MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa chiude sopra i 3,1 euro ad azione (oggi, 9 marzo)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps in Borsa chiude sopra quota 3,1 euro ad azione. L’associazione Confronti contro Valentini. Ultime notizie live di oggi 9 marzo 2018

mps_colonna_lapresse
Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA CHIUDE SOPRA I 3,1 EURO AD AZIONE

Mps chiude la giornata in Borsa in rialzo dello 0,1%, restando sopra la soglia dei 3,1 euro. L’associazione di promozione sociale Confronti in una nota riportata da sienafree.it critica il Sindaco di Siena Bruno Valentini. “È sparita una banca secolare, fulcro della nostra comunità, mentre il primo cittadino continuava a dichiarare che tutto andava ‘benissimo’. Forse per lui era vero. La banca non c’è più, ma ora abbiamo il ministro del Tesoro che l’ha comprata e questo sicuramente ripaga tanti ‘inutili’ rimpianti secondo Valentini”. Confronti segnala di non avere “niente da obiettare sui parlamentari da noi eletti. Però nessuno pensi di asservirci. Le lusinghe non ci ‘muovono’ e gli avvertimenti non ci fanno paura. Desiderosi di pensare e riflettere sulle scelte per il riscatto della comunità senese, ma lontani dal ‘faccendìo’ di tanti personaggi che dopo la tragedia Monte dei Paschi fingono di non vedere che la facoltà di medicina rischia una fine ingloriosa, indifferenti peraltro l’Università e gli altri ruoli istituzionali come il Comune”.

MORELLI SPIEGA IL SUO ADDIO NEL 2010

In Borsa Mps cede l’1,8%, scendendo così sotto la soglia dei 3,1 euro ad azione. Sentito come testimone nell’ambito del processo milanese che vede coinvolti gli ex vertici di Montepaschi, Marco Morelli ha raccontato che nel 2010 aveva lasciata Rocca Salimbeni “visto che il mio modus operandi non era allineato con la banca” e perché “avevo ricevuto all’epoca un’offerta di lavoro importante”, alla direzione generale di Intesa Sanpaolo. Secondo quanto riporta Askanews, Morelli ha anche evidenziato che il disallineamento non riguardava solo l’operazione Alexandria, sulla quale aveva espresso massima contrarietà. Aveva parlato sia con Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, allora Presidente e direttore generale di Mps, manifestando la propria contrarietà all’operazione, che venne lo stesso fatta. Un ulteriore fatto che l’hanno spinto a lasciare poi la banca toscana.

IL CONTO DEI SALVATAGGI BANCARI

Mf-Dow Jones ha commissionato alla First-Cisl uno studio sugli istituti di credito, in particolare sulle conseguenze che hanno comportato i loro salvataggi e le strategie di riduzione dei costi, passate anche attraverso un taglio dei posti di lavori. “Il conto dei salvataggi bancari condotti in porto negli ultimi due anni è salito a fine 2017 a 7,4 miliardi, di cui 2,2 miliardi di euro sono già stati messi a budget dalle banche per la gestione degli esuberi, mentre gli altri 5,2 miliardi sono a carico dello Stato (sempre per gestire le uscite di personale). Le crisi di Banca Mps, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Carichieti, Cassa di Risparmio di Rimini, Cassa di Risparmio di Cesena e Cassa di Risparmio di San Miniato hanno spazzato via 13 mila posti di lavoro e hanno pesato sulle tasche di 280 mila azionisti”, si legge in un passaggio dello studio riportato da Milano Finanza, dove si evidenzia come Intesa Sanpaolo, assorbendo Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, dovrà mettere a bilancio 1 miliardo di euro di contributi al Fondo di solidarietà.

“Questi numeri non sono comunque esaustivi per descrivere l’impatto complessivo delle crisi e vanno considerati come costi indiretti sulle economie locali a fronte della stretta creditizia e della vendita massiva di non performing loans a società che in alcuni casi possono operare secondo logiche aggressive di breve periodo, fattori che pesano sulla ripresa economica del Paese”, ha detto al quotidiano finanziario Giulio Romani, Segretario generale della First-Cisl.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori