OCSE A ITALIA: “PATRIMONIALE PER RIDURRE DISUGUAGLIANZE”/ Le perplessità di Confindustria e sindacati

- Emanuela Longo

Ocse, patrimoniale in Italia per ridurre le disuguaglianze: la soluzione lanciata dall’organizzazione internazionale desta le perplessità di Confindustria e sindacati. Le ultime notizie

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Immagine di repertorio - Pixabay
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Tra i paesi dell’Ocse l’Italia è quello dove la diseguaglianza sociale è più aumentata dopo la crisi economica e finanziaria. Inoltre, la concentrazione di ricchezza verso l’alto è maggiormente cresciuta. Una forma di tassazione patrimoniale potrebbe aiutare a ridurli più velocemente: lo sostiene l’Ocse in uno studio sulla tassazione della ricchezza. Da Confindustria però arriva un no secco: «Noi viviamo in un Paese in cui le patrimoniali le hanno già messe sui fattori di produzione: ci sono tasse come l’Irap e l’Imu che pagano sui capannoni industriali chi dovrebbe fare impresa», il commento di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, allo studio dell’Ocse, come riportato dal Corriere della Sera. Critiche anche da Cgil e Confedilizia, mentre Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica, si mostra più cauto: «Una patrimoniale non si può escludere in una situazione di emergenza, ma creerebbe problemi di liquidità», perché «sarebbe un aggiustamento troppo anticipato ed è meglio averne uno graduale». (agg. di Silvana Palazzo)

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OCSE A ITALIA: PATRIMONIALE PER COMBATTERE DISUGUAGLIANZE

In Italia le disuguaglianze sarebbero sempre più evidenti, motivo per il quale sarebbe opportuno introdurre una tassa patrimoniale. La richiesta arriva direttamente dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che ha ribadito come proprio il nostro Paese, dopo la forte crisi economica attraversata nell’ultimo decennio, sia uno di quelli in cui la disuguaglianza sociale appare aumentata e sempre più evidente la concentrazione di ricchezza verso l’alto. L’analisi dell’Ocse, come spiega RaiNews, è contenuta nel rapporto “The role and design of net wealth taxes”, nel quale si legge anche la possibile soluzione alle eccessive disuguaglianze in Italia, ovvero l’imposizione della tassa patrimoniale. L’imposta è già stata adottata da altri paesi membri e proprio l’organizzazione internazionale ne ha voluto indicare i pro ed i contro. Dai dati è emerso come la necessità di adottare la patrimoniale, definita “una tassa sulla ricchezza netta” sia minima nei Paesi dove sono già presenti tasse sui redditi e sui capitali personali e dove le tasse di successione siano chiare e ben applicate. In questi contesti, dunque, l’applicazione della tassa patrimoniale potrebbe provocare l’effetto contrario. Di contro, lì dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono molto basse, allora potrebbe avere degli effetti positivi nel ridurre più velocemente i divari di ricchezza.

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LA SITUAZIONE ATTUALE IN ITALIA SECONDO L’OCSE

Quella effettuata dall’Ocse è un’analisi chiara del nostro Paese messo a confronto con altre realtà negli ultimi dieci anni. Ponendo l’accento sulla distribuzione del reddito e della ricchezza, è emerso come dopo la crisi la tendenza ad una maggiore disuguaglianza di ricchezza non sia mai passata di moda. I Paesi presi in esame in questa analisi dell’Ocse sono stati Australia, Canada, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti. Di questi sei, in ben quattro (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito) si è assistito ad una maggiore concentrazione di ricchezza al vertice, mentre la distribuzione della ricchezza nella parte inferiore è stata fortemente evidente in tutti i Paesi presi in esame, ad eccezione del Regno Unito. La disparità sul fronte della ricchezza, in maggiore aumento tra gli anni ’80 e i giorni nostri, è stato così netto da passare, stando a quanto riferito dal Sole 24 ore, dallo 0,29 allo 0,32 in Italia, piazzandosi così al decimo posto per disuguaglianze su tutti e 35 i Paesi dell’Ocse. L’analisi ha infine ricordato che “le recenti norme internazionali sullo scambio di informazioni fiscali dovrebbero ridurre le possibilità di nascondere reddito e ricchezza in paradisi fiscali”. Questo andrà ovviamente a facilitare le operazioni di riscossione delle tasse.

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