PIETRO MARZOTTO E’ MORTO/ Addio all’industriale anche nella storia nel calcio: i 10 anni in B dell’AC Marzotto

- Emanuela Longo

Pietro Marzotto è morto: l’industriale fu alla guida del gruppo tessile di famiglia di Valdagno per oltre 30 anni trasformandolo in multinazionale: aveva 80 anni.

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Pietro Marzotto

Molti non sanno che il nome di Pietro Marzotto e della sua famiglia sono scolpiti anche nella storia del calcio italiano. Il cub calcistico di Valdagno infatti, allora rinominato proprio A.C. Marzotto, militò a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta in Serie B per dieci stagioni consecutive, un risultato di assoluto prestigio per una piccola cittadina di Vicenza. Il Marzotto si distinse in quegli anni precedendo in classifica anche la squadra del capoluogo, piazzandosi per una volta al quarto e per una volta al quinto posto nel campionato cadetto, prima di essere riassorbito in Serie B. Anni in cui per un breve periodo, grazie all’A.C. Marzotto, la cittadina di Valdagno respirò anche il profumo della possibile promozione in Serie A. (agg. di Fabio Belli)

IL SUO GRUPPO MULTINAZIONALE

Il conte Pietro Marzotto si è spento oggi all’età di 80 anni. A darne notizia è Corriere.it che ripercorre le tappe più salienti della vita privata ma soprattutto professionale con riferimento soprattutto al modo in cui era riuscito a trasformare il gruppo tessile di Valdagno in un eccellente esempio d’industria nostrana. Settimo ed ultimo figlio di Gaetano Marzotto, Pietro ha scritto la storia dell’economia vicentina grazie alle sue capacità imprenditoriali che, dagli anni del boom economico e fino ai nostri giorni lo portarono a riscuotere grande successo. Marzotto assunse la guida del gruppo di famiglia nel 1968 guidandolo per oltre 30 anni. Considerato uno dei maggiori industriali d’Italia, per un breve periodo, negli anni Ottanta fu anche alla guida di Confindustria Vicenza. Grazie a lui, il gruppo tessile si trasformò in vera multinazionale e tra gli anni ’80 e ’90 acquisì alcuni dei principali nomi del settore tra cui Bassetti, Lanerossi, Hugo Boss e Valentino. Ormai da anni però, il contro Pietro Marzotto non era più attivamente coinvolto nella gestione del gruppo di famiglia in quanto dal 2004 ne era uscito con non poche polemiche. In una intervista puntò il dito contro i suoi 70 nipoti a sua detta autori di molteplici errori. Poi nel 2011 cedette la sua partecipazione ed investì nel brand alimentare milanese Peck, che acquisì interamente. Marzotto fu però coinvolto anche in vicende poco piacevoli, come l’inchiesta per omicidio colposo e disastro ambientale in riferimento allo stabilimento La Marlane di provincia di Cosenza, sebbene nel 2014 fu poi assolto da tutte le accuse.

LA VITA PRIVATA E L’ADDIO DEL GOVERNATORE DEL VENETO

Una vita certamente intesa, quella vissuta dal conte Pietro Marzotto, anche da un punto di vista sentimentale. Nel 2009 si era sposato per la terza volta con Anna Maria Agosto Peghin. Oggi lascia quattro figli, Marina, Umberto, Italia (avuti dalla prima moglie) e Pier Leone (nato fuori dalle nozze). La sua prima moglie fu Stefania Searle, mentre la seconda la nobile Mariolina Doria de Zuliani. Tra le due aveva avuto una relazione con Titti Ogniben dalla quale era nato il quarto figlio, da lui riconosciuto. Alcuni anni fa aveva deciso di vendere il pacchetto azionario e la villa Valle, in centro a Valdagno, per stabilirsi in una dimora tra Caorle e Portogruaro (Venezia). Da qualche giorno era ricoverato presso l’ospedale di Portogruaro per via di alcune complicazioni cardiache e polmonari, dove poi è morto nella giornata odierna. Dopo la notizia della sua morte non è mancato il messaggio di cordoglio da parte del presidente della Regione del Veneto: “Salutiamo un uomo dal carattere forte e un imprenditore che per decenni è stato interprete di una realtà produttiva ed economica che ha fatto storia nel Veneto e in Italia”, ha ricordato. “Se ne va un veneto autentico, che ha amato questa terra e che qui ha voluto vivere fino alla fin”, ha chiosato.

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