MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa chiude sopra i 2,65 euro ad azione (oggi, 26 aprile)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps in Borsa chiude sopra quota 2,65 euro ad azione. La svalutazione di Cdp sulle quote in Atlante. Ultime notizie live di oggi 26 aprile 2018

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Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA CHIUDE SOPRA I 2,65 EURO AD AZIONE

Mps chiude in Borsa con un calo dell’1,1%, che lascia il titolo appena sopra la soglia dei 2,65 euro. Montepaschi sta attenendo il via libera delle agenzie di rating per entrare nel vivo della cartolarizzazione degli Npl: un’operazione in cui avrà un ruolo anche Italian Recovery Fund, nuova denominazione del Fondo Atlante 2. Finanzareport.it ricorda che la Cassa depositi e prestiti ha dovuto svalutare per 401 milioni in due anni (294 milioni nel 2016 e 107 milioni nel 2017) la partecipazione nel primo Fondo Atlante, le cui risorse sono finite negli aumenti di capitale di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, senza però riuscire a evitarne il salvataggio, avvenuto poi tramite l’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo. Alla fine del 2017, quindi, il valore delle quote di  Cdp in Atlante sono pari a 61,5 milioni. La Cassa ha peraltro versato 70 milioni in Atlante 2, che si è concentrato sui crediti deteriorati.

A BREVE VIA LIBERA PER CARTOLARIZZAZIONE NPL

In Borsa Mps cede lo 0,9%, restando così sotto la soglia dei 2,7 euro ad azione. Complice il fatto che siamo negli ultimi mesi per richiedere allo Stato la Garanzia sulle cartolarizzazioni di crediti deteriorati, secondo quanto scrive Milano Finanza, nelle prossime settimane potrebbero entrare nel vivo diverse operazione di pulizia degli attivi bancari. In particolare, Banco Bpm starebbe attenendo il giudizio delle agenzie di rating per un’operazione da circa 5 miliardi di euro, che potrebbe diventare la più grande assistita da Gacs dopo quella realizzata da Unicredit. Ubi Banca continuerebbe invece a lavorare alla cartolarizzazione di 3,5 miliardi di euro di Npl, ma sarebbe in uno stadio meno avanzato. Dovrebbe invece arrivare a breve il via libera delle agenzie di rating per far sì che possa proseguire l’operazione di cartolarizzazione da circa 25 miliardi di Montepaschi.

I NUMERI DI WIDIBA

Il Fatto Quotidiano ha dedicato un articolo a Widiba, la banca online del gruppo Mps. Paolo Fior ricorda che è nata nel 2014 e che Montepaschi “ha investito nell’iniziativa 14 milioni a copertura dei costi di start up e 82 milioni di euro a titolo di capitale, parte cash e parte attraverso il conferimento del ramo d’azienda dei promotori finanziari di Mps”. Tuttavia, “da allora la banca digitale del gruppo non ha fatto che accumulare perdite crescenti: 7,7 milioni nel 2014, 11 milioni nel 2015, 12,2 milioni nel 2016 e ben 18,6 milioni nel 2017”. Dunque in una situazione non certo facile, Widiba non avrebbe contribuito a rendere le cose più semplici. “In pratica, in appena tre esercizi Widiba si è mangiata quasi la metà delle risorse conferite dalla controllante (49,5 milioni su 96 milioni totali) e a inizio 2018 Mps si è visto costretto a ricapitalizzare la controllata con ulteriori 70 milioni (con un aumento di capitale da 100 a 170 milioni)”.

Secondo delle indiscrezioni riportate dal Fatto, poi, quasi il 50% di questa cifra sarebbe stato usato “per pagare i bonus triennali agli oltre 600 promotori finanziari della banca digitale”. Ma non è tutto, perché, scrive ancora Fior, se nel 2014 Widiba aveva poco meno di 100.000 clienti per complessivi 6 miliardi di masse gestite, a fine 2017 i clienti sono diventati 235.000, ma le masse gestite sono scese a 4,8 miliardi di euro. “Cosa significa? Che in questi anni i clienti con i portafogli più consistenti sono migrati altrove e Widiba si trova oggi con un dato medio di poco più di 20mila euro a cliente contro i 60mila del 2014”. Insomma, Widiba non ne esce dipinta affatto bene.

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