionalizzazione non elimina problema industriale. Liquidazione vuol dire regalare rotte e aerei”. A Calenda era stato fatto notare che la compagnia aerea italiana non è stata venduta entro marzo come si ipotizzava e gli si chiedeva se non avesse qualcosa da rimproverarsi e quale soluzione avesse ora in mente, considerando che senza vendita per il futuro di Alitalia restano solo nazionalizzazione o liquidazione. Il ministro ha fatto capire che la situazione politica di stallo, per cui non si sa chi andrà al Governo, ha fatto rallentare il processo di vendita, ma, stando alle sue parole, gli acquirenti sarebbero ancora interessati.

ALITALIA, LE ALTERNATIVE ALLA VENDITA

Resta in effetti da capire se chi andrà al Governo avrà intenzione o meno di dare corso alla vendita. Dal canto suo Calenda ritiene che la nazionalizzazione non risolverebbe il problema industriale di Alitalia, che quindi tornerebbe comunque a trovarsi in una situazione di crisi. La liquidazione, invece, regalerebbe rotte e aerei ad altre compagnie. Ciò non toglie che gli altri vettori potrebbero ottenere lo stesso risultato comprando Alitalia, pagando quindi cioè una cifra per avere sia aerei che rotte. Meglio dunque incassare qualcosa che regalare? Speriamo e crediamo che il ministro non intendesse questo. Non bisogna tuttavia dimenticare che c’è una terza strada: andare avanti con il commissariamento, proseguendo nel risanamento dell’azienda, in modo da poterla vendere a condizioni e prezzi migliori.

ALITALIA, I POSSIBILI ACQUIRENTI

I commissari, infatti, sono riusciti a non intaccare il prestito ricevuto, mostrando quindi che la compagnia può operare non necessariamente con ingenti perdite come in precedenza. Ciò non toglie che per una migliore analisi bisognerà attendere i dati del primo trimestre dell’anno. Ricordiamo che al momento ci sono due possibili acquirenti: Lufthansa da un lato e Air France-Delta-Easyjet e Cerberus dall’altro. Claudio Costamagna non ha escluso che la Cassa depositi e prestiti possa avere una quota, seppur di minoranza, in Alitalia se venisse presentato un progetto di rilancio convincente da parte di uno dei due acquirenti. Non resta quindi che attendere, sia i dati di bilancio di Alitalia che la formazione del nuovo Governo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori