Intesa Sanpaolo assume 1.500 giovani/ Le figure ricercate. Banche Venete, attesa per il decreto-rimborsi

- Bruno Zampetti

Intesa Sanpaolo assume 1.500 giovani, visto anche che entro il 2020 circa novemila lavoratori andranno in pensione. Attesa per il decreto rimborsi sulle ex venete

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Intesa Sanpaolo assume 1.500 giovani, visto anche che entro il 2020 circa novemila lavoratori andranno in pensione. Il gruppo bancario cerca quindi di rinnovare il proprio personale. Il tutto con un accordo con i sindacati. Queste nuove assunzioni saranno effettuate entro il 2021 e solamente 1.000 posti saranno a tempo indeterminato full-time. Saranno privilegiate le figure di operatori di sportello e si guarderà alle aree svantaggiate come il Sud. Previsti 500 consulenti finanziari, con un contratto che sarà misto, in parte a tempo indeterminato part-time e in parte con un rapporto di lavoro autonomo. In questo caso bisognerà essere quindi iscritti all’albo unico dei consulenti finanziari. Repubblica ha spiegato recentemente che i posti che verranno offerti nel 2018 saranno 400.

ASSUNZIONI INTESA SANPAOLO, I PROFILI RICHIESTI

In particolare sono ricercate circa 100 figure specializzate, come il Credit controller, responsabile delle attività di controllo di primo livello nell’ambito “Credito Monitoraggio” e nelle società del gruppo, come Eurizon, Fideuram e Intesa Vita. Il gruppo cerca anche giovani agenti di commercio (tra i 25 e i 35 anni) su tutto il territorio nazionale interessati a ruoli di consulenza con Partita Iva. Ci sono anche 60 offerte di stage. Agi ricorda che entro fine anno saranno 1.500 i lavoratori di Intesa che avendo raggiunto i requisiti pensionistici lasceranno il loro posto. Entro metà dell’anno prossimo, considerando anche i dipendenti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza confluiti nel gruppo, circa 4.000 persone, utilizzando il fondo di solidarietà del settore del credito, andranno in prepensionamento.

IL FONDO PER I RISPARMIATORI DELLE EX VENETE

Intanto i risparmiatori che sono stati coinvolti nelle crisi delle due ex banche venete stanno aspettando che arrivi il decreto relativo ai rimborsi. Pier Paolo Baretta ha fatto sapere che ci vorrà poco tempo, del resto il fondo è già stato costituito, anche se ha ammesso che le risorse stanziate sono insufficienti e dunque per il nuovo Parlamento e il nuovo Governo ci sarà probabilmente un intervento da prendere per aumentare l’attuale dotazione (100 milioni). Anche perché i risparmiatori coinvolti nei crac di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti sperano di poter anche loro aver diritto a un ristoro. In molti hanno già intrapreso la strada delle cause legali per vedersi riconosciuto un risarcimento.

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